Lecce in difficoltà nei secondi tempi: serve più voglia di vincere

Con Verona, Bologna e soprattutto Empoli la maggior fame avversaria ha rischiato di fare la differenza. Ed anche stavolta senza Falcone ci troveremmo a parlare di tutt'altro

Prima di arrivare al punto del tema, un paio di premesse sono d’obbligo. Intanto ci troviamo a descrivere quello visto in Toscana come uno dei “peggiori” Lecce dell’anno, elemento comunque positivo perché se fare malino vuol dire comunque giocare un buon primo tempo la bontà del cammino finora resta complessivamente inattaccabile. La seconda premessa risiede nel riconoscere con onestà intellettuale che, senza l’ennesima prova superba di Wladimiro Falcone, non ci troveremmo mai a parlare di un pari che è punto assolutamente guadagnato, ma di una bruciante sconfitta.

Ed arriviamo al punto. Parliamoci chiaro, finora l’andamento della stagione salentina è stato altalenante, ma tra l’ottimo ed il molto buono. Con le dirette concorrenti sono arrivati solo risultati positivi, ed anche dal Castellani non si può certo andar via con il broncio, classifica alla mano. C’è un però, ed è abbastanza grosso visto che sta divenendo abitudine. Si ha avuto la sensazione che, al di là del calo fisico, il Lecce non sia uscito dal campo dopo essersi giocate tutte le sue carte per cercare la vittoria. E se non si può vincere non si deve perdere, chiaro, ma essere messi sotto così per quasi 40 minuti, con occasioni a grappoli per la controparte, si porta con sé una dose di rischio troppo elevata (Wladimiro non potrà essere sempre Wladimuro). Il gioco, o meglio il non gioco, non vale la candela.

Se con avversarie (che arriveranno presto) come Inter e Atalanta l’impostare il match su sofferenza e ripartenza può essere l’unica chiave attraverso la quale giocarsi le proprie possibilità di andare a punti, di certo con Verona ed Empoli questo dà come unico frutto un’ulteriore spinta ad avversari in crisi creativa di insistere alla ricerca del bottino pieno. Se rischi devono essere (e davvero, in questi due incontri si è subito più che con Roma e Milan), perché non rischiare facendo il Lecce? A che serve entrare nel binario della speculazione, del proviamoci ma non troppo e se non ci riusciamo tiriamo i remi in barca? Il rischio che l’identità si snaturi, che l’entusiasmo si sopisca (sembra un anno fa quando questa parola – entusiasmo – faceva così paura, e invece era benzina pura), che le proprietà tecniche dei giovani vengano inibite. Il Lecce può essere molto di più di quello visto ieri, ma deve ritrovare il coraggio di rischiare.

Redazione

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15 Commenti
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Andrea
2 anni fa

Mister i cambi quando li fai, la regola dell’ allenatore è non farsi sopraffare dall’ avversario e bisogna cambiare subito per rompere i ritmi. Stai facendo uguale uguale a Baroni. Le prime partite si giocava con spregiudicatezza e si andava avanti con discese sulla fascia e verticalizzazioni, squadra offensiva, adesso? Fermi, tutti fermi, se esce la rete su azione altrimenti va bene un punto. Sveglia allenatore sveglia, ti ho sempre sostenuto perché il gioco tuo è offensivo e mo’? Non stiamo facendo punti per giocare calmi per il punto per non perdere con le nostre dirette. Stai cominciando a fare come Baroni. E poi solo in Italia si vede il gioco che comincia dai portieri ai difensori, tutti sto allenatori si sono fissati con questo gioco. Ma che gioco è? Aspettare che vengano avanti per rilanciare e andare in contropiede, questo gioco lo puoi fare se hai giocatori di esperienza dietro, dorgu è ancora ragazzo e regala palloni. Come una volta la palla si butta avanti e se non la prendi, ricominci da centrocampo. Sveglia D’Aversaaasaas

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2 anni fa

Che pena… E pensare che all’inizio lo chiamavano il LECCESTER!!

Leccemio
2 anni fa

Articolo giusto! Bisogna essere realisti, la squadra ha del potenziale mostrato nelle prime partite che si è andato perdendo sino ad non imbastire più trame di gioco decenti, ed in questo deve porre SUBITO rimedio il Mister!!!
Ieri nel secondo tempo per esempio Pongracic cercava di impostare il gioco e non sapeva a chi dare la palla perché nessuno faceva movimento, se non c’è la giocata del singolo non riusciamo ad imbastire un azione!!!

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2 anni fa

Meglio non perdere! Tutti vorremmo la vittoria, ma alla fine pure 1 punto va bene piuttosto che perdere e far recuperare posizioni ai nostri avversari! Forza ragazziiiiii!

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2 anni fa

Ultime tre partite:
Due pareggi esterni contro squadre che giocavano la partita della vita
Un pareggio contro la quinta in classifica

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2 anni fa

Per vincere ci vuole cattiveria

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2 anni fa

Menomale per seconda volta il Santo Falcone fa miracolo se no sembriamo troppo deboli senza sangue…..

Toto
2 anni fa

Chi saccontenta gode forza lecce va bene così sabato si vince

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2 anni fa

Ehi, non ci liveranizziamo. In A muovere la classifica spesso è un merito. Dobbiamo solo trovare il modo di essere più efficaci e meno confusi e dipendenti solo da giocate individuali.

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2 anni fa

se non fossimo calati così con Verona ed Empoli avremmo vinto sicuramente. la miglior difesa è l’attacco

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