Concedetemi un minuto, concedetemi un incipit dedicato al rammarico. Cosa diceva ad inizio stagione? “Da quanto tempo non si vedeva giocare il Lecce così!”. Eravamo felici tutti, e credo ben oltre dei risultati che sapevamo non sarebbero durati a lungo. E francamente chi scrive felice lo era anche nel vedere una squadra andare a giocare a testa alta a San Siro, andare a dominare per buoni tratti a Bergamo e per due terzi di match a Roma e Genova, oltre che giocare quasi da sola e sprecare l’impossibile per oltre un’ora con il Cagliari. Insomma, chi è onesto intellettualmente può affermare senza vergogna che, fino al prepartita di Bologna, anche solo ipotizzare un benservito a D’Aversa era da folli. E questo conferiva i contorni dello spreco immane al cammino di una squadra che avrebbe meritato un distacco maggiore dalla zona pericolosa. Poi in un mese tutto è cambiato.
Partiamo dai fatti ufficiali: D’Aversa esonerato a causa del brutto gesto di cui si è reso protagonista nei confronti di Henry. Ebbene, sì e no. Diciamo che non c’è falsità nel dire che un tecnico che tira una testata, per quanto di entità non da wrestler, ad un calciatore merita l’immediato benservito. L’episodio è però soltanto la goccia che ha fatto traboccare un vaso che, francamente, era colmo. Ed il riempimento è stato tutto sommato repentino, subendo una brusca e definitiva accelerazione proprio con il match di ieri.
Tornando indietro, le positive prestazioni non accompagnate dai risultati adeguati avevano fatto avvicinare il Lecce alla zona pericolo, e questo ci può anche stare o quantomeno va accettato. A quel punto, però, serviva un cambio di registro in termine di carattere e mentalità che non è avvenuto, ed il Lecce ha continuato a scendere in campo con l’atteggiamento di chi è comodamente a metà classifica con 7-8 punti costanti di vantaggio sulle inseguitrici. Il perché è difficile da individuare, ma a questo punto più che nel peccato di gioventù non è sbagliato ipotizzare dei limiti caratteriali di un tecnico che aveva già dato segnali di nervosismo i quali sarebbe stato meglio veder tradotti in una maggior “garra” dei suoi ragazzi in campo.
Ecco così Bologna, Torino, Inter, tre gare giocate con poco carattere contro formazioni più forti, ma clamorosamente più affamate. Va bene, sarà il calendario. Eppure il Lecce spaventato come nei venti minuti finali di Frosinone forse non lo avevamo mai visto. Giusto attendere il Verona, vera e propria gara spartiacque. Una gara da vincere sì, ma ancor più da non sbagliare. E invece è accaduto l’esatto opposto.
Il Lecce si è dimostrato totalmente assente sotto il profilo del carattere (mostrato in modo imbarazzante solo nei minuti finali quando c’era solo da lanciarsi in area), in balia di un undici ben più voglioso. Oltre che organizzato, e qui ci spostiamo sul piano di un gioco che è andato completamente perduto. I giallorossi hanno via via iniziato a mostrare sempre meno, passando dai venti minuti di Bologna ai quindici di Torino ai dieci di Frosinone. Fino agli zero con l’Hellas. Zero come le trame mostrate, aggiungiamoci un uno ed un altro zero ed ecco il cento che sono più o meno i lanci lunghi effettuati, metà dei quali nel nulla, nella partita più ventilata dell’anno contro uno degli avversari difensivamente più “sporchi” del campionato, insomma a fare ingenuamente il suo gioco. Il Lecce di D’Aversa, in pratica, non c’era più ed alla luce di mancanza di voglia, dignità ed idee la reazione di un popolo che ha tifato incessantemente in tutta Italia non può che essere una.
Insomma, si direbbe che di elementi per un addio ce ne sarebbero a sufficienza già escludendo ciò che è accaduto dopo il fischio finale. Ecco perché ridurre il tutto alla testata sarebbe non solo parziale, bensì anche controproducente. D’altronde la nuova guida tecnica certo non dovrà ripetere quanto fatto da D’Aversa con Henry. Ma anche quanto (non) fatto da D’Aversa tra Dorgu vs Fiorentina ed Henry.









