Il Tar di Lecce ha chiuso la vicenda amministrativa che per diversi mesi ha accompagnato l’avvio dei lavori di ristrutturazione dello stadio Via del Mare. I giudici hanno respinto nel merito il ricorso presentato da Leo Costruzioni nell’ambito della procedura di aggiudicazione del primo lotto dell’intervento, finanziato con fondi Pnrr e inserito nel programma dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026
Sentenza
La sentenza ha confermato la correttezza dell’operato di Sport e Salute, centrale di committenza per conto della struttura commissariale dei Giochi guidata da Massimo Ferrarese. Si è confermata anche la validità dell’affidamento in capo al consorzio Ar.Co Lavori, che realizza l’opera attraverso le consorziate Seli Manutenzioni Generali di Monza e Hana di Ravenna. La pronuncia chiude il confronto giurisdizionale nato a inizio estate, quando l’apertura del cantiere, prevista per il 23/06, è stata preceduta dal ricordo di Leo Costruzioni, seconda classificata, nell’ambito delle dinamiche di verifica previste dalla procedura d’evidenza pubblica.
Le contestazioni dell’azienda erano incentrate su profili procedurali, in particolare sull’applicazione del soccorso istruttorio e sulla corretta individuazione delle competenze progettuali all’interno del raggruppamento indicato dall’aggiudicataria. Il Tar ha chiarito che queste questioni rientravano in un perimetro di regolarità amministrativa. Nel frattempo, col contenzioso in corso, il decreto commissariale del 26 maggio aveva disposto l’affidamento della progettazione esecutiva del primo lotto dello stadio.
Il clima più calmo
A luglio scorso, Leo Costruzioni aveva scelto di non proporre appello cautelare contro l’ordinanza con cui il Tar aveva respinto la richiesta di sospensione. Ciò non ha inciso ulteriormente sulle tempistiche di avvio del cantiere. La decisione è stata finalizzata dalla volontà di non rallentare una fase sensibile per la programmazione dei lavori. Con la sentenza, i giudici hanno confermato quanto anticipato in sede cautelare, ritenendo legittimo il ricorso al soccorso istruttorio e ribadendo che le integrazioni richieste non hanno inciso sull’offerta tecnica ed economica alterando la concorrenza. La decisione consolida l’affidamento del primo lotto di lavori e chiude una fase che comunque non ha compromesso l’avanzamento dei lavori.









Mesi buttati