Come di consueto ci troviamo, nei giorni successivi alla chiusura di ogni sessione di calciomercato che si rispetti, a commentare e dare il nostro giudizio a quello che è stato l’operato del Lecce. Lo facciamo alleggeriti dal fondamentale successo ottenuto venerdì con il Cagliari, il quale non deve tuttavia andare ad influenzare in modo assoluto un’opinione preventiva che parte da situazioni oggettive per andarsi poi a sviluppare nell’inevitabile soggettività di chi scrive, cosa che dunque può trovare apprezzamento o anche no. Ciò che è certo è che come sempre i parametri da prendere in considerazione tendono all’infinito e qui si proverà a organizzarli e riassumerli partendo dal voto con cui andiamo a giudicare l’operato di Corvino e Trinchera, ovvero il 6,5.
RISORSE. Una promozione piena, seppur senza quell’esaltazione che solo una miglior conoscenza di alcuni elementi potrà eventualmente consegnare, che parte da presupposti sacrosanti, i quali piaccia o meno vanno giustamente sottolineati. Spesso si sente dire che i tifosi siano costretti a diventare sempre più commercialisti, che si sia privati sempre più del diritto di sognare l’impossibile che, diciamolo, fa giustamente parte del “lavoro” dell’appassionato. Sarebbe un grave errore privare questo sport della sua componente più romantica, ma come sempre nella vita serve un po’ di tutto e se da un lato ognuno ha pieno diritto di invitare una proprietà ad effettuato questo o quel colpo clamoroso, dall’altro non si può ignorare situazioni economiche oggettive ed essere di conseguenza delusi dalla mancata concretizzazione di quelle che, a titolo personale, sarebbero state le operazioni ideali. Il Lecce ha risorse limitate rispetto alla quasi totalità delle partecipanti alla Serie A e questo nonostante un bacino d’utenza importante. Non è colpa di nessuno se non del fatto di essere una periferia geografica del calcio, ma con il lavoro e le giuste strategia ci si può stare eccome in mezzo ai grandi, vedasi gli ultimi anni. A nessuno piace sentirsi ripetere quest’amara verità, al contempo non la si può dimenticare in sede di giudizio. L’importante è fare il massimo con quello che si ha a disposizione, entro un proprio confine che, perché no, si dovrà provare sempre più ad allargare. Onestamente anche questa sessione va in piena coerenza con quella che è la realtà dei fatti.
CESSIONI BIG. Il mercato in uscita rappresenta per una piccola come il Lecce una voce importante non meno di quello in entrata. Sotto questo profilo sono andate in porto numerose operazioni. Partiamo da quelle più importanti, ossia quelle relative a Pongracic e Gendrey, di fatto due cessioni necessarie. Il croato ha chiesto già a giugno di avere l’opportunità di andare a giocare altrove, consapevole della strepitosa stagione effettuata e di avere buon mercato. Operazione da 16,5 milioni complessivi, ai giallorossi mancherà (nonostante il pessimo approccio in viola) ma non c’era scelta, come non c’è stata scelta a gennaio con Strefezza e ad agosto con Gendrey. Quello del francese rischia di diventare un vero e proprio colpo in uscita, perché sì il ragazzo da un lato ha onorato alla grande le sue tre stagioni salentine caratterizzate da un continuo crescendo, dall’altro però l’addio a doppia cifra bilanciato da un possibile affare in entrata come si sta presentando Guilbert potrebbe portare il bilancio sulla corsia destra decisamente in attivo. Su Blin situazione più complicata da comprendere: non parliamo di un fenomeno sotto il profilo tecnico bensì di un elemento comunque fondamentale sotto quello caratteriale e dell’equilibrio, al momento il giudizio è sospeso su un fondo di perplessità perché dipende tutto da quanto Pierret e Coulibaly su tutti sapranno imporsi. Poi i tanti (non tutti, ma quasi) i giovani mandati a giocare fuori, tra elementi che hanno deluso ed altri che hanno bisogno di minuti. Ha fatto ancora parlare di sé Maleh, che si è fatto apprezzare in estate senza riuscire a far cambiare idea al Lecce: è fuori dal progetto, peccato. Soprattutto se i giallorossi non riusciranno a rientrare dell’investimento.
FASE DIFENSVIA. Concentrandoci ora sulle risorse tecniche confermate e nuove, tra i pali la qualità si è impennata. Falcone non ha ricevuto offerte clamorose né ha chiesto la cessione e, come puntualizzato più volte nella descrizione della linea societaria, è rimasto a fare il big tra i pali. E con le spalle copertissime, perché il posto di Brancolini è stato preso da un Fruchtl che ha i numeri per poter essere un 12 di lusso, eventualmente anche un 1 del futuro. Al centro della difesa, inutile dirlo, con l’addio di Pongracic si è perso molto più che un anno fa quando salutò Umtiti. Gaspar e Jean sono le più classiche delle scommesse alla Corvino, hanno potenziale e lavoro da fare e solo il tempo ci dirà se potranno quantomeno avvicinare i livelli del croato. Con Bonifazi il Lecce si è comunque assicurato un usato garantito che rende anche qui le alternative ai titolari ben migliori rispetto ad un anno fa. Tutto invariato sulla sinistra, dove Gallo è rimasto per un soffio dopo mancato affondo romanista e l’alternativa è l’arretramento di un Dorgu che sa come si fa. A destra Pelmard potrebbe dare più garanzie di Venuti e se Guilbert è quello visto con il Cagliari, ribadiamo anche un buon elemento come Gendrey potrebbe non farsi rimpiangere.
