Per il Lecce, la Pasquetta non è mai una gita fuori porta all’insegna del relax, ma una vera e propria roulette russa del destino sportivo. Sfogliando l’album dei ricordi recenti, il lunedì in albis ha spesso rappresentato lo spartiacque definitivo tra il trionfo e la caduta.
Le tappe di una tradizione pasquale
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2019 | Il diluvio di Perugia (Liverani): Sotto una pioggia battente che inzuppava il “Renato Curi”, i giallorossi firmarono un blitz d’altri tempi. Le reti di La Mantia e Falco piegarono gli umbri, spianando la strada verso un’incredibile promozione diretta in Serie A (il coronamento di un doppio salto storico dalla C).
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2021 | L’illusione di Pisa (Corini): Un copione simile si materializzò all’Arena Garibaldi. Un penalty glaciale di Massimo Coda sembrò ipotecare la massima serie. Fu però un fuoco di paglia: quel successo, anziché dare la spinta decisiva, precedette un crollo verticale che costò la promozione, sfumata poi ai playoff.
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2022 | Lo scivolone di Reggio Calabria (Baroni): Al “Granillo” arrivò un doloroso stop a un passo dal traguardo. Uno schiaffo che gettò l’ambiente nel panico, ma che si rivelò una medicina utilissima. Il Lecce metabolizzò il colpo, ripartì piegando il Pisa la settimana successiva e volò dritto in Serie A.
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2024 | Il muro contro la Roma (Gotti): Al “Via del Mare”, sotto il sole primaverile, i salentini bloccarono i giallorossi di De Rossi. Uno 0-0 di pura sofferenza e carattere che si rivelò il punto d’oro per blindare una salvezza tranquilla, ottenuta poi con tre giornate d’anticipo.
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a Perugia IO c’ero. uscì dallo stadio con le mutante bagnate non per le cacarelle ma per la pioggia. che serata, indimenticabile.