Da un lato le restrizioni, decisamente dure e sicuramente anche fuori luogo visti i precedenti, applicate contro la tifoseria organizzata salentina, dall’altro le due proteste da parte di quella laziale. E’ questo il contesto entro il quale si appresta a svilupparsi un Lazio-Lecce che farà parlare non solo per quanto avverrà in campo, ma anche circa ciò che accadrà sugli spalti.
Niente Ultrà Lecce
Solo lo scorso maggio l’Olimpico laziale si colorava anche di giallorosso grazie alla folta presenza di tifosi salentini giunti da tutta Italia. Un caloroso sostegno divenuto festa, senza problemi di sorta, neppure minimi. Eppure per la gara odierna gli organi competenti hanno deciso, abbastanza clamorosamente (anche Di Francesco è rimasto stupito), di lasciare fuori la frangia calda del tifo leccese. I numeri dei presenti cadono così vertiginosamente rispetto a qualche mese fa.
Protesta Lazio
Contro la società per vari motivi, la Nord laziale (ma anche altri settori dello stadio, seppur in modo parziale) rimarrà deserta. Ai dissidi nei confronti delle scelte del club si sommano infatti le polemiche per uno striscione vietato, come da comunicato della Curva Nord romana.
La nota degli Ultras:
“A meno di 24 ore dalla gara Lazio-Lecce la dirigenza della S.S. Lazio nega alla tifoseria organizzata di ricordare Vincenzo Paparelli!
I gruppi organizzati nella giornata di venerdì 21 novembre hanno fatto richiesta a tutti gli organi ufficiali di poter mettere uno striscione in Curva Nord con la scritta ‘Per amore di Vincenzo’, la risposta della Lazio è arrivata con un out out inconcepibile, immotivato ed immorale: “Se entrate tutti vi permettiamo di metterlo, se non entrate non potete metterlo.”
“Vincenzo, questo nome che per noi vuol dire amore da quando siamo bambini, vincenzo, quel nome che abbiamo difeso con la voce e con le mani davanti a chi lo ha più volte usurpato, ci e costato nottate con le bombolette in mano a difenderlo davanti ad insulti infamanti, per noi Vincenzo è padre, figlio e fratello, con quello striscione volevamo far capire quanto il restare fuori ci pesa e che saremmo voluti stare lì a sostenere la squadra ma il nome di Vincenzo non è barattabile con una misera partita di calcio. A questo vile ricatto, fatto da gente che non appartiene al mondo Lazio e che non conosce la nostra storia, noi rispondiamo con un secco no, noi non entriamo! I tifosi della lazio non hanno mai accettato nessun tipo di ricatto, non si sono mai piegati al volere del “padrone”, non hanno mai abbassato la testa di fronte a questi soprusi!”
“Questa dirigenza ha usato nuovamente il ricordo di Vincenzo Paparelli come arma di ricatto nei confronti di un popolo che unito e compatto ricorda ed onora i suoi fratelli, in questa società non esistono i tanto decantati valori morali ed etici che ogni giorno il sig. Lotito sventola come la sua più bella bandiera, questo è l’ennesimo atto di sfida nei nostri confronti, un atto mai fatto prima che punta a farci perdere la pazienza ed a portaci sulla via dello scontro fisico! Noi non cadremo in questa trappola, non daremo il fianco alla sperata repressione che il Senatore Lotito vorrebbe attuare nei nostri confronti usando le armi della bugia e della menzogna, non ci prestiamo al gioco di chi non ha alcun rispetto dei nostri morti ma, anzi, li usa per portare a sé una ragione che non ha! La scelta di non entrare allo stadio è stata la più sofferta ma, per amore di vincenzo, oggi è la più giusta da fare ed invitiamo chi è ancora titubante e disertare Lazio – Lecce per non rendersi complice di questo atto ricattatorio.
Sappiamo che dentro Formello c’è malcontento rispetto a questo episodio, invitiamo dirigenti e giocatori della S.S. Lazio ad un atto di dignità, ad andare a fine partita sotto la curva nord come gesto di vicinanza nei confronti della tifoseria organizzata che si è privata del suo amore più grande per un gesto di rispetto nei confronti di chi non c’è più, non siate complici di questo abominio, non restate in silenzio di fronte alla memoria di Vincenzo Paparelli”.









Una vergogna senza fine, uno squallore totale
Non li fanno entrare perché non hanno accettato l’out out.