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Forza Lecce, si può sognare solo lottando oltre l’ordinario

Lo ha detto più volte Sticchi Damiani, lo ha ribadito spesso Fabio Liverani: ai giallorossi non basterà impegnarsi nella norma per salvarsi. Servirà dare più di tutto, e stasera con la Juve ancor di più.

Eccoci Lecce, ci siamo. Nel calcio non si parte mai battuti, ma non si può negare che ci siano partite più importanti di altre, vedi scontri con le dirette concorrenti. Quelli arriveranno prestissimo. E non si può nemmeno negare che ci siano partite più difficili di altre, almeno sulla carta. Bene, Juventus-Lecce è LA partita difficile per eccellenza.

Non è un testa-coda, ma è comunque la sfida tra la squadra che da anni guarda tutti dall’alto verso il basso ed una neopromossa che sta lottando per mantenere la Serie A. Lottando, appunto. Nella battaglia che Mancosu e compagni stanno combattendo c’erano davvero tutte le difficoltà del caso, in primis una caratura tecnica certo non superiore a quella delle concorrenti.

Ma il fato ha voluto che ciò non bastasse. E così ci si è messa di mezzo una pandemia che ha causato danni ben più gravi ma, limitandoci alla sola sfera calcistica, ha complicato i piani. Era un Lecce tutto sommato in forma, con tre successi nei 5 match pre-stop forzato. Ora è un Lecce fisicamente a pezzi, con più infortuni di prima e con una condizione atletica non all’altezza. Fortuna, appunto, ma anche poca bravura.

Poi ecco l’appuntamento di stasera. A difficoltà si sommano difficoltà: si va di scena allo Juventus Stadium, sul campo della squadra più forte d’Italia. Strada senza uscita? Condannati alla sconfitta? Non matematicamente, anche perché altrimenti, Via del Mare o non Via del Mare, assenze o non assenze, condizione o non condizione, all’andata avremmo dovuto perdere, punto.

Si può fare ancora l’impresa. Possibilità di andare a punti? Pochissime sopra lo zero, e non è scaramanzia. Possibilità di fare bella figura e darsi fiducia per il futuro? Di più, ma anche qui non è semplice. Poche speranze, ma un unico obbligo: coltivarle dando tutto.

Lo abbiamo detto, lo abbiamo ripetuto fino alla nausea dopo il ko con il Napoli, dopo Brescia, dopo Verona: il Lecce può raggiungere i suoi obiettivi andando oltre i propri limiti. Idea ripetuta a mo’ di mantra da dirigenti e tecnico. Perché è una cosa sacrosanta, senza lotta su ogni pallone anche il bel gioco va a farsi benedire. Oggi il Lecce ha una grande occasione: dimostrare che non ha dimenticato come si getta il cuore oltre l’ostacolo. Non si sa se poi, come più volte avvenuto in passato, sarà impresa in casa Juve. Ma per sognare l’unica strada è quella del dare tutto. E anche di più.

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