Stefano Desideri ricorda Roma-Lecce 2-3, la partita che nel 1986 costò uno scudetto ai capitolini, contro una squadra, quella di Fascetti, che era già retrocessa in Serie B. In una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, Desideri apre l’album dei ricordi, anche quelli più dolorosi. “Quel Roma-Lecce è una ferita ancora aperta. Ma non solo per me eh, per tutti miei compagni di allora. Quando ci vediamo a cena ancora ne parliamo e sono passati quarant’anni. Ognuno ha qualcosa che cambierebbe. Io avrei vinto uno scudetto con la squadra che amo. Posso dirle che è uno dei due rimpianti più grandi della mia vita”.
Romano de Roma
“Esordire all’Olimpico è un’emozione difficile da spiegare per uno tifoso come me. Ho sempre dato tutto per Roma e per la Roma, infatti qualcuno mi chiamava “il legionario”. Devo un grazie particolare a Eriksson che ha avuto fiducia e mi ha fatto esordire”, ha aggiunto il calciatore romano sulla propria fede e sulle emozioni vissute in carriera. Dopo la Roma, ha giocato anche in Inter e Udinese.









una delle più grandi soddisfazioni che abbia mai vissuto nel calcio: che goduria far perdere lo scudetto a quei presuntuosi di romanisti; se lo ricorderanno a vita anche fra 100 anni!!!!!!