Guilbert-Lecce, un anno e mezzo sulle montagne russe: polemiche e una salvezza storica

Il terzino francese verrà ricordato per il suo caratterino ma soprattutto per una stagione da titolare che ha dato buone garanzie sulla destra

guilbert

Rescisso il suo contratto con il Lecce, Frederic Guilbert è alla ricerca di una nuova avventura e questa sarà nella nativa Francia, esattamente al Nantes. Il 31enne ha così posto fine a quattro mesi da separato in casa in giallorosso, certo non una degna conclusione per un rapporto, quello con il club di via Costadura, condito sì da qualche inciampo e polemica ma soprattutto da una storica salvezza vissuta da protagonista. Un risultato certamente tra i più importanti della sua carriera.

Alti e bassi, ma sempre protagonista

Guilbert arrivò nel Salento sul gong del mercato estivo 2024, quando i giallorossi avevano urgente bisogno di un sostituto di Gendrey sulla corsia di destra e lo trovarono a parametro zero dallo Strasburgo. L’impatto fu ottimo: subito titolare inamovibile (complice l’adattamento mai avvenuto davvero di Pelmard), si fece apprezzare nel vincente esordio interno con il Cagliari mostrandosi difensore d’attenzione e dedizione, sebbene con doti offensive mai del tutto espresse ed assist con il contagocce.

Il suo cammino non fu però avaro di polemiche, anzi. Il suo caratterino venne fuori già ad inizio annata in un Lecce-Parma che lo vide cadere vittima delle provocazioni di Cancellieri, con piccolo e inutile buffetto severamente punito con l’espulsione (alla fine i rossi saranno due, il secondo in Lecce-Lazio). Soprattutto si ricorderà la polemica, innescata sulle frequenze di una radio francese, circa le condizioni del manto erboso dell’Acaya definito di basso livello. Piccoli scivoloni in una stagione, la sua, comunque sopra la sufficienza grazie alla continuità offerta in copertura e culminata nella prova di grande sacrificio dell’Olimpico in cui festeggiò una salvezza quasi insperata.

Fuori rosa

E di certo Guilbert non sperava di avviare in quel modo la sua seconda stagione salentina, in realtà mai partita. Messo subito fuori rosa complice il fatto che Danilo Veiga, su cui il club ha deciso di puntare forte, fosse entrato anagraficamente nella lista degli “Over”, il francese non l’ha presa bene costretto ad allenarsi a parte e, successivamente, trovarsi una nuova squadra, cosa che non era riuscito a fare la scorsa estate. Un finale certo non lieto per un giocatore che, con pregi e difetti, ha sempre mostrato grinta e dedizione ma che non è stato immune alle logiche di mercato e valorizzazione in chiave futura delle risorse a cui soprattutto realtà come Lecce devono far fronte.

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