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L’esplosione, il trionfo, il triste epilogo: i sette anni di storia tra Falco ed il Lecce

Sette stagioni, tra giovanili e prima squadra, fatte di delusioni e gioie, di trionfi e sconfitte. La più brutta? Le modalità dell’addio.

Si sono trovati, hanno trascorso anni memorabili, si sono amati e, alla fine, si sono lasciati. E anche male. Una riga per riassumere goffamente, ma forse in modo sufficientemente eloquente, il rapporto tra Filippo Falco e la maglia che più volte ha indossato in carriera, quella del Lecce. Due colori, il giallo ed il rosso, a cui ha sempre affermato di essere legato nonostante, a cavallo della cessione appena formalizzata allo Stella Rossa, più di qualcuno stia nutrendo qualche dubbio. Sette anni tra giovanili e prima squadra, comunque, non si dimenticano, e noi li ripercorriamo di seguito.

Pippo da Pulsano, comune della parte salentina della Provincia di Taranto, giunse al Lecce nell’estate 2008, dopo gli inizi nelle scuole calcio del suo paese d’origine prima e del Bari poi. Andato male un provino con la Lazio per ragioni burocratiche, ad accoglierlo e credere fermamente in lui è il club più rappresentativo del Tacco d’Italia: il Lecce.

Muove i suoi primi passi negli ultimi anni dell’era Semeraro, dagli Allievi alla Primavera fino, nel 2010/11, ad esordire in prima squadra. I primi minuti “da grande” il fantasista li vive al Friuli di Udine, dove cerca di portare l’undici di De Canio al passaggio del turno di Coppa Italia contro l’Udinese. Finirà 2-1 per i bianconeri, e quella per Falco sarà un’altra stagione a lavorare per apprendere con la Primavera. Poco male, il tempo è dalla sua parte.

Così per far crescere il piccolo Pippo, tecnica già da grande ma fisicità tutta da strutturare, il Lecce lo manda a farsi le ossa in Prima Divisione, a Pavia. In biancazzurro fa bene e l’anno dopo, complice la doppia caduta salentina fino alla terza serie, è pronto per il Lecce dei grandi. Nella prima stagione targata Tesoro il pulsanese è tra i migliori, anzi tra i pochi aspetti positivi di una stagione fatta di delusioni costate caro, anche per il futuro. Falco segna pochissimo, appena 3 gol tra le 3 competizioni, ma fa vedere qualità da prima classe. Così, dopo la mancata promozione, per non interromperne la crescita il Lecce gli dà l’opportunità di misurarsi in Serie B.

Una stagione intera divisa tra due maglie, quella 2013/15. Pippo delude a Reggio Calabria, fa meglio a Castellammare, ma 14 gare totali e un gol sono troppa poca roba. Ed infatti Reggina e Juve Stabia retrocedono in C, arrivando penultima ed ultima. Ed in estate per Falco è rientro al Lecce, che decide di puntarci per cercare il ritorno in B dopo un’altra annata dall’atroce epilogo playoff. Salvo clamorose offerte, naturalmente, ma l’unica a farsi sotto è il Bologna con un’offerta che nemmeno si avvicina al milione di euro.

I Tesoro cercano così di tenersi il giovane cercando, in alternativa, qualcosa di meglio. Falco, però, ha già deciso: vuole andare al Bologna e non ha nessuna intenzione di allenarsi in giallorosso. Così, dopo la netta presa di posizione, la proprietà va incontro alle esigenze del calciatore riuscendo ad alzare l’offerta felsinea fino ad un prestito con obbligo di riscatto fissato ad un milione 200mila euro. Poco, ma meglio di niente.

Dal 2015 al 2018 Falco ed il Lecce si guarderanno da lontano. Per lui saranno annate altalenanti: prima il fallimento della prova-A con il Bologna (7 gare e zero spunti), poi le buone esperienze con Cesena e soprattutto Benevento (giocate, gol e la storica promozione in Serie A). Infine una nuova annata da dimenticare che ne mina le certezza, quella 2017/18, in cui è impalpabile prima con il Perugia e poi con il Pescara. Quattro prestiti totali, nessuna offerta ed è rientro al Bologna, che non crede più in lui ed è disposta a darlo via a zero.

A sfruttare l’occasione riaccogliendolo a braccia aperte, nonostante la diffidenza di buona parte della piazza, c’è proprio l’ambizioso Lecce della nuova e salentinissima proprietà. Con il Via del Mare è pace, con Liverani intesa, con il giallorosso nuovo amore. Da seconda punta con licenza d’inventare, Falco è tra i migliori giocatori della Serie B 2018/19 conclusa con la promozione. Sette gol (quello di Perugia vale una fetta di A), tantissimi assist e giocate a non finire. Soprattutto impegno e dichiarazioni di dedizione alla causa.

Ora Falco ed il Lecce sono pronti per la Serie A che, grazie anche alle abilità di Liverani, affrontano a testa alta, sfiorando un’impresa ancor più grande, quella salvezza mancata per un nulla. Qualche infortunio di troppo, un calo di prestazioni dopo un avvio che faceva inneggiare l’Italia alla nazionale, ma anche giocate importanti che hanno tenuto accese le speranze di A. Niente, è retrocessione.

Ma il vero baratro arriva dopo. Per i tifosi, qualcosa di peggio della Serie B: la volontà espressa letteralmente a mister Corini non solo di lasciare il Lecce, ma anche di non voler mettersi a disposizione fino all’ultimo giorno prima della cessione. Addio giunto oggi, a porre finalmente fine a quattro mesi non all’altezza di una storia bellissima che avrebbe meritato altro epilogo, nei modi più che nell’esito in sé.

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