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La bellezza di essere Biagio Meccariello (VIDEO)

Nel magic moment del Lecce finiscono spesso in copertina gli attori offensivi, ma la seconda gara a zero gol subiti denota l’aspetto principale del miglioramento dei giallorossi: la ritrovata solidità difensiva. Con Lucioni, al centro della retroguardia, la costante, mesi fa inaspettata, è Biagio Meccariello.

Eroe in ombra. La vittoria del big-match di ieri resterà negli annali per l’ubriacante gioco di gambe di Pettinari in occasione dell’1-0 o, ancor più emblematico, per il terzo gol del 39enne Maggio, il calciatore più avanti con gli anni capace di segnare con la casacca del Lecce. Tra gli interpreti dei salentini spicca anche Biagio Meccariello.

IN CATTEDRA. La fotografia della sua gara di ieri, quasi implacabile nei duelli con Djuric, è stata scattata all’8′ del secondo tempo. Sul cross dalla sinistra di un attivissimo Jaroszynski, Biagio ha spazzato di testa in angolo una scodellata su cui era in agguato Casasola, che già pregustava un gol annunciato in qualche intervista. Una spazzata non finisce spesso in copertina come un gol, ma questo fondamentale fatto più di mente che di gambe e inventiva sintetizza l’umiltà e la voglia di star sempre lì di Biagio Meccariello, titolare che in pochi s’aspettavano di celebrare.

STORIE. L’arrivo in giallorosso di Dermaku lo regalava, sulla carta, al ruolo di terzo difensore centrale dietro l’ideale coppia titolare composta da Lucioni e dall’albanese. I guai occorsi dall’ex Parma hanno ridefinito le gerarchie. Meccariello ha ripreso la posizione nell’undici titolare, riproponendo la coppia con Lucioni, costante ormai di questi tre anni del Lecce. La titolarità ha caratterizzato tutto il girone d’andata con pause solo con la Cremonese (Dermaku in campo) e con la SPAL (Zuta centrale al fianco di Lucioni). Con costanza e voglia di andare avanti sempre e comunque, il classe 1991 ha rimediato agli errori, inanellando delle partite che hanno avviato un processo di crescita costante.

SLIDING DOORS. La partita con l’Empoli, ultima del girone d’andata, ha sancito l’ingresso nell’undici titolare di Pisacane al fianco di Lucioni. Arrivato per fare il titolare, l’ex Cagliari ha poi fatto spazio ancora una volta a Meccariello. L’ideale passaggio di consegne è stato al 45′ di Lecce-Ascoli 1-2, quando Mecca ha rilevato il 35enne. Le scelte, da quel momento, sono apparse chiare, ma il rientro in campo di Pisacane, con un’ottima prestazione a Venezia, non ha intaccato il duo centrale scelto dal 1′. Corini, con Lucioni, sta optando sempre per Meccariello, e quest’ultimo ripaga la fiducia interpretando al meglio i dettami richiesti.

IL TECNICO COMANDA. Fare il difensore con Corini è un ruolo arduo, con più oneri che onori. Il tecnico lo ha ricordato nella conferenza stampa di ieri dopo l’importante vittoria con la Salernitana. Attenzione nelle marcature preventive e lettura puntuale di ogni situazione presentata, sovente a campo aperto, sono le qualità che il tecnico richiede ai suoi centrali. Lucioni e Meccariello sono fisiologicamente esposti rispetto ad altri pensieri di calcio adottati da altri tecnici. In più, sui frequenti cross che spiovono nell’area di Gabriel bisogna aprire le ali e spazzare. Meccariello, ultimamente, sta affinando le sue percentuali di giocate “pulite”, sia quando si tratta di recuperare palloni in zone morte del campo, magari facendo anche i conti con l’opposizione del pressing avversario, sia nel pieno del palleggio.

GESTI. Prima delle due partite senza gol subiti, simbolo più tangibile delle grandi partite di un difensore centrale, Meccariello si era tolto lo sfizio di servire un assist (a Coda) in Lecce-Chievo. Un tocco volante che quasi sembra uno dei tanti anticipi confezionati a difesa della propria porta. E prima ancora, a Pescara, la sponda vincente per la bordata di Maggio. Un colpo di testa ad alleggerire per il terzino, visti i nomi in ballo. Invece no. Meccariello si “sdebitò” così dopo il passaggio vincente servito dal 39enne in Lecce-Cosenza 3-1, gara del suo secondo gol con il Lecce, il primo in B. I compagni ormai lo chiamano “il maresciallo”. Il grado, magari non riceverà le onorificenze di ufficiali (gli attaccanti) e comandanti in capo (guide tecniche) ma che è troppo importante per essere trascurata troppo spesso.

 

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