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Burak Yilmaz: un “sogno”…razionale difficile da acchiappare

burak trabzonspor

Analizziamo dall’esterno le dinamiche di queste due settimane di trattative a partire dal “sogno” palesato da Sticchi Damiani e comprendiamo tutte le difficoltà che la società sta affrontando per regalare un colpo ad effetto alla sua tifoseria.

Burak Yilmaz, il sogno del Lecce 2018/2019, un sogno diventato tormentone, telenovela, cercate voi il termine che più v’aggrada.

LA CONFESSIONE. Nell’analisi del tourbillon che riempie le cronache bisogna sempre partire dall’inizio, dalle parole relative a “un sogno di mercato” pronunciate da Saverio Sticchi Damiani ai microfoni di Sportitalia. Rivedendo il video della “confessione” e collegandolo con la stretta attualità, si arriva subito a pensare che la società di via Costadura non abbia mai fatto dei voli pindarici a riguardo. Burak Yilmaz è appunto “un sogno”, “un elemento che attirerebbe la folla”, ma dall’altra parte “un calciatore difficile da prelevare con una trattativa difficile da condurre”.

Già agli albori dell’estate, cominciata ufficialmente ieri, si percepiva il canovaccio che poteva avere il viaggio di Meluso a Istanbul per conoscere Ozkan Dogan e l’entourage di Burak. Il primo incontro, almeno quello documentato sui social dell’agente, è stato anche fortunato. I due ammirano la Turchia battere i campioni del mondo della Francia e Yilmaz, come sempre da sei anni a questa parte, al centro dell’attacco della selezione con stella e mezzaluna. Dogan parla del “mio amico Meluso” . nonostante la smentita ufficiale del d.s. in sede di presentazione di Vera Ramirez, e si discute.

STUDIO TURCO. Il Lecce, già prima dell’avvicinamento al “sogno” aveva già odorato la situazione in casa Besiktas, squadra appesantita da una serie d’ingaggi faraonici per affrontare le ultime spedizioni europee. Ad avvalorare la tesi arriva l’accordo quasi fulmineo con Burak Yilmaz e Ozkan Dogan. Il calciatore “sente” la mancanza di una spedizione in un campionato probante e il procuratore non può che spingere al cambiamento. Dopotutto, le Aquile Nere in crisi non hanno corrisposto neanche parte dello stipendio all’attaccante. Il Lecce s’inserisce per queste due ragioni.

La manovra, difficile per esecuzione e diplomazie da mantenere, è azzardata, quasi ardita. Burak non è proprio un carattere facile e durante le vacanze, probabilmente, avverte le probabili difficoltà di un matrimonio altrettanto problematico nel suo perfezionamento al pari dell’amore mai sbocciato con Fiorentina e soprattutto Lazio nel 2013, In più, al Besiktas deve molto per voglia di scommessa vinta in un 33enne al rientro dalla Cina e con mezza stagione al Trabzonspor. Nella decisione comunicata alla squadra turca però, c’è l’accettazione dell’eventuale accordo con i giallorossi.

IL PESO DI BURAK. Da qui, secondo quanto si interpreta dai quotidiani d’Anatolia, nascerebbe probabilmente la mossa politically correct del colloquio di ieri. Sicuramente pesa tantissimo la voglia di stare al fianco delle figlie nel pieno della crescita, ma Meluso, dirigente attento, non avrà sottovalutato l’aspetto in sede di dialogo. E Burak avrebbe anche percepito la non voglia del Lecce di assecondare le richieste bianconere. Meglio esser cauti con le parole. Figuriamoci: il calciomercato non è ancora iniziato (2 luglio) e già stiamo così.

Sappiamo che un’affare così importante e così “poco diretto” anche per il gap linguistico non potrà mai essere concluso in quattro e quattr’otto. Il calciomercato insegna. Però da queste parti bisogna anche guardare la realtà per quello che è. Partendo sempre dall’introduzione dell’articolo, Burak Yilmaz è un sogno che soltanto poche settimane fa, prima della lampadina accesa nella stanza dei bottoni, sembrava irrealizzabile. Male che vada, si virerà su delle alternative dal nome meno altisonante, ma dalla potenziale buona riuscita ugualmente augurata. Vedasi curriculum di La Mantia prima della cura Liverani.

OVVIA CAUTELA. Il fatto che le le parti si siano incontrate e decise su una parte importante dell’intesa, l’ingaggio di Burak, è secondo noi figlio dei tempi e delle forze in campo. Burak Yilmaz ha quasi 34 anni, la carriera non sarà più lunga. La crisi finanzaria del Besiktas ha permesso l’inserimento del Lecce, che altrimenti avrebbe avuto muri ben più alti. Perché? Burak viene da 11 reti in 15 match, pesantissime per lottare sino alla fine per il secondo posto con vista Preliminari Champions League, fallito per soli due punti e preso dalla quarta squadra di Istanbul per storia, il Basaksehir.

Aver fallito la possibilità di agganciare la massima competizione europea ha fatto scattare l’allarme rosso in casa Besiktas. I conti non sorridono più, il progetto tecnico si è ridimensionato, ma per evitare il fuggi fuggi generale si attende la definizione del piano di recupero con gli istituti di credito.

Ripetiamo le vicende già descritte ieri sera, appunto per dare un quadro ancor più nitido del perché e per come il Lecce si trova a trattare un calciatore che mentre nel Salento si battagliava con Tritium e Portogruaro siglava ben 8 gol in Champions inseguendo Cristiano Ronaldo e Lewandowski.

COSA SUCCEDERA’? Il mercato, come la vita, è fatto di treni che passano, occasioni da cogliere e soprattutto rischi da prendere. Il Lecce, nella prima parte dell’estenuante trattativa, ha dimostrato la giusta dose di cinismo messa in campo nelle proposte inoltrate e rifiutate dal Besiktas. Si è percepita anche sicurezza né a non gettare subito la spugna, né dall’altra parte ad assecondare le iniziali sparate.

I meandri dell’affare cambiano di giorno in giorno, Burak, almeno nelle sue dichiarazioni ufficiali, cerca di tenere un low profile caldeggiando sì l’opzione Lecce ma senza staccarsi totalmente da Istanbul. Si sa che la palla da mettere in rete non passa più dai suoi scarpini. Accettando la proposta contrattuale dalla Serie A, il suo è fatto.

Resta lo scoglio Besiktas. Sarà guerra psicologica? Sarà attendismo per ragioni economiche? Si prende tempo per vedere come andrà a finire l’altra querelle relativa a Quaresma? Solo dal Bosforo si potranno avere risposte certe.

FIDUCIA. Il “sogno” è destinato ancora a caratterizzare molte notti, probabilmente. Se gli eventi sorrideranno alle casse del Besiktas, non più obbligato a privarsi di molti ingaggi, la liaison Burak-Meluso tramonterebbe definitivamente con buona pace della voglia di sfida del numero 9 della Nazionale.

Il Lecce, descritto da Sticchi Damiani come “squadra europea dal cuore provinciale” sta rispettando il suo mood anche nelle scrivanie dell’immenso mondo del calciomercato. Non basta ciò ancora a scaldare gli animi dei supporters. La conduzione dell’affare Yilmaz dopo due anni di ottima sin troppo programmazione, deve iniettare fiducia nell’operato della dirigenza giallorossa.

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