Lecce, dove non c’è tecnica urge temperamento e cattiveria: s’inizia con preoccupazione

La prova dei giallorossi a Cagliari ha messo in evidenza un atteggiamento remissivo e timido

Cagliari-Lecce resta agli annali con il punteggio di 1-0. Se la vittoria dei sardi è stata soltanto di misura è però frutto della mancata precisione al momento di chiuderla. Pisacane, senza le punte centrali Trepy e Kevin Carlos, ha beneficiato del gol di Maldini offerto dalla molle marcatura del Lecce sull’angolo di Fazzini.

Dov’è la grinta?

Sull’isola si è visto un copione leggermente meno drammatico ma ampiamente negativo del primo tempo da dimenticare di Lecce-Roma. Rispetto al capitombolo contro Malen e compagni sono mancati i mega-regali, ma c’è stata una timidezza generale e un’incapacità di predisporre idee, soprattutto dopo il vantaggio, che non va bene. Si sa, per qualità a disposizione e potenziali da acquistare, il Lecce non può annoverare certe qualità. La fortuna di questa squadra, specialmente l’anno scorso a gestione Di Francesco, è stata, soprattutto in un certo punto del campionato, la capacità di mettere cattiveria e grinta.

Concentrazione e intensità

Il cammino del Lecce in Serie A, lo ha detto Di Francesco nei post Roma e Cagliari e lo diciamo anche noi, non può prescindere da uno spirito di sacrificio che deve andare al di là dell’ordinario per sovvertire i pronostici e trasformare le scommesse e i rilanci il valori. Finite di suonare le sirene del mercato (per provare a dare una sorta di giustificazione a Lecce-Roma 0-4), i calciatori in maglia giallorossa devono alzare l’intensità e il temperamento da mettere in campo. Se a questo poi si aggiungono gli errori, il rischio è di rivedere altre non-partite come è stato in casa contro la Roma e come sarebbe stato ieri a Cagliari se una delle occasioni capitate sui piedi di Mendy, Maldini, Fadera, Felici e Sugamele non avessero trovato il fondo o le parate di Falcone.

Di Francesco severo

Le parole di Di Francesco nel post gara sono state molto dure nei confronti dei suoi ragazzi. Se con la Roma l’allenatore si era preso le responsabilità per le scelte (a partire dal 3-5-2), ieri il messaggio è stato chiaro. Il Lecce non può scendere in campo con quest’atteggiamento e non può fare errori così banali, da rinvii corti e sbilenchi a due difensori che si contrastano da soli e liberano lo spazio all’avversario. “Io posso mettere la squadra in campo benissimo, ma se perdo ogni duello individuale e mi faccio saltare con facilità cosa faccio?”. Il grido di rabbia di Di Francesco è continuato con la necessità di intensità: “Il calcio sta cambiando. Devi essere più agonista, dobbiamo capirlo immediatamente. Secondo me i miei non lo hanno capito bene, ma glielo spiegherò bene questa settimana”.

Lecce-Monza importante

La preoccupazione, inserita anche nel titolo, verte anche su ciò che sarà tra sei giorni. Il calendario dice Lecce-Monza, domenica alle 15 (orario che sa di nostalgia) al Via del Mare. Parlare di sentenze dopo quattro giornate di Serie A è troppo poco, però è altresì vero che il Lecce ha approcciato male quattro partite su quattro e una volta sotto non ci sono state reazioni di concetto. Il colpo di coda ieri all’Unipol Domus, con Berisha (bentornato in attesa di una condizione adeguata) inserito alla fine, è stato più uno scossone di rabbia. Basti pensare che Falcone, in proiezione offensiva nell’ultimo minuto, è stato l’attaccante tra i più pericolosi con la sponda prima della rovesciata fuori di Siebert.

