D’Amblè: “Con sei 1-0 saremmo salvi. La fortuna arriverà”

Il responsabile del settore giovanile dall’Under 18 in giù ha partecipato a Piazza Giallorossa, trasmissione di TeleRama

La buona prestazione contro la Lazio dà fiducia al Lecce pur senza l’epilogo augurato della vittoria. Checco D’Amblè ha commentato la prova della squadra di Di Francesco nel match terminato a reti bianche.

Sfortuna

Nelle parole riprese da TrNews si parte dalla gara di sabato: “Ottimo primo tempo, meritavamo il gol. Abbiamo lavorato bene. Siamo stati sfortunati perché il palo per l’ennesima volta ci ha detto male. Come nella gara col Parma, con l’occasione di Maleh. Bene nel primo tempo con la Lazio, nella ripresa abbiamo rischiato qualcosa in campo aperto. In questo momento la nostra è una squadra solida, in equilibrio, manca qualche graffio, qualche vittoria, ma sono fiducioso”.

Peggior attacco

Legni o non legni, il Lecce resta il peggior attacco della Serie A con soli 13 gol in 22 partite: “Noi con sei uno a zero saremmo salvi. Si può vincere anche 1-0. Sono convinto che la squadra raggiungerà l’obiettivo, le partite ce le giochiamo e bene con tutti. La fortuna prima o poi arriverà. Prima o poi il gol arriverà. La serie A non è facile, non è facile fare gol in serie A. Si punta sempre sull’attaccante, ma noi con gli attaccanti esterni abbiamo fatto otto gol. Dieci se pensiamo alla gara con la Cremonese. Qualche gol manca, anche da qualche centrocampista o difensore. L’anno scorso ci siamo salvati col gol di Ramadani e Coulibaly”.

Ascesa della Primavera

Il 2026 si è aperto con la cavalcata della formazione Primavera a guida Simone Schipa. D’Amblè dice la sua: “Si tratta di una squadra nuova, con ottime individualità, con un percorso iniziale con qualche difficoltà. Adesso, la squadra ha ritmo equilibrio e quindi vengono i punti. Mister Schipa sta facendo un grande lavoro. Lui ha ripagato la fiducia della società che lo ha scelto. Siamo a cinque punti falla vetta e in piena zona playoff”.

Moduli

D’Amblé si pronuncia poi sulla scelta del modulo, meno importante a suo dire degli interpreti e della loro interpretazione: “Si prende l’allenatore e poi i giocatori  per quel modulo. Ma la squadra è stata costruita per un modulo, noi una mezza situazione a Milano l’abbiamo offerta col 3-5-2. Il Lecce se la gioca con tutti, con una fase difensiva organizzata, qualcosa la perdi in fase offensiva. Certe partite le potevi vincere, come quella con il Verona e con il Parma. La guida tecnica ha scelto come giocare? Non è così. Si gioca cosi perché la squadra è stata costruita in quel modo, se uno la fa giocare i giocatori con il 4-3-3 è perché è stato deciso così. Con D’Aversa abbiamo giocato pure con due punte. I numeri sono importanti, ma sono importanti soprattutto gli interpreti”

Continuità tra settore giovanile e prima squadra

Per la lungimiranza del progetto Lecce, serve connessione tra il lavoro del vivaio e quello in prima squadra: “Cerchiamo di rafforzare il discorso di identità e appartenenza con il territorio, di far capire quanto è importante la maglia del Lecce. Lavorare a contatto con la prima squadra sarebbe fantastico. Ma il momento arriverà. Qualcuno della primavera in prima squadra? Potrebbe essere, se si capisce che questo può succedere. Serve il tempo giusto. Ci sono dei profili importanti, ad esempio Dorgu è arrivato in prima squadra e poi sappiamo com’è finita. Non bisogna bruciarli. I ragazzi hanno tante distrazioni, noi vivevamo di squadra e di calcio”.

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