Il muro del Lecce cade a un quarto d’ora dalla fine: l’Inter non ferma la marcia

I giallorossi prendono gol su due angoli. La rete di Mkhitaryan rompe l'equilibrio. Akanji raddoppia e Chivu sorride. Apprensione per le condizioni di Gaspar, in stampelle.

75 minuti di resistenza non bastano al Lecce per fare l’impresa contro l’Inter capolista, che riprende sicurezza in campionato proiettandosi al ritorno dei playoff di Champions League contro il Bodo Glimt. L’undici di Di Francesco difende con ordine ma corre tanto all’indietro sulle iniziative possenti della prima forza del torneo. Gli avanti di casa non pungono dalle parti di Sommer e il gol di Mkhitaryan fa cadere il muro e la vittoria dell’Inter diventa agevole.

Primo tempo

Il salvataggio di Gaspar su Thuram al 1′ apre la partita. L’angolano ha la peggio nel contrasto con l’avversario, esce con evidenti smorfie di dolore e al suo posto entra subito Siebert. Dimarco manca la porta al 7′. Tre minuti dopo, da una scivolata in area di Pierotti nasce l’assist per Luis Henrique, Siebert sventa sulla linea con l’aiuto del palo. L’Inter fa possesso palla e lancia subito negli spazi quando riconquista. Thuram alza di testa al 18′ su punizione di Dimarco. Ramadani ĆØ provvidenziale al 21′ sull’azione pregevole dell’Inter che porta alla battuta in area Esposito. Dal conseguente corner, Thuram arpiona male, sfera docile tra le mani di Falcone.

Le misure difensive dei padroni di casa si sfilacciano al 27′. Coulibaly recupera nell’area piccola e Falcone smanaccia il tiro schiacciato di Esposito. Sucic chiude troppo il sinistro alla mezz’ora dopo una mischia. Al 33′ prima occasione per il Lecce. Ramadani vince un rimpallo al limite contro Bisseck e spedisce il destro sopra la traversa. Thuram aggira Danilo Veiga al 36′ e Falcone ci mette una mano sul colpo di testa con pochissimo angolo di Esposito. Luis Henrique va come un treno al 39′, scarico per il piatto non preciso di Frattesi. L’Inter attacca. Danilo Veiga si oppone a Dimarco al 42′ e sulla ribattuta Zielinski sorvola la traversa. Il mancino del numero 32 interista non gira al 43′ e Tiago Gabriel sbarra la strada a Thuram sull’ultima palla utile di un primo tempo con tante azioni offensive da parte dell’Inter.

Secondo tempo

Danilo Veiga fa buona guardia su un calcio d’angolo allungato al 49′. Dimarco chiude in gol un contropiede avviato da Thuram ma il Var annulla per fuorigioco del francese in partenza. All’ora di gioco i due allenatori cambiano uomini: Ngom rileva Gandelman per dare ordine al centrocampo (Coulibaly avanzato) mentre Chivu lancia Mkhitaryan, che spara alto al 63′. Falcone va a terra alla grande sulla puntata di Frattesi, ma c’ĆØ fuorigioco. Danilo Veiga tenta la fortuna invano al 68′ da più di trenta metri. Esposito non preoccupa Falcone di testa al 70′. Stesso discorso per il fendente di Mkhitaryan al 73′.

L’armeno firma il vantaggio al 75′ mettendo in porta un angolo arrivatogli con la difesa avversaria chiusa a difesa della porta. Il Lecce difende con i denti sulla ripartenza di Dimarco. L’azzurro mette il turbo, Falcone respinge di piede il piatto di sinistro e Tiago Gabriel salva i suoi di tacco sul secondo tentativo. Il Lecce si sfilaccia e all’82’ Akanji spinge di testa un altro angolo del solito Dimarco.

Di Francesco chiude con Stulic e Cheddira insieme più N’Dri. Bastoni, senza fascia di capitano, chiude una serata di fischi con la sostituzione per far posto a Carlos Augusto. Falcone raccoglie una conclusione centrale di Frattesi al 90′

Il tabellino

Lecce-Inter 0-2

Lecce (4-2-3-1): Falcone; Danilo Veiga, Gaspar (4’pt Siebert), Tiago Gabriel, Gallo; Ramadani, Coulibaly (38’st Å tulić); Pierotti (38’st N’Dri), Gandelman (14’st Ngom), Sottil (14’st Banda); Cheddira. A disposizione: Früchtl, Samooja, Ndaba, Alex Sala, Fofana, PĆ©rez, Helgason, Jean, Marchwiński. Allenatore: Eusebio Di Francesco

Inter (3-5-2): Sommer; Bisseck, De Vrij (16’st Akanji), Bastoni (42’st Carlos Augusto); Luis Henrique (24’st Diouf), Frattesi, Sučić (15’st Mkhitaryan), Zielinski, Dimarco; Thuram (24’st Bonny), Esposito. A disposizione: Di Gennaro, Martinez, Acerbi, Darmian, Cocchi, Kaczmarski, Topalovic. Allenatore: Cristian Chivu

Marcatori 30’st Mkhitaryan (I), 37’st Akanji (I)

Ammoniti 10’pt De Vrij (I), 16’pt Tiago Gabriel (L), 42’st Bastoni (I)

Arbitro: Gianluca Manganiello sez. di Pinerolo Assistenti: Marcello Rossi sez. di Biella – Pietro Dei Giudici sez. di Latina IV Ufficiale: Federico Dionisi sez. di L’Aquila VAR: Daniele Paterna sez. di Teramo AVAR: Gianluca Aureliano sez. di Bologna

Spettatori 26.868 Incasso totale 648.060.01 euro

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25 giorni fa

Muro sfondatooo

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25 giorni fa

DiFra ancora una volta paga dazio sulle palle inattive.
(e i cambi – tardivi – non incidono)

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25 giorni fa

Contro l’Inter la maledizione del 75ā€ minuto

Vincenzo
Vincenzo
25 giorni fa

C’ĆØ poco da dire quando si incontra la prima del campionato..
Peccato per quei due episodi a 15 minuti dalla fine, altrimenti avremmo portato un punto in casa..

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25 giorni fa

Con i vostri fischi gli avete dato una carica in più!

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25 giorni fa

Onore al Lecce, i fischi a Bastoni per quale motivo? šŸ¤”šŸ¤”

Cri
Cri
25 giorni fa

E mbeh! Dai e dai prima o poi entra …
Il divario tecnico era abissale. Idem sarĆ  con il Como.
E noi quelli siamo,incapaci di stupire
Mo a quando i prossimi punti?

Tino Cuper
Tino Cuper
25 giorni fa

I ragazzi hanno dato tutto, come al solito i cambi vengono fatti a babbo morto, anzichĆ© nel momento in cui si capisce che qualcuno ĆØ arrivato spompato, l’allenatore deve decidere prima, peccato un punto sarebbe stato gradito

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25 giorni fa

Lecce bravo lo stesso šŸ’›ā¤ļø

Giorgio
Giorgio
25 giorni fa

Dipende come cadi. Se prendi 2 goal su calci d’angolo battuti dopo un quarto d’ora e dove hai tutto il tempo di posizionarti vuol dire che sei indegno. Lasciare Mikhitharian tutto solo ĆØ un errore tattico da Eccellenza. Oggi un punto avrebbe potuto dare la definitiva svolta psicologica al campionato e invece si ĆØ rivista la solita squadra, senza un tiro in porta, stop e passaggi elementari sbagliati, un Banda che si incespica sul pallone da solo e diversi errori stupidi di Ramadani.

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