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Primavera, Grieco: “La promozione è stata un miracolo, ora vogliamo farne un altro salvandoci”

Il tecnico della Primavera del Lecce Vito Grieco ha parlato ai microfoni del Nuovo Quotidiano di Puglia dell’esordio con il Cagliari.

NUOVO TORNEO. “Ci confronteremo con l’olimpo della categoria, una finestra più grande di noi e non dimentichiamo che il miracolo sportivo, inizialmente non programmato, è stato fatto l’anno scorso. E quest’anno partiamo per compiere un altro miracolo, ovvero la salvezza. Sappiamo che ci sarà da soffrire visto che affronteremo 15 squadre di A su 18 partecipanti, ma sappiamo anche che sarà una vetrina importante per tutti”.

ATTEGGIAMENTO. “Dobbiamo soffrire, prendere qualche scoppola e ripartire, a cominciare dalla difficile trasferta di Cagliari. Ci troveremo di fronte una squadra organizzata, poi al debutto c’è sempre l’emozione della prima partita. Andiamo a tifare in una regione in cui tutti tifano rossoblù e questo a me fa piacere, è un popolo importante e spero che l’emozione duri poco per i ragazzi”.

VOLTI NUOVI. “Abbiamo bisogno di tempo, che però non c’è visto che domenica già si giocherà. Siamo partiti in ritardo anche per colpa del Covid, non è colpa di nessuno. Tre o quattro ragazzi non possono ancora essere utilizzati anche perché sono arrivati da poco. La famosa amalgama è difficile averla in quattro, cinque giorni, tuttavia sicuramente metteremo in campo una squadra organizzata”.

SOSTA. “La pausa cade a pennello perché poi si potrà cominciare a lavorare con tutto l’organico effettivo, sperando anche di recuperare quei ragazzi che sono stati interessati dal Covid”.

MODULO. “Noi dobbiamo dare più risorse alla prima squadra, sinceramente il modulo lascia il tempo che trova perché poi il gioco dipende dall’interpretazione che gli si dà. I ragazzi, anche se giovani, sono intelligenti sotto questo punto di vista, quindi non avremo problemi. Ma non esiste un modulo vincente o uno perdente”.

RITIRO. “Non so da quanti anni non succedeva, quindi ringrazio il direttore Corvino e la società per avermi dato la possibilità di andare in ritiro, il che al giorno d’oggi non è scontato. Anche se siamo partiti in ritardo, abbiamo svolto una preparazione di dieci giorni, lavorando bene. La società ci è sempre vicina”.

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