Lecce, la “fase 3” da intraprendere: recuperare sicurezza e attaccare difese chiuse

La seconda sconfitta consecutiva, la prima in casa nel 2023, ripropone dei segnali già visti contro l’Hellas Verona su cui lavorare

Sia chiaro, 20 punti alla prima giornata di ritorno e più 8 (alla peggio più 5) sulla zona salvezza è un risultato su cui il novantanove percento di tifosi del Lecce avrebbero messo la firma alla vigilia di questo campionato, e neanche due cocenti sconfitte in altrettanti scontri salvezza devono scalfire quanto di buono è stato fatto nel primo spezzone del campionato. Fatta la dovuta premessa, è da evidenziare che il Lecce, pur rimanendo nel solco della forte identità data da Baroni, deve continuare a crescere per fare punti. Senza il lavoro costante su aspetti da migliorare la Serie A (Corvino docet) è una bestia che non perdona. Contro Verona e Salernitana, due squadre alla portata, il monito si è confermato: ai primi errori difensivi, il Lecce ha incassato gol. E’ successo sul colpo di testa di Depaoli al Bentegodi prima dell’uno-due Dia-Vilhena ieri. Sei gol subiti in tre gare sono tantini per un team con principi come quelli scelti da Baroni per centrare la salvezza.

Da qui si sviluppa il primo tema, collegato alla sorta di “fase 1” dell’approccio del Lecce al campionato. Con una squadra ancora da sistemare, Baroni e lo staff hanno martellato sulla compattezza e su reparti corti a difesa degli ultimi venti metri per poi distendersi in ripartenza. La strategia tutto sommato ha pagato e il Lecce ha raggranellato discrete prestazioni e punti (aspetti messi nell’ordine giusto) anche contro le big. Al contrario, contro le parigrado, Hjulmand e compagni hanno faticato a imporre il proprio gioco. La vittoria contro la Salernitana dell’andata ha sbloccato delle sicurezze e fatto cogliere i frutti del quotidiano lavoro ma mancava ancora quel quid in più davanti.

Dopo la sconfitta casalinga contro la Juventus, gara dove il palo di Hjulmand all’89’ è stato l’unico pericolo, il Lecce ha messo in pratica la crescita nell’attacco dello spazio ed ha intrapreso con profitto i miglioramenti anche dal punto di vista dei risultati. Alla difesa attenta si è affiancato un approccio veemente con aggressione delle corsie e riempimento dell’area.

Da Udinese-Lecce 1-1 al pari della Spezia, i giallorossi hanno colto prestazioni dove, indipendentemente dai punti, si creava tanto sfruttando il giusto appunto giocando con fame sui propri punti forti. La “fase 2” ha visto una squadra tonica, giovane e sfrontata senza paura di giocare coi propri dettami senza guardare valore di mercato e tecnico dell’avversario di fronte. I record eguagliati di tre vittorie consecutive e sei risultati utili hanno premiato la convinzione di Baroni e la confidenza di tanti esordienti nel massimo campionato italiano.

L’approssimarsi degli scontri salvezza ha però rallentato, e ci sta, il percorso di crescita, lo ripetiamo, da concretizzare con i soliti principi e senza stravolgere nulla tatticamente. Le sconfitte con Verona e Salernitana hanno palesato le difficoltà che la squadra ha ad “aprire” difese schierate. E’ stato così nella ripresa in Veneto e il film si è rivisto nel secondo spezzone di gara ieri. Anche se la partita di ieri è stata l’esibizione con la pericolosità offensiva statisticamente più alta, il Lecce non ha impegnato severamente Ochoa quando la difesa granata ha alzato il muro, al contrario di un primo tempo dove, al contrario degli ospiti, Strefezza e Colombo non hanno punito gli errori di una difesa di certo non impeccabile.

Restando nell’alveo dei dati, è emblematico che nella classifica dei giocatori con passaggi chiave, per trovare elementi del Lecce bisogna scorrere fino al 35°posto di Strefezza (20 passaggi chiave) e al 49° di Gallo (17). Le caratteristiche di Colombo, attaccante tecnico e non ariete d’area, e Ceesay, a cui serve campo, di certo non sono congeniali a fare l'”apriscatole”.

Senza dubbio, e ritornando alla premessa d’obbligo, un pizzico di maggior attenzione in episodi, soprattutto difensivi, che giocoforza cambiano le storie delle partite, potrebbe far ritornare il Lecce sui binari giusti. Due sconfitte così fanno male, ma il campanello d’allarme deve servire per lavorare con la solita attenzione. Serve una sorta di “fase 3”? Sì, a partire dalla gara contro la Cremonese. A Baroni, che deve avere la massima fiducia, la scelta della ricetta giusta.

