Nazionale, Maldini: “Tra qualche giorno il nuovo ct. Dialoghi con Guardiola e Ancelotti”

La FIGC punta su una rivoluzione tecnica di lungo periodo: il commissario tecnico arriverà dopo la definizione della nuova struttura

La Nazionale italiana guarda al futuro con un progetto ambizioso che punta a ridurre il divario con le principali selezioni internazionali. La presentazione ufficiale del nuovo percorso ha visto protagonisti Paolo Maldini e Leonardo, chiamati a contribuire alla costruzione di una nuova strategia tecnica per il movimento azzurro.

Ad aprire l’incontro è stato il presidente di Lega Serie A Ezio Simonelli, che ha sottolineato l’importanza della presenza dei due ex dirigenti e campioni. Simonelli ha spiegato che l’obiettivo dell’iniziativa non è semplicemente individuare il prossimo commissario tecnico, ma definire una visione più ampia per il rilancio della Nazionale.

Il presidente ha inoltre evidenziato la volontà di puntare su figure di grande esperienza, sottolineando come la presenza di Maldini e Leonardo rappresenti un segnale di fiducia verso il nuovo percorso.

Malagò: “Progetto che va oltre il ct”

Il presidente del CONI Giovanni Malagò ha illustrato la filosofia alla base del progetto, spiegando che la scelta del commissario tecnico sarà soltanto uno degli elementi di un piano più articolato.

Malagò ha raccontato di aver lavorato per convincere Maldini e Leonardo ad accettare l’incarico, definendo fondamentale la loro partecipazione per costruire una struttura tecnica solida. Secondo il dirigente, il tradizionale approccio che prevede prima la scelta dell’allenatore e poi la costruzione della filiera è stato ribaltato: l’obiettivo è prima creare una direzione tecnica e successivamente individuare il profilo più adatto per la panchina.

Il progetto avrà una prospettiva pluriennale. Malagò ha parlato di un piano della durata di circa sei anni, mentre Maldini avrebbe indicato un orizzonte ancora più ampio, tra otto e dieci anni, con l’obiettivo dichiarato di recuperare terreno rispetto alle nazionali più competitive.

Durante la conferenza è stato raccontato anche un particolare relativo al confronto con Maldini. Malagò ha spiegato di aver apprezzato il fatto che l’ex capitano azzurro non abbia avanzato richieste economiche legate a premi o bonus, evidenziando come la motivazione principale sia legata alla volontà di contribuire al rilancio del calcio italiano.

Maldini: priorità alla scelta giusta del commissario tecnico

Paolo Maldini ha chiarito che la nomina del nuovo ct rappresenta un passaggio importante, ma che non bisogna lasciarsi condizionare soltanto dalla fretta.

L’ex difensore ha spiegato che l’obiettivo ideale sarebbe arrivare alla scelta entro breve tempo, ma che la priorità resta individuare il candidato realmente adatto alla visione condivisa dalla nuova struttura.

Maldini ha inoltre sottolineato la novità rappresentata dalla sua figura all’interno del progetto, insieme a Leonardo, con il compito di fornire un’impostazione tecnica al Club Italia. Tra i nomi accostati alla panchina azzurra è emerso anche quello di Pep Guardiola, ma Maldini ha precisato che non sono state fornite indicazioni ufficiali sugli obiettivi.

L’ex dirigente del Milan ha poi rivelato che, prima di un eventuale confronto con Guardiola, ci sono stati contatti anche con Carlo Ancelotti, considerato uno dei migliori allenatori al mondo.

Leonardo: una nuova metodologia per il calcio italiano

Anche Leonardo ha evidenziato la necessità di costruire una nuova identità tecnica per la Nazionale. L’ex dirigente rossonero ha parlato del rapporto di collaborazione con Maldini e della volontà di trasferire energia e idee positive in una fase delicata per il movimento azzurro.

Secondo Leonardo, la scelta dell’allenatore dovrà essere coerente con il progetto complessivo. Il profilo ideale sarà quello di un tecnico capace di condividere una determinata filosofia e lavorare in sintonia con la direzione tecnica.

Il dirigente brasiliano ha rimarcato la necessità di superare il modello basato esclusivamente sulla figura dell’allenatore, puntando invece su una struttura organizzata in cui la direzione tecnica definisca una linea comune e una metodologia destinata a svilupparsi nel tempo.

L’obiettivo sarà quindi creare un sistema in grado di coinvolgere tutte le componenti del calcio italiano, dalla Nazionale maggiore fino ai settori giovanili, con una programmazione più stabile e una visione di lungo periodo.

Il nuovo corso azzurro è appena iniziato: la scelta del ct resta un passaggio fondamentale, ma la vera sfida sarà costruire una struttura capace di garantire continuità e risultati nel futuro.

Redazione

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2 Commenti
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LecceMeraviglia
1 mese fa

Andreazzoli sarebbe un ottimo mister

Tonitty
1 mese fa

Ancelotti è stracotto, fa un gioco vecchio, vince solo con squadre di campioni, non con la nazionale italiana di scarsoni. Meglio Baldini o Guardiola

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