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Il cantiere Lecce è ancora aperto, ma quant’è bello crescere vincendo?

I giallorossi ottengono il terzo successo di fila nonostante i margini di crescita sono ancora tantissimi. E questo non può che essere un aspetto positivo.

In ogni avvio di stagione che si rispetti sono due i campionati, quasi paralleli, che si svolgono: quello matematico (e concreto) della classifica e quello, propedeutico al primo soprattutto in chiave futura, della costruzione di una squadra che non può certo esaurirsi nei mesi di preparazione. Come per tutte le rivali, siano esse prime o ultime, anche il Lecce sta vivendo questa fase di iniziale avviamento, che di base si conclude non prima del primo terzo di campionato. Ma ora ha imparato ad attraversarla nel migliore dei modi: vincendo.

Sarebbe sbagliato infatti pensare che chi ottiene più punti sia per forza più avanti nel personale processo di crescita rispetto a chi è un attimino più dietro in classifica. Sarebbe ancor più nocivo per il Lecce pensare di essere “arrivato” solo per aver sommato 9, benché pesanti, punti in classifica nelle ultime tre uscite effettuate. In realtà la strada resta in salita.

E non potrebbe essere altrimenti visto che i giallorossi, rinnovati negli uomini e negli schemi, sono ad appena la settima gara ufficiale nella stagione: troppo poche per avere una conformazione definitiva. Dietro c’è da migliorare, è palese, ma è palese anche che rispetto al passato si rischia generalmente qualcosina in meno, tant’è che senza qualche topica individuale sarebbero stati davvero pochi i pericoli occorsi a Gabriel già in questo periodo di assestamento di fine estate.

A centrocampo l’intesa, e con essa il possesso palla giallorosso, cresce di gara in gara. Certo, si vedono ancora troppi palloni sparati lì, direttamente da difesa ad attacco, ma anche questi sono apparsi in diminuzione nelle ultime uscite. Il gioco sulle fasce, poi, appare già tutt’altra storia rispetto agli esordi stagionali: la crescita dei singoli così come dei meccanismi è lampante. In entrambe le fasi, dunque, si può anzi si deve fare di più. Nel frattempo, però, migliorare vincendo è il sogno di ogni allenatore. E Baroni non si può dire certo non fiducioso, anche per questo motivo.

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