Redazione

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34 Commenti
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Viadelmare
3 anni fa

La fase 3 deve essere semplicemente di dotarsi di una punta di categoria come tutte le squadre di serie A, non puoi giocare con due attaccanti da 3 reti a testa in 20 partite. Coda non doveva essere ceduto e se si pensava di cederlo doveva essere acquistato un attaccante di pari livello, non promesse e meteore. Noi gli attaccanti li sapremmo servire con Strefezza e Di Francesco ma in area non c’è la punta vera questo il problema

Commento da Facebook
3 anni fa

Direi pure non scoppiare nei secondi tempi, costante diventata insopportabile.

Cri
3 anni fa

Per puntare sui giovani devi avere un buon condottiero(mister) che li sappia far giocare e tirar fuori il meglio, anche cambiando moduli di gioco se necessario ,e il giusto Mix di esperienza,e poi in quanto a qualità a parte Strefezza siamo messi propio male,ed in serie A ci vuole

Gian
3 anni fa

La fase 3 dovrebbe essere: comprare una punta! Fine della fase 3…

Vincenzo
3 anni fa

Sento sempre parlare di attaccanti, ma nessuno dice che i terzini e le fasce quando fanno il contropiede ok, ma se devono saltare l’uomo per andare al cross con squadre che si chiudono sono NULLI… Gli unici con che riescono ad inventare qualcosa sono Banda, Strefezza e Di Francesco…

Pippone
3 anni fa
Reply to  Vincenzo

Concordo

Abbonato hold styles
3 anni fa
Reply to  Vincenzo

Pienanente d’accordo e si vede wuando vengono utilizati in partita in corso.

Liv
3 anni fa

Un’analisi in gran parte condivisibile, ma ritengo che Baroni possa fare il tentativo di cambiare modulo giocando con i due attaccanti, almeno quando dobbiamo recuperare lo svantaggio, almeno nell’ultima mezz’ora… è una possibilità che vake la pena provare bene in allenamento…
Inoltre credo che Strefezza e Di Francesco siano insostituibili, se in forma ovvio…
In difesa Gallo si è dimostrato più efficace rispetto a Pezzella.
Speriamo in un rientro di Pongracich, sostituto importante di Umtiti, che non regge 90 minuti…

Commento da Facebook
3 anni fa

Per attaccare le difese chiuse servono gli attaccanti.

Pippone
3 anni fa

Non bastano,ci vogliono gli schemi per aggirarle

Giangj
3 anni fa

A proposito di ieri abbiamo subito 2 gol incredibili, il primo con un tiro che non farà mai più nella sua carriera e il secondo… Beh! Perdiamo palla sulla trequarti, sbagliano il passaggio d’appoggio e ne nasce l’assist solo davanti al portiere. SOLO SFIGA!
Ecco, se c’è un appunto da fare, magari si potrebbe far capire a Di Francesco che nel gioco del pallone è concepito anche il “passaggio” ad uno dei compagni.

Giangj
3 anni fa

Se a Udine finisce come penso si resta a +8 sulla terzultima. Da una neopromossa non si può pretendere di più. Ete ca’ nu bu ccuntentati mai!
FORZA LECCE.
PS Nu sprecati energie cu li fessa.

Giallorosso dentro
3 anni fa
Reply to  Giangj

Stamu cu la speranza ca vince l’Udinese. No ca la società ci catta nu centravanti da A. Tenimu Colombo e Ceesay ca nn su boni mancu x la C!!!!

Giallorosso a vita
3 anni fa

Ma se non sei contento perché non cambi squadra? C’è ma ruttu……. e catta ….. e catta …. e catta
Le punte queste sono se ti sta bene zitto e tifa altrimenti continua a tifare le squadre del nord. PEZZENTE

Giallorosso dentro
3 anni fa

Non capisci te pallone… Vanne cu pazzi la terra…. A vita!!!

Franz
3 anni fa

Ci sono problemi quando incontriamo squadre che intasano gli spazi purtroppo andiamo in confusione e ieri si è visto cmq sono sicuro che il mister riuscirà a correggere questa pecca.💪💛❤

Vincenzo
3 anni fa
Reply to  Franz

Esatto. Ma purtroppo vai in difficoltà perché escono fuori i limiti tecnici dei giocatori, soprattutto dei terzini che non riescono proprio a saltare l’uomo. Trovano l’ostacolo e si fermano…..

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