E un’ultima riflessione: non dimentichiamo quante critiche abbiamo fatto a Baroni, nella seconda metà di campionato perchè il Lecce non vinceva, era prevedibile, non si riusciva a fare un tiro in porta, ecc. In pratica, sono anni che il Lecce non ha un gioco di qualità, che sia costante nei mesi. Per carità, trovo che sia bellissimo che la squadra abbia un direttivo locale, finanziatori per lo più locali, e che sia tutta improntata sul territorio. Ma, allora, cerchiamo di fare meglio le cose, in modo tale da far crescere davvero il “progetto Lecce” di cui si parla tanto. I soldi, invece di spenderli nell’edilizia di un centro sportivo o nel donare progetti di restyling dello stadio, si investano nei giocatori e in un BUON allenatore. E’ l’unica ricetta vincente per salvare il “Progetto Lecce” dalle figuracce.
L’articolo è anche condivisibile…Però mi pare anche un po’ ipocrita criticare ADESSO D’Aversa, che non combinava niente da mesi. Mi pare, senza mezzi termini, come le scene in cui le iene si gettano sul leone morente, tanto ora non gli può fare più del male. Perchè non sono stati scritti articoli del genere già tempo fa, quando la squadra mostrava evidenti segni di regressione? O li notavamo solo noi tifosi, questi segni di cedimento, dalle sedie dello stadio ? Comodo, ora, lanciarsi tutti sull’allenatore. Umanamente, mi dispiace che D’Aversa sia finito in questo modo, anche se non vedevo l’ora che levasse il disturbo. Ha fatto quel che poteva, rispetto, buon viaggio Mister e a mai più rivederci. Vorrei invece dire qualcosa a chi vede nel calcio un modo per fare CASSA: signori, il calcio è sangue e passione, è identità di un territorio, è gladiatori nell’arena…Non si possono mettere i soldi davanti agli interessi della squadra e della tifoseria. Altrimenti si salva il portafogli e si perde tutto il resto. Capita la metafora?
Disamina assolutamente corretta , articolo lucido e onesto ,speriamo che Gotti sappia metter mano nonostante in carriera non abbia mai usato il 4-3-3
Mario Conte era già stato chiesto di allenare il Lecce di Semeraro ma grazie a questi stupendi tifosi sia società sia Conte si son dovuti tirare indietro.quedto perché ha esultato al gol fatto al via del mare forse anche sbagliando ma se un calciatore viene venduto a belle cifre significa che in quel momento deve onorare quella maglia.
Wanja comu c..o te chiami è bello parlare dopo che le cose non vanno bene la società è normale che qualcosa la sbaglia ma stanno facendo un lavoro.. lavoro per tutto il territorio che se non sbaglio non ha eguali quindi metti fuori il tuo nome se credi di essere così preparato o il c.lo
Come lo mettono questi signori gran signori.
Se non mi sbaglio il Verona e la società sono indagate per falso e altro il Lecce compra con le proprie risorse .
Grazie sticchi e compagni per le soddisfazioni che mi avete dato da quando siete al timone lasciate perdere questi specie di saputelli che non amano il Lecce
Non ci abbandonate❤️❤️❤️
Ha fatto bene il presidente a prendere Gotti sta già pensando che sarà l’allenatore del prossimo anno in serie B
Insistiamo con questi commenti scemi, tutti a vantaggio dei “baresi” come te.
L’importante è insultare e le mie ore passano
Devono esonerare quelli della biglietteria ;e’ tutta colpa loro e dei bibitaro,corvino aveva promesso Starbucks
Noi ultras del San Nicola abbiamo la zuppa di cozze fatta da Wangia.p
Ai ragione bisogna anche vedere la preparazione che anno fatto all’inizio..ora sembrano che in campo non giravano proprio.. e sono sempre acciaccati i risultati dicono questo
Se D’Aversa Non avesse fatto quel gesto, lo avremmo tenuto sino alla fine. La Societa’ ha trovato la Scusa per non Ammettere le proprie colpe. Allenatore Inadatto anche se la squadra, quest’Anno è inferiore tecnicamente a quella dello scorso Anno. I vari Hjuldman Umtiti e Strefezza non credo che si possano paragonare a Ramadani Touba e Pierino la Peste. Senza contare che Banda e Baschirotto sono Inguardabili. Quindi Presidente, quale “Asticella ha Alzato’? Ci sarebbe della’altro ma mi fermo qui! 💛❤️ BARESI COZZARI SERVI NAPOLETANI !!!
Dai Uccio la conza che prova scrivere in italiano?!!!!errori ne fai però diciamo da terza media;impegnati,Lu Pippi you.