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C’erano dubbi? Ora non più. Questo Lecce è all’altezza della Serie A

I giallorossi mettono alle spalle la parte sulla carta più dura del proprio calendario strappando un punto alla capolista Juventus. Conquistare la salvezza sarà duro, ma l’undici di Liverani ha capito come poter dire la sua.

Diciamoci la verità. Dopo il ko interno con l’Hellas Verona, nell’impegno sulla carta più facile dell’inizio di un calendario dai incubo per il Lecce, un po’ tutti avevamo avuto la paura di uscire con le ossa rotte dall’impatto con la Serie A. La paura di non essere pronti per misurarsi faccia a faccia con club di caratura internazionale, con i migliori campioni del panorama italiano. E, soprattutto, di non poter lottare fino alla fine per la permanenza.

Paure legittime, per carità, ma sicuramente troppo affrettate. Paure che in qualcuno hanno continuato ad aleggiare nonostante gli exploit con Torino e Spal, forse condizionate dalle batoste con Napoli e soprattutto Atalanta. “Riusciremo a restare aggrappati il più a lungo possibile al treno salvezza?”. O ancora “Saremo in grado di immergerci tecnicamente nel massimo campionato?”. Il tutto riassumibile con un meno loquace ma sufficientemente eloquente “Siamo da Serie A?”.

Sì, Lecce, sei da Serie A. Se le sudatissime, soffertissime, anche fortunate gare con Milan e Juventus hanno detto qualcosa, è che l’undici di Liverani ha capito su che note far suonare il suo strumento in certi casi. Ovvero quelli molto (se non quasi sempre) frequenti del faccia a faccia con un undici di caratura superiore.

Via il fioretto: si va di sciabola, pur senza perdere la propria identità, anzi, ma resistendo alle pallonate nei momenti più difficili con ardore e umiltà. E il Lecce ha avuto risposte importanti. Se si evitano 1-2 micidiali come avvenuto con Inter, Napoli e Atalanta, anche nei match più difficili può succedere di tutto, andando a far punti laddove non lo si sarebbe mai potuto immaginare.

Andare a punti con la Juventus, la squadra capace di dominare l’Italia da 8 anni e di arrivare costantemente nella top 8 europea: chi lo avrebbe immaginato? Lo abbiamo premesso: ieri (ma anche a San Siro) i giallorossi hanno avuto quella dose di fortuna che non li ha magari accompagnati con Inter, Verona e Roma su tutte. Ma una squadra non da A, anche la più volenterosa, non riesce a contenere in modo più che onesto elementi del calibro di Dybala, Higuain o Bernardeschi.

L’undici di Liverani ha fatto prima sognare e poi esplodere di gioia il Via del Mare. Andando non solo a scrivere una pagina importante di storia, come è sempre un risultato positivo con una big; non solo a chiudere metaforicamente un cerchio aperto dalla vittoria di Catanzaro 2 anni fa; ma anche a conquistare un punto prezioso per la classifica. L’ottavo in nove giornate, in cui il Lecce ha affrontato le prime 7 della classifica finale ’18-’19.

Strada ora in discesa? Neanche per sogno. Anche solo immaginarlo sarebbe da folli. Intanto però questa prima metà del girone d’andata, questo primo quarto di Serie A hanno fatto superare al Lecce il primo ostacolo. Quello dell’impatto con un mondo quasi dimenticato in 7, interminabili, stagioni. Il Lecce c’è, è all’altezza della massima serie e lotterà fino alla fine e mantenerla.

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