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Il mancato progetto con Zeman, cambio di rotta e poi errori in A: sfida da ex per Angelozzi

La gara contro il Frosinone rappresenta un ritorno al passato per Guido Angelozzi, ds dei giallazzurri passato dal Lecce dopo i fasti del primo Pantaleo Corvino

Guido Angelozzi fu nominato dall’US Lecce nell’inverno del 2005 per affiancare Carlo Regalia, poi sostituito proprio dallo stesso Angelozzi. Dopo la retrocessione del 2005/2006, con la mancata spinta data da Silvio Baldini dopo il fallimento della gestione di Angelo Gregucci, il direttore sportivo lavorò in coordinamento con Zdenek Zeman. Il boemo tornò nel Salento dopo le delusioni e i rammarichi, condivisi con gran parte della tifoseria, per le potenzialità inespresse nella storica stagione 2004/2005 chiusa con il tecnico dietro la panchina durante la melina dei calciatori in Lecce-Parma 3-3.

Come affermato dallo stesso Zeman nella sua biografia, con Angelozzi, nel 2006/2007, il Lecce voleva costruire un progetto a lunga scadenza basato sulla crescita di calciatori giovani. Nella Serie B con Genoa, Juventus e Napoli, però, Angelozzi e la società defenestrarono Zeman per cambiare rotta con la gestione Papadopulo, quando già a gennaio 2007 arrivarono calciatori affermati (Tiribocchi, Munari e Zanchetta su tutti) per poi cercare la promozione l’anno dopo.

La Serie A in effetti arrivò dopo un campionato lunghissimo e 83 punti conquistati nella regular season. Nel massimo campionato, però, la campagna acquisti messa in piedi da Angelozzi e l’operato tecnico di Mario Beretta e dei calciatori non fu all’altezza. Nel Salento, Dusan Basta fu un oggetto misterioso al pari di Leonardo, Feltscher e gli esosi economicamente Edinho (con potenzialità ma inadatto al contesto) e Papadopulos (assorbito nella negatività nonostante l’esperienza europea). Sul rettangolo verde, poi, Beretta non trovò mai la quadra con Caserta nel ruolo tanto desiderato di “trequartista muscolare” dove l’ex Inter Kharja era modello ideale. Il Lecce chiuse ultimo a 30 punti con De Canio in panchina. Durante quel campionato si alimentò una frattura insanabile. In città spuntarono i manifesti 6×3 “Angelozzi Abbande” e allo stadio la contestazione della curva era la deliberazione finale.

Anche se la notizia era nell’aria da tempo, vista l’identificazione di Angelozzi nel principale responsabile del fallimento del Lecce, l’esonero arrivò solo a settembre 2009, a calciomercato estivo concluso. La tempistica sorprese un po’, ma ai tempi si trattava di una frattura ormai annunciata vista l’aria respirata. In una conferenza stampa, Giovanni Semeraro spiegò la decisione senza procedere a una sostituzione con l’innovativo accentramento dei poteri di direzione sportiva tra la società stessa e l’allenatore Luigi De Canio. Le ultime grane di Angelozzi furono la gestione di Daniele Cacia, patrimonio calcistico mai sfruttato appieno dal Lecce nonostante gli investimenti.

Il percorso professionale di Angelozzi continuò con numerose esperienze, dapprima a Bari (retrocessione in B e lavoro nell’anno di fallimento) e Spezia, senza gioie, poi per tre stagioni al Sassuolo da direttore dell’area tecnica. Nella prima stagione il successo con Eusebio Di Francesco, ora suo allenatore al Frosinone, quando i neroverdi chiusero al sesto posto con tanto di qualificazione in Europa League. Dopo la lunga militanza in Emilia, Angelozzi fece parte della prima storica promozione in A dello Spezia nel 2020, al secondo anno della sua gestione. L’exploit Frosinone nella stagione passata, infine, è il sorriso più sorprendente e recente.

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Pierotti?
Pierotti?
1 mese fa

Ma .. il nostro c..asso nella manica Pierotti che fine ha fatto? L’hanno sequestrato? Redazione “Chi l’ha visto”?

AVANTI LECCE!
AVANTI LECCE!
1 mese fa
Reply to  Pierotti?

CURATE CIUCCIU BARESE!!

Magico Lecce
Magico Lecce
1 mese fa
Reply to  Pierotti?

non era Pavoletti?

Commento da Facebook
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1 mese fa

In effetti ha fatto solo danni!

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1 mese fa

Angelozzi detto mister prestito.
Classico Ds che a lungo andare dissangua le casse delle squadre.
Nu cugghiunempisu in pratica.

Commento da Facebook
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1 mese fa

Il titolo corretto sarebbe stato: “Una delle peggiori calamità nella storia del Lecce”.
Elencare tutti i danni che ha fatto in 6 anni significherebbe perdere il sonno.

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