“Ho un terreno di 14 ettari. Con la mia azienda produco vino locale, dal Vermentino al Bovale. Negli ultimi anni ho piantato oltre 1400 alberi, di cui 750 ulivi. Mi sveglio alle 4.30, salgo sul trattore e parte la giornata. Adesso la mia vita si divide tra coltivazioni, potatura e raccolto”. Paolo Faragò racconta la nuova vita dopo il ritiro dal calcio ad appena 30 anni. L’ultima grande gioia nel 2022 la promozione in Serie A con la maglia del Lecce. Poi il Como e la decisione di smettere per i problemi fisici. “Ho subito 14 interventi chirurgici. Prendevo farmaci e antidolorifici in continuazione. Non riuscivo neppure a fare una passeggiata, figuriamoci a sostenere gli allenamenti. Dopo ogni operazione restavo almeno un paio di mesi in stampelle. Non c’erano altre soluzioni, dovevo fermarmi”.
Difensore o centrocampista, arrivò nel Lecce a gennaio del 2022, con Baroni in panchina. E alla fine contribuì alla promozione in Serie A. E da allora il Lecce è ancora in Serie A. “Uno dei ricordi più belli della mia carriera – dice Faragò parlando di quella promozione -, insieme a quel Bari-Novara e al gol segnato contro la Spal subito dopo il primo infortunio”.
Paolo Faragò è stato intervistato da La Gazzetta del Mezzogiorno.








