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Liverani: “Con il Lecce creato un legame indelebile. Questa proprietà è il top, farà cose ancor più grandi”

L’allenatore giallorosso ha parlato di passato, presente e futuro, suo e del club, nel corso di una diretta Instagram con il procuratore Tiziano Topa.

CAMPO O LAVAGNA. “Sono sempre a disposizione di Ulivieri quando c’è da fare un corso, anche per poter fare lavoro di aggiornamento per gli allenatori. E’ certamente bellissimo studiare la teoria ed insegnarla a mia volta. Passare al campo è però qualcosa di diverso, dà emozioni uniche e per un tecnico tutto questo aspetto è impareggiabile. Bisogna saper integrare le due cose per avere sempre le idee chiare”.

TECNICO DECISIVO. Cosmi per me è stato importantissimo, perché mi ha arretrato di venti metri facendomi giocare con maggiore spazio rispetto a quando ero trequartista. Questo perché avevo meno pressioni, ma anche perché si sentivano meno i miei difetti come poca fisicità e velocità. Tutto ciò è stato decisivo per la mia carriera da calciatore, risultando poi fondamentale per l’attuale lavoro da tecnico“.

ESSENZA DEL CALCIO. “Le televisioni hanno cambiato tutto, sia come interessi che come velocità di informazioni. Ricordo ancora ‘Tutto il calcio minuto per minuto’, o ’90° Minuto’. Adesso tutto è diverso, il calcio e i club sono aziende, tutto va visto chiaramente sotto un’altra linea. Per tenere il contatto con l’essenza di questo sport non bisogna però mai perdere la passione, la qualità, il fatto che in fondo sia un gioco.

LINEE GUIDA COMUNI. “A Lecce inizialmente mi sono adeguato alla linea del club, perché c’era la necessità di andare fuori da una categoria in cui era difficile poter fare altro. L’anno di C abbiamo guardato molto al pragmatismo. Poi in Serie B abbiamo fatto quanto fatto, creando le basi anche per quest’anno in A, perché c’è stata un’unità d’intenti. Quella di giocare a calcio in un certo modo, seguendo quelle che erano le mie idee di gioco. Quella di intraprendere la qualità della prestazione come via per arrivare al risultato. Obiettivi e linee guida che erano le stesse tra me e il club, e questo è importantissimo. Senza questo non si può portare avanti un progetto interessante”.

FUTURO. “Non so se sarò a Lecce un altro anno, cinque o dieci. So che c’è un progetto, e che porto avanti il mio lavoro per questo club. Ma la cosa più importante è che il mio legame con questi colori, questa piazza e questa gente è indelebile. E poi la proprietà è fantastica, un esempio per tutti. E’ il top, fa dei passi e cresce sempre di più. Sono certo che questa società costruirà qualcosa di importante, rimanendo nel tempo. Non ha un euro di debito, non ha esposizione bancaria. E’ qualcosa per cui i leccesi è giusto si sentano attaccati e vadano orgogliosi”.

CALCIATORI. “Se andassi via dal Lecce non porterei nessuno con me. Petriccione? Ha grandissime qualità, è cresciuto tanto ma può fare molto, molto di più. Sta diventando un grande calciatore di Serie A, e la categoria lo sta aiutando tantissimo”.

IL DIRETTORE PICCHIA. “A Lecce ho ritrovato un avversario di tante battaglie sul campo, Gennaro Delvecchio. Il direttore del settore giovanile giallorosso era uno che menava parecchio, me ne ha date tantissime in campo”.

GARE PIU’ BELLE. “Lecce-Paganese e Lecce-Spezia perché ci hanno consentito di festeggiare una promozione, ma Lecce-Ascoli ha regalato emozioni non indifferenti. Sia per il risultato che per il calcio che abbiamo prodotto. Come sconfitta la peggiore è stata certamente Brescia in Serie A, mi ha fatto rimanere malissimo”.

ISPIRAZIONE. “Mi piace molto la semplicità di Allegri, sia per il suo calcio che per il modo con cui spiega le varie dinamiche che portano ad un certo tipo di scelte”.

SERIE A E COVID. Tutti vogliamo ripartire, vogliamo farlo soltanto in sicurezza. Alla fine che lavora nel calcio è come un normale cittadino, chiunque vorrebbe la sua certezza sanitaria sul lavoro. Sappiamo che tornare in campo è importantissimo per dare un futuro a questo sport, in modo che si possa tornare in campo anche gli anni seguenti”.

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