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Un Lecce sempre più “vichingo”: la nostra chiacchierata con “Il Calcio Nordico”

Abbiamo avuto il piacere di dialogare con Alessandro Musumeci, admin della pagina Facebook “Il calcio Nordico”, una sorta di stella polare per gli amanti del calcio a quelle latitudini.

Da due anni a questa parte è tornata la multinazionale-Lecce. Il ritorno nel Salento di Pantaleo Corvino, misto alle nuove congetture economiche del football continentale, ha indotto la squadra giallorossa a pescare spesso dal Nord Europa. Quando si parla di calcio di quelle zone, in Italia uno dei punti di riferimento per un’informazione prettamente settoriale è la pagina “Il calcio Nordico”, aggiornata costantemente con le news sui campionati e sulle sorti delle nazionali nordiche, dalle leader Svezia e Danimarca alle “piccole” Far Oer.

Cominciamo innanzitutto dal dato. Il Lecce, con lo svedese Björkengren, il danese Hjulmand e gli islandesi Bjarnason ed Helgason è una delle squadre più “nordiche” dell’intero panorama italiano. Questo è dovuto all’intenso lavoro di scouting del responsabile dell’area tecnica Pantaleo Corvino, intento a scandagliare il mercato scandinavo per cercare talenti a un costo accessibile. Da esperto in materia, secondo te, a che punto è la crescita del movimento calcistico in Scandinavia.

“Si, il lavoro del Lecce sul mercato scandinavo è davvero da applausi. Ancor più che Corvino, per come la vedo io, sono le intuizioni e le ricerche di Fabrizio Bertuzzi a fare la differenza per quanto riguarda questa specifica area geografica. Non conosco le dinamiche interne ma penso che sia davvero il fattore in più.

Parlando invece del movimento, secondo me è soprattutto una questione di mentalità. I ragazzi talentuosi in Danimarca, Svezia e Norvegia ci sono sempre stati, ma adesso vengono formati in maniera diversa. Non sono più solo rocciosi e ostici da affrontare, ma adesso si sta lavorando molto di più sulla loro crescita tecnica. La distanza tra Nord Europa e Paesi mediterranei, soprattutto dal punto di vista tecnico (individuale), inizia ad assottigliarsi sempre di più. Per quanto riguarda i movimenti davvero in crescita, il mercato islandese ma anche quello finlandese, iniziano ad offrire profili di qualità. Se si vanno a vedere le selezioni giovanili finlandesi nella sosta internazionale di Ottobre, si notano nettamente i miglioramenti rispetto anche solo allo scorso decennio. Il Calcio diventa sempre più popolare in Finlandia, grazie a Litmanen prima e Pukki oggi”.

Morten Hjulmand, giunto nel Salento dagli austriaci dell’Admira Wacker, ha stupito tutti per la capacità di saper leggere i momenti del gioco nella sua metà campo. Anche se il centrocampo della Danimarca conta su campioni come Höjbjerg e elementi di sicuro affidamento rodati in campo internazionale, tra quanto si potrebbe pensare a uno Hjulmand capace di rientrare nelle scelte dell’omonimo Kasper ct della Nazionale? 

“Come dici tu stesso, la qualità in Danimarca non manca. Anche in U21 Hjulmand non è stato impiegato particolarmente, dato che aveva giocatori davanti a lui nelle gerarchie. Attualmente con Højbjerg, Delaney e Nørgaard pronto a subentrare, le scelte sono piuttosto chiare ma se Morten dovesse mantenere questo rendimento, credo che il salto in Serie A basterà a fargli trovare spazio in Nazionale. Il CT Hjulmand è molto attento ai giovani ed aperto a fare spazio a chi mostra del talento. Insomma, aspettiamo che Morten vi trascini in A ed a quel punto tutto sarà più semplice per lui”.

È singolare invece la parabola di John Björkengren, arrivato due anni fa dopo una vita al Falkenberg, una formazione che veleggiava nelle zone basse della classifica…

“Riguardando la carriera di John, ancor più che il blasone del club, direi che bisogna soffermarsi sul suo ruolo all’interno del Falkenberg. Titolare fisso già a 18 anni in Superettan come in Allsvenskan, questo dice già molto sul ragazzo. A differenza di Hjulmand, fisicamente e tatticamente deve ancora crescere molto ma capisco cosa possa aver visto il Lecce in lui. Un diamante grezzo su cui lavorare. Se vuole fare la differenza, dovrà migliorare ancora molto ma il carattere sembra quello di un ragazzo umile e professionale”

L’estate del 2021 ha visto l’arrivo dei due islandesi Bjarnason ed Helgason, tra i simboli del ricambio generazionale del calcio dell’isola. Spesso nei post della tua pagina leggiamo che ormai l’Islanda è una lontana parente della squadra capace di stupire l’Europa in Francia. Essere titolari della propria nazionale in un momento così delicato, al primo campionato all’estero dopo esperienze solo in Islanda, potrà giovare alla crescita sportiva dei due? 

“Si, sicuramente. Questa è una generazione piuttosto fortunata. Quando dico fortunata, mi riferisco al fatto che tra l’attuale e quella (molto longeva) che ha scritto pagine leggendarie della storia della selezione, c’è stata una generazione quasi ignorata dalle scelte dei CT, cioé quella dei vari Hermannsson, Runarsson, Omarsson ecc.

Il fatto di essere titolari già cosi giovani, anche se la squadra soffre, permette a questi ragazzi di responsabilizzarsi presto, di fare i primi errori su palcoscenici internazionali e quindi trovare sin da subito le soluzioni per non riperterli in futuro. Difficilmente potranno anche solo eguagliare i traguardi raggiunti dal precedente gruppo, ma ogni generazione ha una storia a sé. Sinceramente nessuno chiede a questi ragazzi di riscrivere la storia. Tutto quello che devono fare è ridare stabilità ad una Nazionale che ha del potenziale e che sarebbe bello vedere lottare, ogni biennio, per la qualificazione Europea o Mondiale. La Nazionale in Islanda ha un significato molto profondo ed intenso, ancor più che come calciatori, li farà maturare rapidamente come uomini”.

Anche la Primavera del Lecce ha forti connotati nordici. Oltre ai già presenti Hasic (difensore centrale dell’Under 19 svedese) e Crone Back (attaccante danese che dopo l’Under 18 non trova spazio ancora nell’Under 19) si è aggiunto il nucleo dei finlandesi: il portiere Saamoja, al momento seconda scelta, e i due esterni d’attacco Mommo e Salomaa, questi ultimi ormai punti fissi delle nazionali giovanili. Hai qualche curiosità in più su questi due ragazzi? 

“Tra i due conosco sicuramente meglio Eetu Mömmö. Per quanto riguarda Salomaa, ho avuto la possibilità di vedere qualche spezzone delle sue prestazioni in Nazionale ma non ho abbastanza dati per prevederne lo sviluppo. Tornando ad Eetu, l’ho visto giocare più volte ai tempi dell’Ilves e secondo me non è improbabile un approdo in prima squadra. Ala che sicuramente non rivoluzionerà questo sport ma che soprattutto nell’ultimo periodo passato in Finlandia, stava facendo vedere buone cose. Ha discreti margini di crescita ed è capace di adattarsi a diversi ruoli in attacco. Insomma, non penso che diventerà fortissimo ma tra tutti i ragazzi delle giovanili citati, se dovessi puntare su qualcuno, punterei su Mömmö”.

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