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Sembra un videogioco, ma è il Lecce. Il bis di Lapadula a Napoli è una prodezza corale

Tra l’inizio dell’azione e il gol del 9 giallorosso ben sedici passaggi, quattro cambi di fronte e l’impossibilità degli azzurri di arrestare il devastante gioco di Liverani.

Che il Lecce abbia dato sfoggio, domenica a Napoli, di una delle più belle versioni di sé non è certo un segreto. Il gioco di squadra messo in campo dall’undici di Liverani è risultato un mix vincente di efficacia e caratura estetica non indifferente, mettendo in crisi i ben più quotati avversari. C’è però un’azione in cui sono riassunti alla perfezione non solo i meriti dei giallorossi che hanno portato ai tre punti, ma anche l’idea di calcio di Liverani nella sua letterale espressione: lo spettacolare 1-2 di Lapadula.

Un’azione bellissima, corale, tambureggiante in cui il Lecce ha mostrato l’ABC del calcio. Un’azione da far vedere nelle scuole calcio: sedici passaggi tra il suo inizio e la conclusione vincente della punta, con in mezzo l’essenza del gioco del tecnico.

Minuto 60 di Napoli-Lecce. Il cross in mezzo dalla sinistra partenopea per Milik trova il perfetto anticipo di Rossettini che rinvia lì, dove non è certo un caso si trovi Lapadula. La punta stoppa, protegge da leone su Maksimovic e, pur circondato da tre avversari, scarica sulla destra per Falco, che con pazienza appoggia dietro per Rispoli.

Da lì il più elementare, ma fondamentale, giro-palla difensivo: terzino-portiere-centrale e cambio di fronte, con Rossettini ad allargare per Saponara. Il trequartista, sfruttando la sovrapposizione di Donati ed il conseguente schiacciamento del Napoli verso sinistra, cambia nuovamente fronte, pescando Majer sul centro-destra. Lo sloveno, libero di orchestrare, attende di nuovo Rispoli, che appoggia a Falco e, da dettame di Liverani, si lancia nello spazio.

Il continuo giro-palla e il dinamismo fluido dei movimenti consente sempre di trovare un compagno libero di ricevere, con il Napoli messo in netta difficoltà. Il 10 del Lecce appoggia così dietro per Deiola che trova Majer, stretto triangolo con Falco e Rispoli. Dal difensore la palla torna alla mezzala.

Il capolavoro è qui, perché Majer, ormai in area e stretto dagli avversari arrivati a ridosso del pallone, ha la possibilità di trovare un liberissimo Falco. Il pulsanese, dai 25 metri, ha tutto il tempo di disegnare il traversone teso che, a quel punto, ha solo bisogno della spizzata di Lapadula. Gioco, partita, incontro.

Sedici passaggi, quattro cambi di fronte, appena due dribbling, quattro scarichi, sette passaggi orizzontali e cinque verticalizzanti. Sembra un videogioco, è il bellissimo Lecce di Liverani.

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