Liverani: “Già a Catanzaro capii che quello leccese è un popolo speciale. A Torino la svolta in A”

Il tecnico giallorosso ha parlato in diretta Instagram attraverso il canale ufficiale del club di via Costadura.

EMERGENZA SANITARIA. “Quello attuale è un momento difficile che sto vivendo come tutte le altre persone, con sacrificio, attesa e speranza. Mi manca soprattutto la quotidianità, innanzitutto nella vita extra-lavorativa e poi, chiaramente, anche nel lavoro”.

RIPARTENZA. “Non credo sia possibile fare una previsione precisa sul quando. Credo che, alla luce dei fatti, un periodo potrebbe essere non prima di fine maggio o giugno. Solo quando il Paese sarà completamente fuori da questo brutto periodo il calcio dovrebbe riprendere. Difficilmente si seguirà una linea diversa. In ogni caso ci sono organi governativi competenti per valutare la situazione nazionale a tutto tondo”.

PRIMO IMPATTO CON IL LECCE. “A Catanzaro mi colpì molto l’abbraccio tra i tifosi e Lepore dopo il gol del capitano. Mi ha fatto capire cosa voleva dire la passione nell’ambiente giallorosso. E’ stato davvero un ottimo inizio del rapporto con il club”.

PROMOZIONI. “Delle volte ci si dimentica che oltre ad essere calciatori o allenatori si è uomini, con paure, dubbi, incertezze. E nel finale del match con la Paganese l’emozione fu una liberazione di tanti di quei momenti difficili lunghi nove mesi. L’abbraccio con mio figlio, dopo un’altra promozione, quella in Serie B, è stato poi un altro grande momento naturale, emozionante e liberatorio”.

COMPATTEZZA. “Ogni anno il gruppo è stato sempre la nostra forza, ciò che ha sorretto tutto. Lo spogliatoio è  come le famiglie, fatto di confronti ma di mettere insieme le proprie caratteristiche e accettarsi, volersi bene. E, nel nostro caso, concentrarsi per vincere. E senza unione non si può raggiungere questo risultato”.

FIGLIO CALCIATORE. “E’ un centrocampista, ha scelto di fare un percorso calcistico che lo vede anche lui nel Salento. E’ comunque nello studentato come gli altri, perché è giusto che percorra una strada simile a quella dei compagni. In questo mondo essere “figlio di” può essere un grande svantaggio se non si ha il giusto atteggiamento. Non so quanta strada farà, so che adesso mi dicono che è un ragazzo educato, e questo mi riempie d’orgoglio.

SALERNITANA. “La prima gara di Coppa stata forse l’unica partita stagionale in cui partivamo con i favori del pronostico. E’ stato un bell’inizio, non solo per la vittoria ma soprattutto per la fiducia che ci ha trasmesso. C’è stato un gran Lapadula, lì abbiamo visto subito le sue grandi qualità. Ma sono stati tanti gli aspetti positivi”.

PRIMA ALLA SCALA. “Debuttare in casa dell’Inter è stata durissima, il punteggio figlio della differenza di qualità nei singoli lo testimonia. Giocammo però bene, con autorità, ancora oggi ci fanno i complimenti per la mentalità di gioco dimostrata. Purtroppo nel risultato è andata malissimo, ma lì abbiamo capito che eravamo all’altezza della situazione”.

PRIMA VITTORIA. Torino è stata una piccola svolta, perché dopo aver dato tanta fiducia ai ragazzi a parole, quei tre punti ci hanno regalato qualcosa di concreto, testimoniandoci che potevamo farcela. Che eravamo pienamente all’altezza della Serie A. Ci ha dato una gran fiducia”.

LAZIO. “E’ stata una gara dalle grandi emozioni per me, in cui tra l’altro non mi ero accorto del tributo dei tifosi avversari. Durante la partita sono sempre molto concentrato solo sul campo, difficilmente mi accorgo del contorno. Però essere apprezzati nei luoghi in cui si è lavorato a lungo è sempre motivo di grandissimo orgoglio. Peccato per la sconfitta, che ancora brucia un po’. E’ stata però una gara bellissima in un ambiente straordinario”.

ELOGI. “E’ chiaro che essere considerato un bravo allenatore fa piacere, mi da carica e la giusta dose di soddisfazione. Ciò non toglie e io resto concentrato esclusivamente sul campo, sul lavoro. Per lavorare bene bisogna sempre porsi l’idea di migliorarsi, di alzare l’asticella. E’ chiaro che in futuro vorrei fare di più. Ora però superiamo quest’emergenza”.

TERNANA. “E’ stata una stagione incredibile, una cavalcata esaltante. Eravamo quasi spacciati, poi abbiamo inanellato una sere di risultati strepitosi che ci hanno consentito di raggiungere una salvezza in cui in pochissimi credevano”.

RIMPROVERI. “Non che io ce l’abbia con l’oro, ma a livello di ruoli e posizionamento in campo ci sono giocatori ben precisi a cui mi rivolgo più spesso. Questi sono per forza di cose i due esterni, poi il play e Mancosu, che svolge un ruolo particolare”.

SETTIMANA DI LAVORO. “Di solito è sempre la stessa, con la maggior parte del carico nel mercoledì in cui facciamo infatti una doppia seduta. Diamo particolare importanza ai movimenti, con una serie di esercizi che ripetiamo spesso. In questi lavoriamo in fase di possesso e in fase di non possesso per migliorare la tattica“.

GOL. “Ricordo con particolare affetto il primo, una punizione in Perugia-Reggina. Non ne ho fatti tanti, ma molto belli. Il pallonetto a Buffon in Lazio-Juventus, un altro pallonetto in Ancona-Lazio, un altro ben gol in Perugia-Fiorentina. Nella qualità delle marcature diciamo che me la sono sempre cavata”.

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