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QdP – Cagni: “Corini al Lecce? Ottima scelta: Pantaleo ha scelto un vincente”

L’ex allenatore, tra le altre di Brescia e Piacenza, traccia a Il Quotidiano di Puglia (intervista di Antonio Imperiale) un profilo del neo-tecnico giallorosso.

PROFILO DI CORINI GIOCATORE. «Io direi più Giannini che Falcao. Di Falcao aveva la visione del gioco, ma il grande brasiliano aveva anche il gol che ad Eugenio mancava, anche se aveva comunque un bel tiro da lontano. Di certo era un giocatore che aveva gli occhi anche dietro e riusciva a vedere il gioco e la partita a tutto campo, come a pochi accade. Fu bravissimo con me a Piacenza, me lo portai al seguito a Verona. Allenatore predestinato. Pantaleo Corvino ha visto davvero bene portandolo a Lecce. Appena l’ho saputo gli ho inviato un “in bocca al lupo” carico di affetto e di stima».

CORINI UN VINCENTE. «A me Eugenio era piaciuto già quando era nella Primavera del Brescia. Lui aveva alle spalle Juventus, Sampdoria, Napoli, qualche difficoltà, e un grande bisogno di fiducia, magari di un allenatore di un certo tipo. Lo volli a Piacenza e vivemmo anche qualche conflitto iniziale. Da bresciani amavamo dirci la verità in faccia. Aveva già da giovane una grande personalità. Mi affezionai a lui per questo. Gli piaceva discutere, avere confronti tattici con l’allenatore, esprimere le sue idee, proporti un confronto. E uno così ti aiuta. Perché ama dire la sua sempre con estrema correttezza, e dal dialogo nascono riflessioni che possono essere significative. Lo ha voluto Corvino che conosco da una vita e che di personalità ne ha da vendere. Sarà un bel confronto, molto positivo per il Lecce. Tutti e due sanno come si fa a vincere. E Pantaleo ha scelto un vincente».

ALLENATORE IN CAMPO. «Vedeva già il gioco in anticipo, leggeva già la partita, provava ad indirizzarne il corso. Il modulo? Corini ama il 4-3-1-2, un po’ come Liverani. Tutti e due propongono un calcio propositivo. Ma Liverani si porta ancora un limite che spero superi. Non mi pare molto attento all’equilibrio generale della squadra. Eugenio ama attaccare, imporre la propria manovra, con la sua straordinaria capacità di leggere la partita, ma sa anche difendere. Ti puoi permettere di privilegiare solo la funzione offensiva quando sei più forte, sul piano dell’organico come lo era il Lecce in serie C e in serie B. La differenza fra la serie B e la serie A purtroppo si è fatta abissale».

SERIE B. «Ho vissuto le diverse stagioni. Siamo passati dai due a tre punti, l’avvento di play off e play out, il solco rispetto alla serie A si è fatto molto più profondo per le enormi differenze di budget. Basta vedere la difficoltà di sopravvivenza delle neo promosse. Quest’anno abbiamo vissuto la sorpresa del Verona, che ha capito che devi correre per ammortizzare le differenze tecniche. In ogni campionato bisogna sapere come sì vince. E Corini da ultimo l‘ha già vinto con il Brescia, dove quest’anno ha vissuto una stagione travagliata solo per le decisioni del presidente».

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