Giuseppe Vives ha presentato la partita di domenica tra Torino e Lecce. Il centrocampista originario di Sant’Anastasia ha vestito la maglia giallorossa dal 2006/2007 al 2010/2011 per poi passare al Toro dove ha giocato dal campionato successivo al 2016/2017, disputando anche l’Europa League.
Le due piazze più importanti
“Lecce e Torino sono i due club ai quali sono più legato. In giallorosso ho vissuto due campionati di A e tre di B mentre in granata sono diventato capitano in cinque stagioni e mezzo. Curiosamente, ho esordito in A con il Lecce proprio contro il Torino nel 2008/2009. Purtroppo perdemmo 3-0 ma è stato il segno del destino del mio percorso calcistico”.
Il momento
“Ho seguito in tv Lecce-Lazio 0-0. Ramadani e compagni mi hanno fatto una buonissima impressione sfoderando una grande prestazione nel primo tempo e concedendo pochissimo nell’arco dei 95’. Ci sono state anche interessanti opportunità per segnare. Il Lecce ha fatto di più in una sfida equilibrata. È una squadra viva che crede in sé stessa e nelle chance di salvezza”.
Tensione Toro
“La batosta a Como è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. I rapporti tra tifoseria e proprietà sono ai minimi terini, il che non giova a staff tecnico e calciatori, che avvertono questa tensione e la vivono sulla propria pelle. Il Toro è a +6 dalla zona retrocessione ma questo non significa essere al sicuro. Non si era preventivato di battagliare per la salvezza. Petrachi avrà il compito di puntellare la rosa nel tentativo di far tornare l’entusiasmo”.
La gara di domenica
“Chi dovesse vincere metterebbe punti preziosi e si prenderebbe un’iniezione di fiducia importante. Per il Lecce un punto non sarebbe affatto male, mentre al Torino serve un successo dopo la sberla di Como. Il problema gol del Lecce? Intanto serve un briciolo di fortuna, per il reso si può solo lavorare per migliorare la giocata negli ultimi metri. Cheddira? Ha voglia di mettersi in mostra, ma il calcio resta un gioco basato sugli equilibri, tutte le componenti del Lecce devono fare un passetto in avanti”








