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Leader, bomber e già in condizione: l’avvio entusiasmante di Hispanico Coda

A Parma prestazione perfetta del numero 9 del Lecce. Certamente una buona premessa in vista del campionato.

Per chi avesse qualche dubbio già in partenza sul fatto che Massimo Coda possa essere ancora quello visto l’anno scorso e che il cambio di modulo possa potenzialmente comunque consentirgli di esprimersi a certi livelli ieri sono arrivate risposte importanti. A Parma il numero 9 del Lecce è stato devastante laddove non perfetto, apparendo in una delle sue migliori versioni da quando è giunto nel Salento.

QUALITA’. Ciò che maggiormente risalta agli occhi della prova di Coda ieri è nei numeri, nelle giocate, nella qualità. Due gol decisivi. Uno splendido, il primo: botta di sinistro di prima intenzione e dal limite, dopo uno scatto di trenta metri per ritagliarsi lo spazio. Rasoiata all’angolino stupenda, un mix tra bordata cinica e colpo da biliardo. L’altro di puro intuito, il secondo: bravissimo nel movimento a ritroso per liberarsi sul dischetto e destro a prendere in controtempo Colombi.

Ma le giocate vanno oltre i gol, sprecandosi. E’ suo il primo tentativo giallorosso con forte fendente dopo elegante controllo del pallone. Anche alla ripresa si approccia con un numero che manda al bar Valenti, prima di concludere stavolta alto sopra la traversa. E poi tante aperture per i compagni (medie di passaggi riusciti da regista puro), su tutte quelle sprecate clamorosamente da Majer prima e Strefezza poi. Il piede è caldo, la tecnica indiscutibile.

CONDIZIONE. I dubbi sulla tenuta fisica di Coda c’erano, ed erano anche legittimi. Tutti ricordiamo la pesantezza, relazionata ai compagni, delle prime uscite contro i club dilettanti affrontati. Tutti sono consapevoli che un elemento dal fisico pesante come lui tardi logicamente a mettere benzina nelle gambe ed entrare in condizione, ed anche un anno fa ne abbiamo avuto dimostrazione. Al Tardini, tuttavia, ha dimostrato di essere già a buonissimo punto.

TATTICA. E’ forse l’aspetto che più ha sorpreso, che più interessa, il più importante. Perché è vero, le abilità tecniche, i piedi quasi da fantasista della punta giallorossa non sono discutibili, ma non con tutti gli schemi di gioco ognuno saprebbe esaltarsi. Ci devono essere delle premesse, e ieri abbiamo visto che il terreno è fertile. Hispanico si è trovato a suo agio nella prima ufficiale da fulcro centrale del tridente di Baroni. Compiti dispendiosi perché non è solo chiamato ad attaccare l’area, ma anche ad aprirsi ed aprire spazi, a rifinire. A fungere, di fatto, da regista offensivo, dettando i tempi della manovra in zona gol. Un ruolo difficile, ma che può tranquillamente fare.

MENTALITA’ DA LEADER. In un Lecce che quest’estate ha già perso e rischia di perdere alcuni elementi cardine del passato, in campo e fuori, è fondamentale che i giovani ed i nuovi abbiano comunque dei riferimenti. Al secondo anno nel Salento Massimo Coda è pronto ad assolvere anche a questo difficile compito, in cui non basta la qualità ma serve tanto carattere. Così può spingere il Lecce ed i compagni ad esprimersi al meglio.

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