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La rabbia di Di Masi (pres. Alessandria): “Forze esterne hanno deciso la gara con il Lecce”

Il numero 1 dei grigi infuriato dopo il ko subito allo scadere al Via del Mare. Al centro delle polemiche l’operato arbitrale.

Le parole rilasciate a Il Piccolo: “Sono incazzato. Siamo incazzati, tutti. Se questa è la B, a me non sta bene. Per niente. Ci è stato tolto almeno un punto, meritato. Anche di più, se pensiamo a quando e come sono arrivati alcuni fischi. Sia chiaro, non ce l’ho con il Lecce, che ha fatto la sua partita. Ma con le forze esterne che hanno deciso questo risultato.

C’è da parlare anche del terzo gol, ma prima c’è l’espulsione sacrosanta di Tuia, graziato da Giacomelli. Chiarello era lanciato a rete, è stato falciato: un intervento almeno da giallo, sarebbe stato il secondo. Sacrosanto e, invece, è stato graziato. In quel momento il punteggio era ancora 2-1 per noi. Espulsione di Gennaro? Aggiungo un particolare: l’assistente, che era vicinissimo, ha detto chiaramente all’arbitro che il nostro giocatore era scivolato e che non era intervento falloso. Glielo ha ripetuto. Ma l’arbitro ha deciso di testa sua, senza ascoltare il suo collaboratore. I nostri giocatori lo hanno invitato a consultarsi con il guardialinee: hanno protestato, ma senza esito. Anzi, Dario Migliaccio, il nostro vice allenatore, è stato espulso.

Sapete come sono fatto, non è mia abitudine entrare nello spogliatoio dell’arbitro. Lo avevo fatto una volta sola, in una gara particolare, per fare i complimenti per una direzione non facile. Non potevo stare a guardare: per la società, per i giocatori, il mister, i tifosi, per me e per tuti noi. In nove anni di presidenza non mi era mai capitato di subire un trattamento simile. Ho chiesto spiegazioni, tono forte, ma equilibrato, sapete come sono fatto. E con la porta aperta, perché tutti sentissero.

Spiegazioni generiche. Mi ha invitato a rivedere le immagini, secondo lui, e il Var, il pallone sbatte sul ginocchio di Lucioni. Si è giustificato dicendo: “Anche il Var ha valutato così”. Le ho riviste, le immagini, non so quante volte: la dinamica, per me, e non solo per me, è diversa, ma quello è l’episodio finale dopo molti in cui il Var non ha parola e spetta solo all’arbitro decidere.

Immediatamente. Ho telefonato a Mauro Balata. Aveva visto anche lui. Sono stato chiaro: così non ci sto. L’Alessandria non è la cenerentola: la società è sana, mette denaro, investe, anche in maniera importante ha conquistato questa B con merito e non deve essere trattata così. Meritiamo lo stesso rispetto di tutte le altre, non sono più disposto ad accettare questi trattamenti”.

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