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Classifica IPO-IRD: il Lecce ultimo crea poco e rischia tanto

Nella puntata settimanale dello Sky Calcio Club è stata mostrata la classifica IPO-IRD, costruita sulla base dei due indici (spiegati nell’articolo). I giallorossi sono ultimi.

Dei numeri non sorridono al Lecce. Secondo la graduatoria mostrata ieri sera dall’emittente satellitare, la formazione di Liverani ha un rapporto sbilanciatissimo tra pericolosità offensiva e rischi presi in difesa.

Il risultato, -37.3, è di gran lunga minore rispetto alle altre squadre che occupano gli ultimi posti. Il Brescia è penultimo a -21.7 e la SPAL terzultima a -21.3. Più di quindici punti in più rispetto ai salentini che, quindi, soffrono tantissimo in difesa senza mostrarsi sufficientemente pericolosi in zona gol.

Il dato è calcolato partendo dalla pericolosità offensiva, da cui si sottrae l’importo dell’indice di rischio difensivo. Stando al quadro descritto dai numeri, quindi, il Lecce è ancora a galla seppur si sia esposto a un enorme quantità di rischi.

Dalla statistica al campo e ai risultati, in ogni caso, il passo è lungo, e la decisione del tecnico di affrontare a viso aperto anche avversari molto più quotati ha pesato non poco nella costruzione del rapporto IPO-IRD, indice con un alto grado di attendibilità negli ultimi anni.

Sugli indici

L’IPO (Indice di Pericolosità Offensiva), ideato dalla società italiana SICS, è un indice che permette di valutare quanto una squadra si sia resa pericolosa durante la partita. Per strutturare il parametro, è necessario tenere conto di una serie di eventi, da una punizione lontana alla porta a un cross non andato a buon fine. A ognuno di questi eventi va dato un valore positivo in base alla pericolosità. Per esempio, un calcio di rigore ha una misura più alta rispetto a un tiro dalla bandierina. Lo scopo di questo dato è andare al di là del numero delle palle gol create.

L’indice non è soltanto figlio del lavoro di statistici. Maurizio Viscidi,  responsabile dello scouting Club Italia giovanili e vice coordinatore delle nazionali giovanili della FIGC, quasi 30 anni di esperienza da allenatore, che ha lavorato all’indice insieme ad Antonio Gagliardi e Marco Scarpa, analisti tecnici nello staff della Nazionale A.

L’indice, quindi, permette di valutare il grado di pericolosità di una squadra al di là dei gol segnati, tenendo in considerazione tutta la mole di gioco e di eventi prodotti nell’intera durata di una partita.

Più alto sarà il valore, maggiore la probabilità di segnare (l’indice è sempre positivo). Il gol non ha un valore legato al suo esito ma è la risultante dei fattori che lo compongono. La realizzazione peserà diversamente, cioè, a seconda del modo in cui è avvenuto: un gol realizzato dopo una bella palla in profondità all’ala e un cross rasoterra per la punta smarcata in area, è diverso da un tiro improvviso, se si vuole valutare il peso offensivo di una squadra. Stesso discorso per un calcio di rigore, avente peso minore rispetto a ogni azione manovrata.

L’IRD (Indice di Rischio Difensivo), invece, è la statistica speculare all’IPO. Indica con un solo numero il punteggio delle azioni subite. Quindi, la somma di tiri subiti, cross subiti, trame manovrate subite, confluirà nell’IRD.

 

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