Eusebio Di Francesco si è raccontato ai taccuini dello storico giornale pugliese. Nella lunga intervista curata da Lino De Lorenzis, l’allenatore ha parlato dei singoli facendo anche dei paragoni con delle esperienze passate. Oltre alle parole di fiducia per Camarda e Stulic, gli elogi arrivano per un calciatore che quest’anno sta avendo più spazio nella formazione titolare.
Giocatori da far crescere
Di Francesco non fa distinzione di età quando si parla di dover far crescere i calciatori: “A parer mio tutti hanno margini di crescita. Berisha, Ramadani, Gaspar: tutti possono crescere, a qualsiasi età. Faccio sempre l’esempio di Francesco Magnanelli, che ho avuto 5 anni. Quando arrivai a Sassuolo, per l’opinione pubblica, non poteva giocare in Serie A. Invece nessuno gli toglieva il posto. Si fermava ogni giorno dopo l’allenamento per migliorare”.
Su Berisha, il tecnico chiarisce anche il suo pensiero sul posizionamento in campo: “Lo abbiamo provato in vari ruoli, oggi può farne diversi, ma quello che interpreta meglio è dietro l’attaccante, con libertà di muoversi e di abbassarsi. Anche il passato da mediano lo aiuterà”.
E poi un difensore che ha fatto parte del corso neroverde: “Il discorso vale anche per Paolo Cannavaro: era un difensore molto basso, difensivo, e ha cambiato modo di giocare attraverso lavoro e convinzione. Ai ragazzi devi dare più certezze possibili: se i giocatori non si sentono sicuri, non portano in campo ciò che gli chiedi”.
Ylber Ramadani, dopo gli screzi con Giampaolo nello scorso finale di stagioni e le voci di un trasferimento negli Emirati Arabi di quest’estate, è, a detta di Di Francesco, un leader di squadra insieme a capitan Wladimiro Falcone: “Oggi il calciatore con cui mi interfaccio di più è Ramadani, anche perché è più maturo, meno istintivo. Negli ultimi tempi è cresciuto molto nel rapporto con i compagni. Poi c’è Falcone, il capitano. Anche Wladimiro è cresciuto tanto: lo conoscevo già ai tempi della Samp, era taciturno. Ora si sente più responsabile e partecipe, a volte mi dà anche consigli. E a me piace ascoltare i ragazzi”.
Difesa e tifosi
A livello di squadra, il Lecce sta dimostrando una buona difesa, con Falcone che ha festeggiato il primo posto nella storia del club per porte inviolate in Serie A: “Abbiamo mostrato tanti clean sheet, che non è facile per una squadra che si deve salvare. All’inizio abbiamo preso gol in alcuni vuoti temporanei, ma ci siamo assestati conoscendo i giocatori e trovando il vestito giusto”.
Un’arma del Lecce è il calore della tifoseria, a volte presa dall’apprensione quando si è vicini alla zona retrocessione. A un’espressa domanda a riguardo, Di Francesco chiede la presenza e s’impegna a trasmettere ai suoi uomini la voglia di far accendere il tifo: “Non mi permetterei mai di dare consigli ai tifosi. È normale che vivano di pancia: scoramento, esaltazione… fa parte del gioco. Io li invito sempre a sostenere la squadra, come fanno in casa e fuori. Chiedo solo di esserci per 95-100 minuti. A volte c’è disappunto per una giocata sbagliata e ci sta. Ma siamo noi a dover far cambiare idea sui ragazzi su cui abbiamo puntato”.
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Devi fare giocare vicino Pierotti come seconda punta a fianco a Stulic o Camarda. Perché quando a fatto le prime partite a Lecce giocava a fianco a Krstovic è faceva gol.
Povero Dante!!!!