Il Lecce batte il Pisa in uno scontro diretto e si appresta dunque ad affrontare con grande serenitĆ la sosta forzata della prossima settimana, causa impegni in Supercoppa dell’Inter. Il successo sui nerazzurri toscani ĆØ venuto al termine di una grande prestazione offerta dalla squadra salentina. Unico neo, oltre all’infortunio di Berisha, la mancanza di precisione sottoporta: con un po’ più di qualitĆ in fase di finalizzazione il punteggio avrebbe infatti potuto essere più ampio dell’1-0 finale.
Non a caso, a fine gara, il tabellino registrava ben 21 conclusioni per i salentini (a fronte delle appena cinque dei pisani, nessuna delle quali nello specchio della porta di Falcone), per un dato complessivo di 2.2 xG (contro lo 0.3 ospite). Dal punto di vista tattico, a determinare il trionfo giallorosso sono intervenuti essenzialmente due fattori: la forte pressione esercitata dai padroni di casa e il piano offensivo predisposto da Di Francesco.
Per quanto riguarda il primo punto, il Lecce ĆØ stato tanto abile a contrastare la costruzione della squadra di Gilardino, quanto a riaggredire a palla persa. E infatti, cosƬ facendo, guidati da un ottimo Ramadani, i giallorossi hanno recuperato 28 palloni nella metĆ campo avversaria. Venendo invece alla fase di possesso, DiFra ha saggiamente scelto di attaccare il 5-3-2 pisano sfruttando la superioritĆ numerica tre contro due in fascia. Tale superioritĆ ĆØ stata sfruttata principalmente a destra, lĆ dove hanno operato Danilo Veiga, Kaba (subentrato all’infortunato Berisha) e Pierotti. Nonostante il fatto che i tre avessero quasi sempre buon gioco nel penetrare le maglie della difesa nerazzurra, una certa mancanza di precisione a volte finiva per impedire alla squadra salentina di costruire situazioni ancor più pericolose di quelle che venivano a essere prodotte.
Le cose andavano meglio a sinistra, dover il Lecce poteva sfruttare l’evidente difficoltĆ che l’ex Calabresi aveva nel cercare di contenere uno scatenato Sottil. Nella ripresa il copione non cambiava, col Lecce proteso in avanti e il Pisa che restava a guardare. Il gol di Å tuli su assist di Banda premiava le scelte di Di Francesco, che aveva mandato in campo i due al posto del volenteroso Camarda e di un Pierotti generoso, ma in difficoltĆ quando il campo si accorcia.
Questo ĆØ proprio quello che ĆØ accaduto contro il Pisa, vista la superioritĆ territoriale registrata dal Lecce, manifesta nei numeri. Alla fine infatti i giallorossi sono riusciti a toccare 139 palloni nella trequarti offensiva, 30 in area, conquistandosi 12 angoli. Fra l’altro il Lecce ĆØ riuscito a essere pericoloso anche nelle situazioni a palla ferma.









Servono almeno 2 acquisti di livello a gennaio, sembra che abbiano tutti i piedi a banana…
Kaba..si deve allenare x tiri e…passaggi in porta
Chiama DF… commento patetico e ridicolo