Franco Bonora fa le carte a Lecce-Udinese: i friulani sono più forti ma il Lecce per spuntarla deve giocare in modo meno aperto. L’ex difensore analizza la situazione partendo dall’assenza di Davis.
“Davis ha evidenziato una volontà di più le sue indubbie qualità, tecnica, fisicità, sa dialogare con il resto della squadra, serve assist, difende palla come pochi, è potente, vede la porta, è completo per un atleta così importante rappresenta un problema non indifferente, senza contare che, quando avrà recuperato dal punto di vista fisico, leggo che ci vorrà un mese, servirà ancora tempo perché l’attaccante riacquisti la condizione migliore, quella che ha palesato nelle ultime gare. Ma la differenza dei valori tra Udinese e Lecce rimane sempre nettamente a favore della squadra di Runjaic che è favoritissima anche perché, se è vero che pesa l’assenza di Davis, ci sono altri elementi che, dopo aver concluso la fase di rodaggio, stanno mostrando il loro vero volto, mi riferisco in particolare a Ekkelenkamp, mi sta piacendo pure Miller, non parliamo di Thauvin”.
Il Lecce
Due stagioni a Lecce e oltre 200 presenze con la maglia friulana. “Il Lecce, invece, è una squadra strana, e come tutte quelle che allena Di Francesco pratica un calcio aperto e non può permetterselo come del resto tutte le formazioni che ambiscono alla salvezza quale obiettivo massimo. Contro l’Udinese dovrà essere più abbottonata solamente così potrà cullare qualche speranza di evitare la sconfitta, ma a parte il comportamento dell’avversario, ritengo che alla fine sarà l’Udinese a vincere”.
L’intervista è su Il Gazzettino.
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Franco sei una brava e seria persona ma, a prescindere dal commento e dai commenti precedenti, devi convenire chè non è stato amore. Hai indossato la nostra maglia senza orgoglio e le tue prestazioni (che ricordo ancora bene nonostante siano passati tanti anni) hanno deluso le aspettative iniziali. Venivi da una promozione trionfale in A con l’Udinese di Giacomini e rimanere in serie B e nel profondo sud deve essere stato uno choc che non hai mai digerito.