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La Primavera torna big grazie ai suoi talenti. Da Borbei a Vulturar, il bilancio delle promesse giallorosse

Il grande lavoro del club ha permesso ai giovani del Lecce di crescere ed iniziare a costruire una solida base per il futuro.

Programmazione, competenza ma, anche e soprattutto, talento. Per mezzo di questi vitali ingredienti il Lecce ha visto la sua Primavera tornare grande un decennio dopo, con l’obiettivo di diventarlo sempre più seguendo le orme di quanto già fatto sotto l’ala esperta di Pantaleo Corvino.

Quella 2020/21 è stata una stagione di grande crescita in casa giallorossa, culminata con la vittoria della semifinale (ma, di fatto, finale) playoff che ha portato alla promozione in Primavera 1. Il lavoro del ds Delvecchio, il progetto targato Sticchi-Corvino e le abilità da tecnico di mister Grieco hanno così portato subito dei frutti di qualità. La festa finale, si è detto, ma soprattutto l’aver messo in luce tanti talenti pronti a fare ancora meglio in futuro. Scopriamo insieme chi si è distinto maggiormente nell’annata giallorossa.

PORTIERI. Lo avevano detto già dopo il suo arrivo ad inizio stagione Corvino e Sticchi Damiani: in pochi anni Alexandru Borbei si prenderà la porta del Lecce. Vedremo se il rumeno del 2003 riuscirà ad esplodere, intanto a godere delle sue qualità tra i pali è stato Vito Grieco, che ha potuto contare su un estremo di assoluto valore, con qualità fisiche, tecniche e mentali da prima squadra. In particolare ha colpito per leadership e voglia di essere un riferimento per i compagni, tanto da sembrare un mini-Gabriel e far ben sperare per il futuro. Alle sue spalle si è distinto bene, quando Borbei è stato chiamato a fare da terzo con i grandi, anche Antonino Viola.

DIFENSORI. I big della retroguardia sono stati i due capitani, il classe 2000 Gianfreda ed il 2001 Monterisi. Due nomi già ben noti: il primo protagonista l’anno scorso in prestito al Bitonto della promozione in C (poi revocata) dei neroverdi, il secondo a lungo convocato in prima squadra e con una cap in Serie A contro il Parma l’anno scorso. Sono stati loro due ad alternarsi come leader in mezzo alla difesa giallorossa, palesando spesso strapotere sui rivali: l’anno prossimo saranno chiamati al salto in una prima squadra con l’obiettivo (e le possibilità) di affermarsi. Al loro fianco si è ben disimpegnato anche il romano Mattia Ciucci, jolly difensivo che ha mostrato fisicità ed autorità pari a quelle dei due colleghi più grandi.

Sulle fasce si è fatto molto apprezzare il 19enne belga Mats Lemmens. Giunto in giallorosso dalla fucina di talenti che sono le giovanili del Genk, ha dimostrato una grande crescita facendosi apprezzare per corsa, dedizione, fisicità ed anche abilità sui calci da fermo. Non solo: le sue rimesse lunghe sono diventate spesso un fattore per i salentini, si veda l’azione del gol-promozione di Maselli nata proprio da un suo fallo laterale. Più grezzi ma con ottime potenzialità di crescita sono apparsi invece lo svedese di origini bosniache Hasic (2003), impiegato su entrambe le fasce, ed il rumeno Pascalau, un 2004 prestato alla Primavera ma impiegato soprattutto la fulcro della difesa nell’Under 17 di Maragliulo.

CENTROCAMPO. Come per la retroguardia, anche qui c’è un 2001 che, pur rientrando come età negli utilizzabili dalla Primavera, si è palesemente mostrato come “fuori categoria” quando non ha trovato spazio tra i convocati di Corini. Parliamo di Sergio Maselli, regista di qualità e sostanza che non solo ha saputo giganteggiare tra i baby, ma si è fatto trovare pronto quasi sempre anche quando chiamato a misurarsi in prima squadra. Starà a Baroni scegliere se portarlo con sé in ritiro oppure mandarlo a farsi le ossa altrove.

La sorpresa più bella della mediana Primavera risponde invece al nome di Catalin Vulturar. Il classe 2004 non ci ha messo nulla per far capire che Corvino ci ha visto benissimo, regalando al Lecce un talento dalle qualità indiscutibili che a 16 e 17 anni ha saputo primeggiare con avversari sempre più grandi ed esperti. Proprietà di palleggio, intelligenza tattica ed una sorprendente forza fisica lo hanno reso un tuttocampista che Grieco ha sfruttato dalla prima all’ultima giornata. Capacità di coniugare qualità a quantità l’ha messa sul rettangolo verde anche il “nostrano” Cristian Macrì, un furetto implacabile che in mezzo al campo ha reso impossibili le giocate degli avversari di turno. Appena 18enne, ha dimostrato di essere tra gli elementi più interessanti in chiave futura.

Qualità e falcata da trequartista per Gianmarco Mancarella, più esperto rispetto ai due sopracitati compagni e che si era già messo in mostra nelle amichevoli estive con la prima squadra. Spesso, quando ha trovato spazio con i più giovani, ha dimostrato potenzialità assolute sulle quali si può lavorare. Lampi di spessore si sono visti anche dal 2003 norvegese Sebastian Fjose Berg, impiegato in tutti e tre i ruoli della trequarti e capace di farsi apprezzare in particolare grazie a dribbling ed accelerazioni.

ATTACCO. Il bomber del Lecce, Samuele Oltremarini, è stato anche l’elemento più sfortunato nella stagione dei baby giallorossi. Devastante sull’esterno sinistro, quando partiva per accentrarsi e cercare la porta ha dimostrato di essere praticamente inarrestabile per i difensori avversari. Sul più bello un infortunio al ginocchio lo ha tirato via anticipatamente dai giochi, ma ciò non ha cancellato quanto di ottimo fatto mantenendolo al centro del progetto tecnico giallorosso. Il suo posto è stato preso da un altro big della Primavera, Mattia Felici. Portato nel Salento da Liverani e reduce da un’ottima annata in D al Palermo, una serie di guai fisici ne hanno centellinato l’utilizzo ma, quando ha trovato continuità, si è mostrato esterno incontenibile e, come detto per gli altri 2001, fuori categoria.

Ha imperversato sulla fascia, da attaccante ma talvolta anche più arretrato, il campano Trezza. Esploso nel finale di stagione, sulla destra ha garantito corsa da centometrista e facilità di dribbling importanti. Non ha avuto il tempo di imporsi maggiormente Noah Crone Back, che nelle ultime uscite impiegato costantemente da punta centrale ha fatto vedere che le basi, soprattutto fisiche e di personalità, per fare meglio in futuro ci sono tutte. Un po’ più acerbo ma con l’età dalla sua parte, infine, il 2004 rumeno Burnete, che una volta strutturatosi fisicamente potrà sfruttare meglio le abilità tecniche che ha mostrato in questi mesi.

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