Vives: “Grande legame con Lecce. Andarmene fu un trauma, ma che percorso poi a Torino”

Durante Ora Lecce, trasmissione di Antenna Sud, è intervenuto il doppio ex delle due squadre che si affronteranno domenica

Giuseppe Vives ha avuto una lunga ed apprezzata militanza con Lecce e Torino. Scelto dal secondo corso di Zeman nell’estate del 2006, ha totalizzato 167 presenze con la maglia giallorossa. Alla fine del suo periodo salentino, l’offerta del Torino aprì un altro lungo legame. Sotto la Mole, Vives ha accumulato 164 apparizioni.

Legami

Sulle frequenze di Antenna Sud, Vives ha descritto così Lecce e Torino: “Due squadre che mi hanno dato tantissimo, ho fatto guarda caso le stesse presenze. Il Lecce mi ha dato l’opportunità di giocare in B, venivo dalla C2, grazie a Zeman e Angelozzi. Ho avuto la gioia di vincere due campionati e andare in A”.

E su quanto accadde al Toro: “Mi lego tantissimo alla squadra e alla società, a tutti i componenti dello staff. Andare via da Lecce fu un trauma, mi capitò lo stesso andando via dal Torino. Mi affeziono. Quando arrivai in granata i primi giorni non erano facili, c’era la contestazione dopo il 10°posto in B. Ventura e Petrachi furono bravi a isolarci e andammo in Serie A”.

Percorso

Lasciare il Lecce fu un trauma per Vives, che racconta: “Io volevo rimanere, stavo bene ed ero venuto a Lecce per comprare casa e vivere là. Uscì poi il Torino e mi avvisarono solo a trattativa fatta. Ero già sul pullman per il ritiro, dovetti scendere per andare a Napoli e prendere l’aereo per il Piemonte”.

Nel libro dei ricordi c’è spazio poi per il più bello dei suoi 9 gol con il Lecce: “Ricordo il primo gol in B, contro la Triestina, finì 2-2 grazie al mio gol. Lo porto dentro di me. Venivo dalla C2 e feci un doppio salto, non si dimentica mai il primo gol. Anche quello in A, a Verona contro il Chievo, andammo in vantaggio grazie alla mia rete”.

Vives racconta la sua carriera, che ha avuto un altro intermezzo nel Salento, a Nardò nel 2002 con 6 presenze e 1 gol: “Non ho mai avuto la possibilità di tornare a Lecce. Sono stato 6 anni e mezzo a Torino, quando sono a una parte difficilmente vado via, mi lego e cerco di stare più tempo. Alla fine feci un anno e mezzo a Vercelli, sei mesi a Terni e poi ho smesso per un problema fisico”.

Oggi

A 45 anni, l’ex mediano giallorosso e granata è stato inserito nel progetto Zeta Napoli, squadra di Terza Categoria che cerca di dare visibilità a ragazzi che hanno avuto meno opportunità: “Mi vado a divertire un po’ con Calaiò. C’è un progetto di ZW Jackson, il nostro presidente, ci ha chiesto di dare una mano su Napoli. In Terza Categoria ci sono ragazzi bravi che non hanno mai avuto opportunità, grazie a noi possono essere visti. Ho una scuola calcio e sono impegnatissimo sul campo nel weekend, non seguo tantissimo il Lecce e la Serie A”.

Vives è infine interpellato sui centrocampisti moderni, meno avvezzi al tiro da fuori: “I tiri da fuori area sono pochissimi, non so se per il tipo di gioco che c’è adesso. Non penso che non ci siano giocatori che non sappiano calciare, ma contro squadre chiuse deve essere un’alternativa specialmente contro calciatori fisici che non ti fanno vincere duelli”.

Infine, la conclusione è sul Lecce di oggi: “Di Francesco viene da annate non facili, penso che si dovrà lottare fino alla fine, auguro la salvezza, è nelle corde del Lecce e spero in una salvezza quanto prima ma il campionato sarà questo”.

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Gabriele Schito un grande

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