Antonio Di Gennaro apprezza il Lecce. La squadra salentina è piaciuta a Napoli, contro il gruppo di Conte, decisamente più strutturato. Il commento è dell’ex calciatore, oggi commentatore tecnico (ha analizzato il match in diretta per Dazn).
L’analisi
“Il Lecce ammirato al “Maradona” nel primo tempo mi è piaciuto tantissimo. Contro un Napoli che si è espresso sotto ritmo, ha pressato alto gli avversari, impedendo loro di ragionare e di imbastire azioni degne di nota, ha sbloccato subito il risultato su palla inattiva e poi ha creato due o tre opportunità per raddoppiare. I partenopei si sono resi pericolosi solo una volta, nelle battute finali. Nella ripresa, gli ingressi di McTominay e soprattutto di De Bruyne hanno mutato le carte in tavola, con il belga che ha messo in evidente difficoltà i salentini, agendo tra le linee e giostrando dall’alto della sua classe”.
La punta
“Il Lecce ha avuto sin qui il problema della punta centrale, che ha un valore strategico in una formazione. Il dopo Krstovic non è stato semplice da gestire. Camarda è giovanissimo ed ora è out, ma comunque non poteva certo avere sulle sue spalle il peso della prima linea giallorossa. Stulic, al suo primo anno in Italia, ha segnato tre reti. Cheddira, ingaggiato a gennaio, non ha ancora fatto centro ed a Napoli, quando è stato gettato nella mischia, si è espresso sottotono. Le reti sono state realizzate soprattutto dagli esterni e dai centrocampisti, ma se ci fosse stato un bomber sono convinto che i salentini avrebbero sofferto meno”.
L’intervista è di Antonio Calò su La Gazzetta del Mezzogiorno.








