Resta in contatto

Approfondimenti

Brescia-Lecce, ovvero l’esempio di tutto ciò che non va fatto per potersi salvare

I giallorossi ieri al Rigamonti hanno fatto incetta di errori che hanno evidenziato, tutti in una volta, i propri difetti. Un match che può essere preso da manifesto per evitare altre disfatte del genere.

Tra tutti gli scenari che era stato possibile immaginare per Brescia-Lecce, quello verificatosi è stato sicuramente il peggiore. Un 3-0 secco che ammette poche repliche, in quanto descrive l’andamento di un match a lungo dominato da avversari non certo di livello superiore senza che i giallorossi riuscissero ad opporre resistenza o reazione adeguata. Ma non tutto il male vien per nuocere: avendo mostrato il peggio di sé tutto in una volta, l’undici di Liverani può avere ben impresso tutto ciò che non va fatto se ci si vuole salvare semplicemente guardando questo match.

Il disastro è stato innanzitutto tattico. L’approccio impostato da Liverani è apparso, stavolta, un po’ forzato alla luce delle assenze. Le coperte corte in mediana, con zero centrocampisti in panchina e Shakhov alla quarta di fila dall’inizio dopo tanta assenza, hanno fatto apparire l’insistere sul 4-3-1-2 come un po’ forzato. Falco-Farias dall’inizio potevano essere più di un’idea, con una punta nel mezzo.

E poi l’atteggiamento, la verve, la voglia. Ci sta che un pomeriggio vada storto dal punto di vista tecnico, con scelte sbagliate o sfortunate che portano ad errori anche grossolani. E lì deve subentrare la grinta. Non quella che porta a venti gialli inutili o a falli di frustrazione, ma quella che si traduce in un “tu da qui non passi”, e che ieri nessuno ha visto sulla sponda salentina.

Il che può anche andar bene, ma non in un faccia a faccia con il Brescia diretta concorrente. Sì, perché per quanto siano apprezzabili i concetti di andare avanti per la propria strada, di seguire uno spartito fatto di identità e mentalità, ciò non può far pensare che una partita sia come un’altra. Non sarebbe giusto, e rischierebbe di spostare il focus. Dove non si può usare il fioretto, va usata la sciabola.

Pezzo di pura critica? Tutt’altro. Il Lecce non può, ma deve imparare da queste partite. Nel tortuoso cammino che potrebbe portare a mantenere la Serie A non si può infatti prescindere dall’imparare dei propri errori. I giallorossi lo hanno saputo grossomodo sempre fare, dimostrando crescita costante, ma è pur vero che hanno sbagliato quasi solo con le big del campionato. Ci fu il Verona, ma si era solo all’inizio. Ora è arrivata una batosta per la quale ci si può allarmare, si può subire ancora o dalla quale si può uscirne maturi e rinforzati. Starà ai ragazzi di Liverani scegliere la strada.

2 Commenti
Subscribe
Notificami
guest
2 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

Juan Alberto Barbas

Ultimo commento: "Ricordi bellissimi grandissimo campione maradona lo voleva al napoli insieme a lui ma avevano tanti giocatori in quel ruolo perciò immaginate un..."

Carlo Mazzone

Ultimo commento: "Un mito per questi colori, sarebbe bello che attorno al via del mare si costituisse un percorso delle stelle per dare un tributo a tutti queste grande..."

Mirko Vucinic

Ultimo commento: "Ole olè"

Francesco Moriero

Ultimo commento: "Kecco Moriero faceva parte del Cagliari che guidato da Carletto Mazzone arrivò 6° nel campionato 1993/94 giocando come "ala destra" insieme a..."

Michele Lorusso

Ultimo commento: "Lorusso è il giocatore simbolo di tutta la storia calcistica del lecce. È stato un grande è stato tra i primi giocatori ad essere molto altruista..."
Advertisement

Altro da Approfondimenti