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CdS – Bojinov: “Stasera il mio cuore batterà per il Lecce. Salvezza? Punto su Falco e Mancosu”

L’ex attaccante giallorosso parla a Il Corriere dello Sport della gara di stasera Juventus-Lecce.

JUVENTUS LECCE, CHE PARTITA SARA’? «Sarà una gara strana per me che ho avuto la fortuna di giocare in entrambe le formazioni. Lecce però è il luogo dove sono cresciuto sotto tutti i punti di vista. La Juve si gioca lo scudetto, ma ha un buon vantaggio, mentre per i giallorossi ogni gara può essere quella decisiva per la salvezza, quindi il mio cuore batte per il Lecce”.

RICORDA IL SUCCESSO PER 3-4? Qui il nostro articolo nella rubrica “Mi ritorni in mente” «Certo, è una partita che è rimasta nella storia. Giocavamo contro una Juventus stellare, ma noi riuscimmo a compiere un’impresa che è ancora nella mia memoria e in quella dei tifosi ancora oggi. Ricordo ancora che rimanemmo forse mezz’ora sotto il settore ospiti ad esultare con chi quel giorno riuscì ad assistere dal vivo a quell’impresa».

COSA PENSA DEL CALCIO DI LIVERANI?Dal centrocampo in sui il Lecce fa un grande gioco. Prende però troppi gol, non puoi pensare di fare sempre cinque gol. Mi piace l’idea di palleggio che parte dal portiere e l’idea di non perdere la propria identità di gioco anche al cospetto delle grandi di questo campionato. Per certi aspetti Liverani mi ricorda Zeman, ma lui non ha i giocatori che aveva il boemo a Lecce».

LECCE DI OGGI. «Falco mi piace tantissimo, è bravo nello stretto ed ha grande fantasia, anche il carattere e la qualità di Mancosu sono adatte per raggiungere la salvezza, sono convinto che in coppia con lui mi sarei trovato benissimo. Ora mi auguro che Lapadula ritrovi presto la condizione per dare il suo contributo il suo modo di stare in campo è quello giusto per la lotta salvezza».

COSA SERVE PER LA SALVEZZA? «Cuore e attributi soprattutto. Senza questi due fattori non si va da nessuna parte, i piedi vengono dopo. Il Lecce però ha dimostrato di avere queste caratteristiche e sono convinto che lotterà fino all’ultimo minuto».

QUANTO PESANO LE PORTE CHIUSE? «Tantissimo. Gli stadi chiusi sono una sconfitta sociale. Il Via del Mare e la Curva Nord ti danno una marcia in più. Amavo entrare prima in campo, e godermi l’atmosfera prima delle grandi partite, ti caricavano, era bello incrociare lo sguardo con i tifosi e capire quanto ci tenevano, era qualcosa che ti portava a mettere la gamba anche nei contrasti più duri».

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