Gli Europei del 2032 rappresentano uno dei principali appuntamenti organizzativi per il calcio italiano. La manifestazione, che lāItalia ospiterĆ insieme alla Turchia, richiede un importante lavoro di pianificazione da parte della FIGC e delle istituzioni sportive nazionali, soprattutto sul fronte della scelta degli stadi che dovranno accogliere le gare del torneo. E che potrebbe coinvolgere ancheĀ Lecce e lo stadioĀ Via del Mare.
Il presidente federale Giovanni Malagò ha affrontato il tema della scadenza prevista per il dossier italiano, spiegando che ĆØ in corso un confronto costante con la UEFA. Secondo quanto dichiarato, lāeventualitĆ di uno slittamento dei tempi ĆØ oggetto di valutazione, anche se i rapporti con lāorganismo europeo vengono descritti come positivi e continui.
Malagò ha sottolineato che il primo obiettivo previsto dal percorso organizzativo ĆØ stato rispettato, con lāindicazione delle cittĆ e degli impianti potenzialmente coinvolti. Ora lāattenzione ĆØ concentrata sulle valutazioni finali necessarie per arrivare alla definizione del progetto definitivo.
La scadenza centrale resta comunque quella del 1° ottobre, termine entro il quale la FIGC dovrĆ trasmettere alla UEFA lāelenco dei cinque stadi selezionati per ospitare gli Europei. Lāeventuale rinvio riguarderebbe invece i tempi tecnici di valutazione e ufficializzazione da parte di Nyon, non la consegna del materiale richiesto dalla federazione.
Tra gli impianti attualmente candidati figurano diverse strutture storiche e nuovi progetti: il futuro stadio di Cagliari, lāArtemio Franchi di Firenze, il Via del Mare di Lecce, il nuovo impianto previsto a Milano, il Diego Armando Maradona di Napoli, il Renzo Barbera di Palermo, lo Stadio Olimpico di Roma, il progetto di Pietralata, il Flaminio, lāArechi di Salerno e lāAllianz Stadium di Torino.
Le soluzioni considerate più avanti nel percorso sembrano essere lāimpianto torinese, i due progetti legati alla Capitale e il nuovo stadio milanese. Resta invece aperta la corsa per il quinto posto disponibile, con Firenze, Palermo e Napoli tra le principali alternative.
La scelta definitiva degli stadi sarĆ un passaggio fondamentale per garantire allāItalia unāorganizzazione allāaltezza di una competizione internazionale di primo piano e per confermare la capacitĆ del Paese di ospitare grandi eventi sportivi.
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BhĆØ ora sarebbe pronto per un evento simile. Non mi pare che ci siano tutti questi stadi in Italia che hanno i criteri per farlo.
Con quel manto erboso rifatto che sembra un campo di patate zuccherine dopo sole due partite disputate sembra arduo pensare ad altro.
Sta conzanu lu piattuā¦. Per lāautri ovviamente
parliamo del nulla. La est sta a mezzāora di macchina dal campo. Ma avete idea di che tipo di stadi servono per fare un europeo???