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Società già al lavoro per il futuro. La ricetta? Serietà, passione e voglia di migliorarsi

A due giorni dalla fine del campionato, la delusione per il ritorno in Serie B ha già lasciato posto ad una visione ottimistica, dettata anche dalla linea intrapresa dalla società.

Il Lecce va in B tra gli applausi. Può sembrare una delle tanti frasi fatte per congedare un fallimento sportivo, ma, almeno in un’ottica del potenziale futuro prossimo, non è così. Il verdetto del campo, maturato dopo la sconfitta di domenica con il Parma, non ha scomposto di un millimetro le strategie della dirigenza capeggiata da Saverio Sticchi Damiani.

UNITA’ E FIDUCIA. Già dall’abbraccio con i tifosi presenti all’esterno del Via del Mare dopo la retrocessione, è sembrata evidente la voglia di mettersi ancora una volta in gioco, magari con maggiore esperienza seguita a uno dei campionati più complicati della storia a causa dell’emergenza Coronavirus che ha dapprima stoppato i tornei, costretti infine all’affrettato finale estivo. “Saremo più forti di prima”, è questo il monito urlato da Sticchi Damiani e Liguori al popolo giallorosso dopo le prime dichiarazioni rese a seguito del fischio finale di Lecce-Parma. La solidità della compagine societaria permette alla dirigenza una progettualità, valore da tempo non ammirato nel Salento, che dal punto di vista tecnico potrà partire ancora da Fabio Liverani, uomo-campo di questo corso.

SERIETA‘. Rispetto ad altre meste retrocessioni, anche seguite da imprese calcistiche (promozione in A con Gigi De Canio nel 2010 con una squadra costruita per la metà classifica), quest’arrivederci alla Serie A non è un capitolo di un corso che sta finendo. Certo, dal punto di vista tecnico qualcosa dovrà cambiare e cambierà. E’ forse impossibile mantenere una continuità totale in una sorta di percorso Serie C-Serie B-Serie A e ancora cadetteria. L’aspetto che crea unità attorno alla piazza è sì la ferrea volontà di voltare pagina, ma con entusiasmo e capendo ciò che si è sbagliato. Sarà la netta differenza di mood rispetto ai precedenti capitomboli dalla A alla B (l’ultimo -il 2011/12- con una squadra in autogestione e il penultimo -nel 2008/09- non facente parte di una continuità di volontà societaria ormai rotta nel 2006 che portò anche al terzultimo ruzzolone), ma a Lecce si respira un’aria diversa anche negli insuccessi.

PASSIONE. Anche se non deve essere un’attenuante per gli errori fatti, la passione della dirigenza, costruita e modellata anno per anno dalla saggia gestione di Saverio Sticchi Damiani, fa venire voglia di cominciare subito un’altra stagione sportiva, indipendentemente dalla categoria. L’U.S. Lecce è Lecce, è il Salento, è un territorio tornato a farsi conoscere nel mondo calcistico e non solo dopo le campagne vincenti di fine anni Ottanta-inizio anni Novanta e a cavallo degli anni Duemila. Un territorio capace di instillare benzina rovente con ventimila abbonati e che si sente vicino al club un marchio o con il costante dialogo con i dirigenti sempre aperti al confronto. Siamo sicuri che nelle menti dei vertici societari l’obiettivo minimo sia riportare il Lecce a quei fasti, sì con un progetto tecnico nuovo ma, anche e soprattutto, con l’ardore di ogni tifoso che ancora una volta sarà vicino ai propri colori.

 

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1 mese fa

Vedendo i commenti noto come i baresi si interessino molto delle nostre vicende mentre nessuno di noi si caca le vicende dei “Capponi” sulle loro pagine. Che pena che mi fate

Rico
Rico
1 mese fa

Devi capire i ‘baretani’… Noi società leccese.. Loro succursale di Napoli…

1 Abbonato
1 mese fa

Devono tremare tutti in questa B al nostro passaggio..altro che monza….

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1 mese fa

R. I. P.

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1 mese fa

pensare che c’era qualcuno che dubitava, dopo due successi in due anni, sulla capacità di gestione dei rapporti ed equilibri che, con la retrocessione, si sarebbero venuti a creare tra società e tifosi… sembrerebbe che da una parte e dall’altra ci sia grande maturità e unione di intenti… Forza Lecce 💛❤️

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