Il Lecce ha perso con la Roma una partita in cui ci sono stati e vanno sottolineati impegno, generosità, prestazione e sfrontatezza contro un avversario sì in emergenza difensiva ma di gran valore, anche classifica alla mano. Lo 0-2 finale è maturato in un match dove nonostante il 51% di possesso palla, i padroni di casa hanno tirato solo una volta e sprecato una colossale occasione per l’1-1 con Pierotti dieci minuti prima il raddoppio di Dobvyk.

Cosa lascia Lecce-Roma
Il Lecce, soprattutto nel primo tempo, ha sofferto nella gestione del pallone a partire dai recuperi difensivi. Il piano partita programmato da Di Francesco puntava a colpire la rattoppata difesa romanista con Banda e Sottil. Entrambi gli esterni hanno steccato la prestazione e la tigna di Maleh non è bastata a costruire i presupposti per altre occasioni da gol. Il Lecce resta il peggior attacco della Serie A e, dopo lo scontro diretto contro il Parma (domenica 11 gennaio alle 12.30) ci sarà un altro ciclo di ferro per chiudere gennaio: doppia visita a San Siro a Inter e Milan e poi arriva la Lazio.
Problema ormai costante
Dopo un girone d’andata a ripetere, e ad ascoltare Di Francesco dirlo, lo stesso concetto, il problema è ormai cronico. La squadra ha bisogno di gol e di elementi con qualità per realizzarlo e/o propiziarlo. Il lavoro dello staff tecnico sugli elementi a disposizione non è sufficiente. Bisogna attingere dal mercato. È chiaro, Corvino docet, che al centro si punterà fino a fine campionato sul duo di punte Stulic e Camarda. Così, però, le punte però vanno messe in condizione di incidere. L’identità della squadra c’è, lo ha ripetuto anche Trinchera ieri, ma va data consistenza alle idee offensive per scrollarsi di dosso la sensazione di “vorrei ma non posso”.
Innesti
Si può e si deve migliorare la qualità dei singoli per arrivare al massimo potenziale, l’equilibrio costruito da DiFra ha fatto performare al massimo. Dove intervenire? Un’ala destra di qualità e risolutezza palla al piede e una vera alternativa di costruzione e idee sulla trequarti (contando anche le uscite in mediana) attendendo il miglior Berisha servono per dare imprevedibilità ed evitare sensazioni negative che potrebbero bloccare le gambe nei crocevia importanti del girone di ritorno.









Analisi lucida ed equilibrata mentre altre testate online spacciano la teoria del”va tutto bene madama la marchesa”. I numeri di gol e tiri in porta invece parlano chiaro circa la scarsa qualita’ della fase offensiva.
Perchè queste cose non gliele dite in faccia quando andate in conferenza? No, perchè Corvino crede che Pierotti e Stulicci siano all’altezza, visto che lo scorso anno hanno segnato 4 e 16 gol. Chi se ne frega se quest’anno ne hanno fatto solo 1 e sfornano prestazioni ridicole da mesi?
Esattamente…
Poi inizia la solita tiritera del ho preso questo ho preso quello, ho fatto la Champions …
Elencasse anche tutti i bidoni che ha comprato…
Facile comprare 15 giocatori all’anno e sperare che ne indovini uno…