Guai a sottovalutare l’importanza della partita contro la capolista. Anche la sfida contro la prima forza del campionato deve essere un’opportunità per il Lecce, atteso domani alle 18 dal match contro l’Inter
Continuità
Il tecnico giallorosso predica la continuità sin da subito: “Non sono bravo a dipingere. Serve continuità di prestazione e risultati. Guardiamo quelli. Quando ci sono le prestazioni e non porti a casa niente risalta meno. Viviamo di risultati e ci tengo a mantenere la costanza essendo nella gara a partire da domani. Incontreremo una squadra infastidita dalla sconfitta di Champions League ma in campionato quasi imbattibile. Ha tante soluzioni all’interno della rosa. Prenderemo la partita con spirito ma con le molle”.
Crescita nella gestione dei secondi tempi
Di Francesco esamina altro: “Principalmente è l’atteggiamento che fa la differenza, la capacità di stare sempre in partita. Dirlo non basta, bisogna portare le parole nel campo e io credo nell’allenamento. I ragazzi mantengono l’attenzione altissima nelle partitine e i risultati si vedono nella gara. Attenzione, applicazione e attitudine nella gara deve essere un nostro motivo continuo da qui alla fine”.
Intensità e attenzione
L’Inter resta tanto superiore anche con le assenze. Conterà l’intensità in campo e il Lecce deve fare di più: “L’intensità deve essere sopra quella dell’Inter. All’interno di certe squadre i giocatori hanno motori diversi. Almeno dobbiamo pareggiare caratteristiche fisiche e di corsa. Il divario tecnico c’è. Possono avere anche delle defezioni, immaginate se le avessimo noi. Hanno uomini per sopperire le assenze. L’intelligenza va messa nella parte tattica, la squadra è cresciuta. Nei duelli però se li perdi devi correre all’indietro e rimediare, c’è poco di tattico, devi rimediare in situazioni di inferiorità o parità numerica”.
A sinistra
L’allenatore parla degli interpreti:“Non so chi giocherà. Banda e Sottil sono importanti per noi. Hanno caratteristiche diverse l’uno con l’altro, come N’Dri. Contro certe squadre diventano importanti le loro prestazioni. Anche noi abbiamo giocatori che possono determinare nell’uno contro uno, prima e durante la gara. La partita va tenuta in bilico fino alla fine e va giocata bene nei primi 60’, dove potremmo essere minimamente favoriti. Dobbiamo impattare bene e le caratteristiche dei giocatori sono importanti. Il momento migliore? Non lo so, è relativo, l’Udinese è arrivata qui e alle stelle e ha perso qui. Sono stati sì i 7-8 giorni migliori dal punto di vista dei risultati, in altre partite abbiamo fatto anche meglio”.
Spezzoni della gara
Il Lecce deve stare dentro la partita fino alla fine. Di Francesco spiega il perchè: “Facciamola tutta. Arrivare alla fine della partita bene significa impattare bene alla gara e rimanere meglio. Se poi la squadra avversaria prende il sopravvento i primi 60’ sono più determinanti degli ultimi 30’. Di conseguenza, la prima ora determina quello. Partiamo dai primi 60’, l’Inter vuole vincere e fare la partita e noi vogliamo fargli male. È più importante l’impatto, il finale è una conseguenza”.
Stato di forma
I sei punti conquistati con Udinese e Cagliari hanno dato linfa: “Tutto l’ambiente è positivo rispetto a qualche settimana fa. Siamo contenti e orgogliosi. Serve continuità e non pensare che domani sia come va va. Non lo accetto, è da perdenti. Non preparerò mai una gara così. È un’opportunità importante in questo momento. Ci vuole grandissimo rispetto per l’avversario, Chivu sta facendo un grande lavoro e ha una squadra forte. Stulic non si è allenato per tutta la settimana, vedremo domani mattina se sarà a disposizione. Ha avuto una brutta distorsione e pian piano stiamo cercando di rimetterlo in piedi. Da un mese si allena poco, fa dentro o fuori rispetto alle sue abitudini. Si mette a disposizione, ci tiene al Lecce tantissimo e lo sottolineo. Non avremo Berisha ed è rientrato Pérez”.
Le seconde linee
Di Francesco parla poi degli acquisti arrivati a gennaio esprimendo “a bassa voce” della soddisfazione: “I cambi sono fondamentali, devo dire che in questo momento sono soddisfatto del loro apporto. Anche chi non ha giocato ha avuto atteggiamenti giusti, c’è compattezza ma va mantenuta. Faccio i complimenti a chi sta giocando poco, alzano il livello di tutti e quando avranno l’opportunità solo con quell’allenamento lì potranno determinare”.
Lotta salvezza
La vittoria di Cagliari ha coinvolto altre squadre per la corsa a non retrocedere. Ora c’è l’ultimo terzo di campionato dove aumenteranno le pressioni. Al Lecce, con tanti esordienti, serve anche la parte sana di quest’aspetto: “La malizia ora è un argomento particolare. Per arrivare a risultati io ho insegnato ai miei figli e ai giocatori il lavoro e la serietà. La malizia è insita nel calciatore che deve capire i momenti nel senso positivo. Il fair play c’è altrove e nel calcio no. È relativo. Credo che ci sia una parte tanto sana. Ogni partita è importante, ogni volta che mi siedo qui parlo del momento. Anche con l’Inter è una partita importantissima, come le altre dall’inizio dell’anno. Lo sottolineo. Si va passo dopo passo. Oggi l’obiettivo nostro è l’Inter. Abbiamo fatto scontenti 7-8 club con la nostra vittoria. Fa parte del gioco, noi siamo stati bravi e fatto una gara di livello. Quando si perde poi si trovano gli alibi, io non lo faccio. C’è un periodo di proposta ottima, e va data continuità da domani, è il nostro dovere”.









Io credo almeno nel pareggio.