La partita contro i brianzoli sarà importante per dare risposte e inserire una prestazione che dà fiducia e che fa vedere identità in avvio di campionato. Nel successivo turno, prima della sosta lunga e inedita con ripresa il 10 ottobre, in programma c’è Milan-Lecce (domenica 18 settembre alle 20.45), appuntamento in cui la banda DiFra dovrà mettere l’elmetto e sperare in punti contro le big che, da anni, non sono certo la specialità di casa.

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25 Commenti
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fabio
1 mese fa

La squadra deve pressare più alta, inutile rintanarsi e aspettare l’inevitabile, in questo modo ali e centravanti saranno più vicini alla porta altrimenti le ripartenze avverranno con giocatori troppo lontani dalla porta, oltretutto pressando alti si potranno sfruttare gli errori nei passaggi degli avversari visto che tutti vogliono far partire l’azione dal basso

massimo
1 mese fa

Per avere grinta ci vogliono le gambe e come lo scorso anno una preparazione credo di tipo zemaniano ci ha fatto partire con muscoli gonfi di acido lattico. Mah, tutte a noi capitano, ora anche gli scienziati delle preparazioni atletiche sotto la canicola? (mia personale supposizione).

Sergio M .
1 mese fa

Vamossss LECCEEEE 🇲🇰

Giulio
1 mese fa

….ma dove e’ finito il beri?quello con la b minuscola…

UL Vecchia maniera
1 mese fa

Ma dove è finito il Lecce con la L maiuscola?
Siamo ormai da anni una squadretta, quest’ anno ancora peggio da lega pro!
Io dico, ma se non si ha la volontà di migliorare, anzi solo quella di vendere e non spendere, perché a questo punto non passate la mano? Non si può continuare a vedere ogni domenica questo scempio e tanta scarsità!

Cri
1 mese fa

È da quando manca Baroni,che questa squadra non ha più né testa né coda, negli anni si è andati solo peggiorando,tecnicamente. Non si è mai investito su un allenatore serio che sappia valorizzare i giovani affiancandoli a qualcuno con esperienza ed un po’di qualità per poi fare le dovute plusvalenze, si è preferito snellire drasticamente il monte ingaggi, risultato? Le partite di Palermo, Roma e Cagliari, Venezia ci è andata bene… Ognuno si è fatti gli affari propri dal Corvo in poi,per poi andarsene pure da scocciato lasciando un mare di bidoni in rosa da Stulic, Ngom,Ndaba,Kaba,Fofana,Veiga,Pierotti,e nu me sta coggra ku li scriu tutti….

Oronzo
1 mese fa

A questo punto se non si vince domenica urge esonerare il mister

880store
1 mese fa

Leggo tante cose discutibili. Una cosa è certa, la responsabilità è di DiFra che deve dare una svegliata a questo gruppo. Altro errore che sta facendo e’ sbagliare sempre il centrocampo. Siamo seri, non vedo nessun Iniesta o xavi, quindi il centrocampo deve lavorare in sintonia e coprire la difesa, oltre a lanciare la fase di attacco. DiFra era un ottimo centrocampista, possibile che non sappia trovare la quadra nel centrocampo? E’ il centrocampo che detta legge nei movimenti della squadra, a meno che non hai un Robaldinho che da solo ti risolve le cose. Il centrocampo deve comandare i movimenti della squadra. DiFra scegli i tre del centrocampo e insegnali come si devono muovere e come devono far muovere il resto della squadra. Non continuare a cambiarli compulsivamente e lavoraci ogni giorno. Sarebbe meglio toglierci dalla testa l’ idea che dobbiamo giocare come il Barcellona, Lecce è una squadra che deve fare di virtù l’aggressività, pressing, e tanto, ma tanto correre. Iniziamo a togliere certi privilegi a tutti e mettiamoli sotto pressione ORA, prima che i buoi scappano dal recinto.

Commento da Facebook
1 mese fa

si può perdere ma c è modo e modo

Commento da Facebook
1 mese fa

La mancanza di determinazione ha fatto il paio con quella dimostrata dal Cagliari nella partita di ritorno dello scorso anno🤔🤔🤔
Era già tutto scritto?!

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