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Le tre grandi novità di Corini rispetto a Liverani emerse dalla prima amichevole

Il primo Lecce dell’anno, per quanto apparso solo in un primo test match, ha lasciato sul campo indizi eloquenti circa l’impronta che vuole dare il nuovo tecnico.

Sabato scorso il Via del Mare è stato tetro della prima uscita “fuori famiglia” del Lecce 2020/21. I giallorossi di Corini si sono misurati con il Monopoli nella più classica delle amichevoli estive per ritmi e priorità. Tra queste ultime, ben oltre risultato e prova di forza nei confronti di un avversario di categoria inferiore, c’era la necessità di vedere che impronta il tecnico ha intenzione di dare alla sua nuova squadra.

Certo, per vedere una firma è ancora davvero troppo presto, così come i contorni, la definizione, le caratteristiche di una squadra che lavora insieme da nemmeno tre settimane. Eppure qualche indicazione importante il pareggio di sabato l’ha dato. Il tutto riassunto in tre punti di riferimento che ci fanno intuire come sarà il Lecce di Corini, soprattutto in rapporto con quanto visto al Via del Mare negli ultimi anni.

INTENSITA’. Il silenzio del Via del Mare solo raramente è stato spezzato dal vociare dei protagonisti in campo, più attenti a non sprecare un fiato ancora troppo corto. Chi invece, soprattutto nella prima ora di gioco, non ha mai smesso di incitare e spingere i suoi è stato proprio Eugenio Corini. Intensità, intensità e ancora intensità. Poche pause, poco giropalla lento, passaggi all’indietro solo se strettamente necessari all’eludere il pressing avversario. Ma obiettivo sempre e solo uno: cercare le punte, la verticalità. Non in maniera estenuante o integralista, ma la forma mentis del gioco giallorosso è questa: meno tocchi per “controllare” il gioco, più per assalire la porta avversaria.

PALLE LUNGHE E SPAZZARE. Chiariamolo: Corini non giocherà a palla fai tu, non avrà il solo obiettivo di far sgombrare palloni dalla propria metà campo. Chi però ha assiduamente seguito il Lecce di Liverani sa bene quanto il tecnico ora al Parma abbia spesso costretto i suoi ad un tipo di possesso palla che, tra pro e contro, portava i giallorossi ad avere nella ricerca del compagno vicino primo e unico obiettivo. Ecco, questo con Corini non si vedrà. Lanci lunghi su esterni e soprattutto punta, ma anche buttarla via quando si è in grande difficoltà: elementi che, dopo anni, torneranno a vedersi dalle parti del Via del Mare.

PRESSING. Se palla al piede sarà un Lecce estremamente offensivo, in altrui possesso si vedrà un pressing continuo, costante, aggressivo e che richiederà gran dispiego di risorse atletiche. La ricerca di riconquistare la palla subito, o di attaccare l’avversario per impedirle il fluire del gioco, saranno i primi elementi di difesa richiesti ai suoi di Corini. Che giocheranno con una linea molto alta, ma anche qui nessun dogma: interpretare i momenti della partita, rifiatando e giocando più bassi per tornare ad agire sull’intensità, sarà fondamentale.

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Gianni
Gianni
2 giorni fa

Ci divertiremo 👍

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2 giorni fa

Giusto

alessandro
alessandro
2 giorni fa

Va bene tutto ma se non compriamo un difensore buono il lavoro che stanno facendo andrà in fumo , hoo ragazzi non vi meravigliate poi se il Monza Frosinone spal Chievo corrono e giocano più di noi perché è da quando è finito il campionato che diciamo noi tutti di tenere i migliori anche se è difficile ma se vogliamo andare in serie A bisogna allestire una squadra all’altezza della B e il nostro Lecce ad oggi non l’ho e. Spero che società e ds faranno degli acquisti degni per il proseguo del campionato.

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2 giorni fa

Fatto sta che bisogna fare piu amichevoli
Il campionato è alle porte

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2 giorni fa

era ura

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2 giorni fa

Era l ora

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2 giorni fa

Era ura

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2 giorni fa

‘Ggialoste, era ura

Susy
Susy
2 giorni fa

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

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