Viaggio tra i nomi dimenticati (o dimenticabili) di coloro che hanno vestito di passaggio la gloriosa maglia del Lecce.
Questo non te lo ricordavi, il titolo della nostra nuova rubrica ma anche una “sfida” che lanciamo ai tifosi del Lecce. Sfida per modo di dire, sia chiaro, perché più che gareggiare a chi ricorda più giallorossi di passaggio vogliamo proprio rievocare in voi momenti più o meno remoti, di certo fulminei per il loro essere durati quanto un rustico dopo dieci ore di digiuno. Così, di puntata in puntata, parleremo di passato (salentino, soprattutto) e presente di quei giocatori che, per usare un eufemismo, al Via del Mare e dintorni non hanno lasciato esattamente una grande nostalgia. Bidoni o futuri fenomeni poco conta, qui il focus è sulla rapidità dell’esperienza leccese.
Oggi tocca ad un uomo, ruolo difensore centrale, arrivato dal lontano Brasile per regalare a mister Lerda centimetri, freschezza e il tocco delicato tipico dei difensori verdeoro: Vinicius Gouvea. Nato a Guariba, nello stato di San Paolo, il 2 febbraio 1990, ha mosso i primi passi da calciatore nelle locali Monte Azul e Guaratinguetà, nella Serie B brasiliana.
A soli 22 anni, e con una manciata di presenze da professionista sulle spalle di cui appena 3 nel Brasileirao B del 2011/12 (seppur, assicurano gli addetti ai lavori, con ottimi risultati), arriva l’occasione della vita, favorita certamente dalla cittadinanza italiana in possesso. Un Lecce ferito da una doppia retrocessione non ancora metabolizzata lo porta alla sua corte a metà mercato estivo, quando ha appena iniziato a costruire la rosa in Ottica Prima Divisione e non più cadetteria. Nel Salento si presenta così questo colosso dal fisico statuario e l’altezza imponente che supera il metro e 94, pronto a dire la sua per giocarsi una maglia, cresce al fianco di elementi di qualità (vedi Esposito), esperienza (vedi Martinez) e categoria (vedi Di Maio).
Il tempo per ambientarsi e superare la saudade del primo impiego oltreoceano era già preventivato, così le prime gare le vede dalla tribuna (esclusa la Coppa, dove hanno ampio spazio le seconde linee e per lui alla fine saranno sei presenze). Il 30 settembre con la Tritium ecco la prima convocazione, che vuol dire solo panchina, e questo si sapeva. Nel reparto i nomi sono tanti e l’attesa per il debutto anche, forse un po’ troppa, ma comunque arriva il suo momento a cavallo tra i due anni solari, purtroppo per lui in un momento difficile per la squadra. Arrivano comunque quattro gettoni di fila a partire dai minuti finali di Carpi, subito dopo il gol vittoria di Arma.
L’impatto è positivo e Lerda gli concede due match da titolare di fila, conditi da pareggi con Albinoleffe e Cremonese. Poi torna in panchina ed il Lecce torna a vincere con il Cuneo, contro cui Vinicius disputa comunque l’intera ripresa. Il 10 febbraio 2013, quando ha appena compiuto 23 anni, arriva il suo quinto gettone in campionato, che rimarrà anche l’ultimo. E sarà il migliore per sé e per la squadra, vittoriosa 0-3 in casa della Tritium anche grazie all’assist del brasiliano per il gol di Giacomazzi che sblocca il match. Poi, il vuoto. Tra acciacchi fisici, abbondanza difensiva e, soprattutto, cambio di guida tecnica, Vinicius non vedrà più il campo, venendo convocato in appena quattro occasioni. L’ultima di queste nel terribile playoff perso con il Carpi, quando fuggirà con i compagni negli spogliatoi, finendo nel dimenticatoio del calcio che conta nonostante abbia sempre ben figurato in ogni match disputato in maglia giallorossa.
Nell’agosto successivo lascia il Salento direzione di ritorno in Brasile dove non troverà fortuna, anzi continuerà a barcamenarsi nelle serie inferiori sommando maglie in quantità da record. Ad oggi sono ben 15, interrotti solo da due esperienze italiane: la prima a Grosseto, solo due minuti nella Serie D 2015/16, la seconda sempre tra i dilettanti ed ancora in essere. Da appena due mesi veste infatti la maglia del Calangianus, Eccellenza sarda, giganteggiando con tanto di gol messo a segno nel penultimo turno disputato. Colore della maglia dei calangianesi? Giallorosso, ovviamente.
La sua esperienza a Lecce è durata una stagione, in cui ha sommato 5 presenze e 0 gol.
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