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Liverani: “L’Atalanta è un modello. Lecce retrocesso? In campo fatti, non parole”

Fabio Liverani ha grandissimo rispetto dell’Atalanta e, nella consueta conferenza stampa della vigilia, trasmette tante sensazioni emblematiche di come il Lecce si presenterà al Gewiss Stadium.

“Loro sono forti, e sono pronto a scommettere che arriveranno quarti anche quest’anno -chiosa il tecnico giallorosso parlando dei bergamaschi – .Sono una società modello”. La guida della Dea, Giampiero Gasperini, subentrò a Liverani ai tempi del suo esonero al Genoa: “Non mi chiese niente, ma non lo farei neanche io. È giusto guardare le cose sempre con i proprio occhi”.

GRUPPO. Ci arriviamo col percorso giusto, con una buona crescita di squadra e collettivo. Abbiamo dei giocatori che erano fermi, anche se non sono al massimo. Speriamo di lavorare a lungo con gli effettivi al completo.

ATALANTA 1. “Affrontiamo la realtà più bella del calcio italiano. C’è da rubare tantissimo, allenatore, strutture, stadio nuovo, giocatori, società. L’Atalanta nella sua completezza è un modello da seguire. Gasperini bene solo nelle provinciali? Ha avuto una possibilità nelle grandi, si può sbagliare, ma credo che oggi l’Atalanta di provinciale abbia solo il ricordo. Sono una delle big del campionato. Costruiscono da 10 anni e da 8 anni sono diventati una realtà”

ATALANTA 2. “Il segreto? È la continuità: hanno fatto Europa League e poi Champions. Loro non hanno venduto i giocatori, hanno comprato perché vogliono assestarsi. Se vincono domani sono terzi e mandano segnali alla piazza e alla società. Possono cambiare tre giocatori davanti, mantenendo la stessa continuità. Se gioca Malinovskyi o Gomez è la stessa cosa. Zapata e Muriel anche. Vedo entusiasmo”.

GARE. “A prescindere che le partite sono tutte diverse, ogni storia è a sé, dobbiamo continuare a crescere, ad avere continuità di compattezza, attenzione e qualità nella partita. Stiamo aumentando il minutaggio in cui stiamo bene, la strada è quella giusta. Non sarà il risultato a darci o toglierci le certezze. Il nostro percorso è lungo, ci saranno momenti di esaltazione e difficoltà, la strada per la salvezza è da fare.

NAZIONALI. E sulle convocazioni di Imbula, Benzar, Shakhov, Dubickas e Vera: “La nazionale è un orgoglio per tutti, anche se è normale che portare via dei giocatori che si stanno inserendo per 15 giorni può essere non congeniale. Spero che giochino, così metterebbero minutaggio. Se non dovessero giocare “

CASUALITA’. Nel calcio di oggi non c’è differenza tra casa e fuori. Dopo sei partite, poi, non è tanto. Troppo poco per avere identità. Un ragionamento così si può fare alla fine del girone d’andata. Non è una cosa emblematica per l’Atalanta e per il Lecce. Prepariamo le partite nello stesso modo, il campo dice ora, come anche l’anno scorso. Lo potremo sapere solo a cammino fatto”.

SCELTE. “Gli infortunati sono giocatori importanti, ma è normale che non hanno i 90’. Sono risorse che però nella partita possono essere vitali. Dopo la sosta, tutti, saranno, spero, aggregati per giocare. Avanti Falco-La Mantia?. È una possibilità”

MECCARIELLO. “Il ragazzo è uno di quelli persi nel miglior momento, era in uno stato di forma eccezionale. È un’opzione a destra e durante la partita”.

CALCI PIAZZATI. “Noi lavoriamo, diamo input e idee. La differenza la fa sempre chi batte. Non so quale sia il freno. La problematica è di qualità. Calciare bene i calci da fermo è un qualcosa che non hanno tutti. La prima cosa è questa. Chi batte deve capire la cattiveria, la palla cattiva e pericolosa, non morbida. Noi possiamo migliorare con impegno e concentrazione. Tante volte si batte male il primo corner dopo 1’, pensando che sia presto. La mentalità giusta è intendere i calci da fermo come l’unica occasione che si ha. Così cambia il calcio”.

VITTIMA SACRIFICALE. “Leggo i commenti esterni, fanno parte di questo mondo, però c’è una bellezza. Il pensiero si può invertire. Starà a noi provare a mettere in difficoltà la squadra, se il campo dirà che l’Atalanta è stata più brava vedremo. Che ci siano dei valori diversi è vero, ma nelle partite secche non è detto sempre che il valore della rosa è uguale al risultato”.

ATALANTA 3. “L’Atalanta è una squadra votata all’attacco, ma è normale che quando si gioca individualmente, è logico rischiare quando si perde un duello. Ogni squadra ha punti di forza e deboli. La bravura è esaltare i punti di forza propri e nascondere i deboli. Se entriamo timidi e timorosi, senza la forza di vincere i duelli, andranno in discesa. Dipende da noi, dobbiamo saltare l’uomo qualche volta. Loro sono forti”

FATTI, NON PAROLE. “La nostra forza è avere uno spirito di rivalsa per combattere qualcosa che tutti danno per scontato. Il Lecce è una delle tre retrocesse, lo dicono tutti gli addetti ai lavori. Non si può andare in giro a convincere la gente, bisogna viver sereno, lavorare e andare in campo per invertire il pensiero. In campo si va con i fatti e non con le parole. Le parole fanno parte del nostro mondo, solo noi possiamo cambiarla, umilmente, senza esaltarci e senza abbatterci. Per me conta solo la crescita della squadra, qualche risultato che dia autostima ma l’obiettivo generale sono sempre i 40 punti.”

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