L’allenatore della Primavera del Lecce ha raccontato il successo dei suoi ragazzi in un’intervista a Cronache di Spogliatoio
STRANIERI E LAVORO. “Ho cercato fin da subito di unire e dare un’identità. Questo è stato il nostro segreto. Quello che fa la differenza è il valore del giocatore, umano e tecnico, il suo passato, la famiglia, non il cognome o la provenienza. Anzi spesso questi ragazzi sono abituati a giocare con ragazzi più grandi e fanno meno fatica ad ambientarsi”.
RAGAZZI.“I nomi che si potrebbero fare sono tanti. Perché sono davvero un gruppo di ragazzi straordinari. Penso che già 4 o 5 il prossimo anno saranno portati in prima squadra. Bisogna fare però una riflessione a questo punto”.
SFOGO. “Quando vince una formazione fatta di soli ragazzi stranieri, invece di puntare il dito, perché non ci si interroga un po’ e si cerca di imparare? In Italia tendiamo a minimizzare sempre, tanto è più facile. La realtà è che manca profondità. E la vittoria del Lecce non è altro che la fotografia più chiara di questo ragionamento”
I MOMENTI PIU’ IMPORTANTI. “Lecce-Milan, noi venivamo da quattro sconfitte e un pareggio. Nonostante giocassimo benissimo non raccoglievamo. Lì abbiamo vinto da squadra. Uno a zero, una partita sporca ma per noi vitale. Poi c’è il 5-0 alla Roma. Quando vinci così con una squadra così forte capisci di avere le carte in regole per arrivare in fondo in testa. L’ultima? Dopo il gol di Corfitzen in semifinale contro il Sassuolo, ci è bastato guardarci per capirci al volo. ‘Lo vinciamo noi’, siamo i più forti. Ma la nostra è una vittoria che insegna”.
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Gran personaggio, mai banale….
Grande Misterrrtrt
Chi vince festeggia…..e chi perde spiega……Avanti Lecceeeeeee
Minimizzare = rosicare. Suggerirei una bella dose di Maalox 😜🙃💛❤
Mister, si tende a minimizzare la nostra vittoria perché non ha vinto una delle solite. In Italia deve vincere sempre una delle solite 4.
Una stagione irripetibile, anche perchè molti ragazzi saliranno in prima squadra o dovranno fare esperienza in altri campionati. Mi auguro che la nuova primavera riesca a far crescere il prezioso seme gettato dal ciclo appena concluso