In una domenica di forti ed inevitabili critiche giunte a 360 gradi attorno ai giallorossi, colpevoli di aver affrontato male quella che era forse la prima (o seconda, dopo quella con il Parma) finale della stagione, c’è spazio anche per gli elogi. E questi vanno rivolti solo ed esclusivamente agli unici protagonisti di casa Lecce che da due mesi (e molto più) non ne hanno sbagliata mezza, andando sempre nella giusta, coesa ed appassionata direzione: i tifosi.
Giocare in casa
Sia chi era presente all’Olimpico Grande Torino che chi ha assistito alla deludentissima partita dalla tv ha avuto quella che era una consapevolezza più che un’impressione: il Lecce oggi ha giocato in casa. E lo ha fatto grazie alla presenza di oltre duemila tifosi, tra settore ospiti e tribune varie, giunti nell’impianto piemontese non solo dalle vicinanze ma anche e soprattutto dopo un lunghissimo viaggio lungo lo Stivale. E se n’è andato contento, perché la passione che brucia dentro chi scrive è sufficiente per comprendere appieno l’emozione che un tifoso ha nel seguire quella squadra, e questo a prescindere dal risultato.
Meritano di più
Per chi ama il Lecce la maglia conta troppo di più di una vittoria. Persino di una salvezza. Questo però non vuol dire essere contenti di una sconfitta, perché subito dopo l’orgoglio dell’appartenenza c’è l’amarezza e la sofferenza per vedere la propria squadra così giù, così a rischio e, soprattutto, così compassata. Una squadra che magari non sarà mai forte quanto la sua gente merita, che magari non lotterà mai per l’Europa. Ma vederla messa meglio in campo, vederla in grado di calciare in porta un paio di volte in più, vederla rinforzata meglio sul mercato, vederla lottare con qualche chance in più per l’ennesima impresa salvezza beh, questo è proprio il minimo sindacale che un popolo del genere può chiedere. Un popolo che a suon di “siamo sempre con voi” e “lottate fino alla fine”, senza il minimo fischio o insulto ai suoi ragazzi, merita solo applausi e ringraziamenti.









invece sarebbe assolutamente il caso di fischiarli e contestarli…l’us lecce ci sta facendo vergognare su tutti i campi!
vedete questi siamo noi, no i vari core presciatu barese
Ero allo stadio ,si incitava la squadra sempre per tutta la partita e a fine partita ….ma ho visto il vero cuore di questa gente a fine gara …gente con le lacrime agli occhi per quanto ama (me compreso ❤️) questa squadra ,che per noi salentini non è solo una squadra ma è una passione indescrivibile che porta e portiamo la nostra terra nel cuore …fieri di essere salentini
Saverio mitico
Una squadra con questi tifosi dovrebbe salvarsi ad occhi chiusi, purtroppo la differenza fra i tifosi e la squadra è troppa!
Bisogna essere realisti. Questi siamo, inutile chiedere di piu’, insultare o offendere chi veste la nostra amata maglia serve ben poco alla causa. Le colpe vanno ricercate in altre sedi, verso chi muove i fili, chi prende decisioni, chi ha costruito questa squadra senza capo e ne coda. Caro Corvo ti ho apprezzato e stimato, grande osservatore, grande scopritore di talenti, grande dirigente, hai dato tanto al calcio e al Lecce, ma il tempo passa e credo che sia arrivata l’ora di metterti da parte assumendoti le responsabilità per questo scempio. Ho 60 anni, ho il sangue giallorosso nelle vene, tifo Lecce ancor prima di nascere, ho preso temporali, grandine e sole, ho vissuto serie A, B e C, campi infuocati, derby indimenticabili, targhe auto sostituite nelle campagne per andare a Bari e mescolarsi tra gli innominabili, esultare a denti stretti per una vittoria, emozionarsi per una promozione, piangere per una retrocessione, adesso caro Corvo non esistono piu’ queste emozioni indimenticabili che hanno caratterizzato la mia vita e l’amore indissolubile per questa maglia. Chi va in campo ci mette la faccia nel bene e nel male, spesso esponendosi anche a figure barbine, e bisogna sempre incitare e incoraggiare i nostri calciatori a prescindere dalle qualità tecniche e dai risultati. Il futuro sicuramente sarà roseo ma intanto bisogna vivere il presente che non è facile da accettare e digerire. Andiamo avanti. Forza Lecce, sempre, ovunque e comunque.
Che tu sia un tifoso del Lecce da sempre, ci credo.
Un vero tifoso, può solo contestare questa Società e sperare che venda le sue quote.
Con questa proprietà, che ha utili molto importanti ed indebolisce ogni campionato la squadra, non ci può essere permanenza dignitosa nel massimo campionato di calcio italiano.
Il valore delle cessioni, quello degli acquisti e la pochezza della squadra sono innegabili.
Il dado è tratto.
Il dado è tratto. Quest’anno vedo difficile mantenere la categoria a monte di errori tecnici e di valutazione fatti durante la campagna acquisti estiva che si aggiungono ad una buona dose di presunzione. Sono partiti elementi che non sono stati rimpiazzati adeguatamente, profili di prospettiva, mercato di virtu’ piu’ che di necessità e sostanza. Il Corvo ha perso qualche colpo, dovuto all’età, ma soprattutto perchè gli è stata concessa carta bianca su tutto. Sarà serie B? Bene, accetteremo il verdetto ma non dimenticheremo chi ha contribuito al risultato finale e allo scempio domenicale al quale noi tifosi siamo costretti a subire. Vendere? A chi? Con il rischio di cadere dalla padella alla brace? Ci vogliono garanzie solide sia economiche che manageriali oltre ad una passione e un amore per il territorio. Non è semplice come dirlo.
Ma il Presidente non prova imbarazzo?
Il Parma ha preso strefezza, quello che è stato considerato meno forte di pierotti.
Luperto andrà a Cremona, un salentino DOC
Vergognatevi
Veramente encomiabile il comportamento dei nostri tifosi, personalmente non riesco in questo caso ad essere positivo.
Non vi meritano
..immensi..però negli ultimi anni..veramente pochissime soddisfazioni, tanta sofferenza e poco spettacolo della squadra. Oramai Gridare “GOOOOOLLLLL!” è diventato un ricordo.
Un tempo, con altre gestioni societarie, con molti meno proventi (derivanti soprattutto dai diritti TV), si investiva paradossalmente di più.
O quantomeno si ricorreva ad idee brillanti, soprattutto nella scelta degli allenatori.
Oggi, il primo obiettivo è acquistare a prezzo di discount e poi pescare il jolly da vendere bene.
La gestione tecnica viene affidata ad allenatori sul viale del tramonto, vedi Di Francesco il meno pagato in A, con due retrocessioni consecutive e precedenti esonero in Serie.
L’unico spauracchio che Società e qualche tifoso, troppo vicino alla proprietà alla proprietà, mettono davanti è il rischio di fallimento.
E da qui la scelta degli investimenti “oculati”.
Come potrebbe mai questa Società fallire, se incassa per 100 e spende per 30?