DALLA CINTOLA IN SU’. Il parco mediani è numericamente completissimo ed anche vario nelle caratteristiche. L’addio di Blin rischia di farsi sentire così come la sofferta assenza di uno che ha dato sempre l’anima come Gonzalez. Tecnicamente non parliamo di calciatori insostituibili, come detto sarà tutto molto legato alla crescita di Berisha ed al cammino di Couilbaly e di un Pierret che in queste prime uscite si sta presentando come una risorsa davvero importante e completa. Senza dimenticare Kaba, ulteriore rinforzo di metà autunno. Al centro della trequarti a Oudin e Rafia si è sommato Marchwinski: ha numeri importanti, è sicuramente una bella scommessa che ha bisogno di tempo, dunque non si può certo essere influenzati dal non utilizzo delle ultime settimane. Sulle fasce numericamente ci siamo, con Banda, Dorgu, Morente, Hasa, Pierotti ed eventualmente anche Oudin, Rebic ed un Sansone al momento ai margini a poter dire la loro. Lo spagnolo al momento non è riuscito ad esprimersi e non sembra avere la frizzantezza di Almqvist, unico tassello che non ha trovato un sostituo esatto. Non dimentichiamo tuttavia che già nelle fasi clou della scorsa stagione aveva lasciato il suo posto di fatto a Dorgu. Promette bene seppur non subito Hasa, con il danese il più giovane della compagnia. Infine, le punte. Krstovic ancora leader, Burnete a fare il terzo e l’incognita Rebic. Incognita in senso più positivo che non, perché le carte in regola per fare “almeno” come Piccoli ci sono tutte, ma anche qualità ed esperienza potenziali per prendersi tutto, anche il posto di Krstovic o con Krstovic, se la stagione dovesse mettersi sul piano giusto.
FIDUCIA. Come sempre, la strada d’ora in poi sarà solo una: fiducia e supporto, supporto e fiducia. Perché quando sei una piccola ed hai ogni volta 40-50 milioni da spendere il discorso è semplice: se i nomi ci sono il voto è buono, altrimenti no. Al Via del Mare è diverso, perché salvo occasioni alla Umtiti, più miracoli che colpacci, certe operazioni sono utopia. E’ nostro dovere dare la nostra opinione su come si è svolta la sessione estiva e lo abbiamo fatto, tra sottolineature positive e qualche dubbio legittimo e necessario a migliorarsi sempre. Ora serve però presa di coscienza di cos’è il Lecce, su quale sia la sua dimensione e potenzialità, su ciò che si può o non può fare. Fiducia e positività: questo progetto, ancora una volta, ha dimostrato di meritarsela.
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Magari speriamo pure in qualche svincolato da prendere per chiudere in bellezza. In giro ce ne sono un po’…
A parte i soliti tuttologi che si innalzano a grandi conoscitori delle dinamiche del calciomercato e del valore dei giocatori che sono giunti a Lecce, bocciando dei ragazzi di cui ne sono certo, faranno le fortune del nostro Lecce. Sono d’accordo sulla disamina riguardo quasi tutto, anche se ritengo che il nostro mister, deve ancora amalgamare al meglio tutti i nuovi arrivati, e metterli nelle condizioni di poter sfruttare ognuno di loro, le proprie potenzialità. Ritengo che il polacco sarà una grande risorsa, appena avrà assimilato schemi e che, a differenza del campionato polacco, qui il gioco è molto più veloce e dinamico. Su Rebic non ho il minimo dubbio che sarà una scommessa vincente, perché qui nel Salento, trovano un ambiente sereno e stimolante, senza la pressione del dover dimostrare a tutti i costi la giocata fantastica, il nostro ambiente da sempre, è stato un toccasana perché un giocatore si ritrovi, e torni a giocare con la testa più libera. Su Hasa la cosa basilare è come si approccerà il ragazzo e che non abbia fretta di bruciare le tappe. Sappiamo benissimo che Gotti non ha paura di buttare nella mischia un ragazzino, vedi Dorgu, e se riesce a trovare gli stimoli giusti, questo campioncino ci farà divertire. Forza Lecce mio, sempre intra lu core 💛❤️
Mi aspettavo un mercato più’ DECISO, con meno Scommesse – La possibilità x un paio di Innesti di Categoria (soprattutto Integri, considerando che REBIC e BONIFAZI entrambi validi, ma vengono da lunghi infortuni). Con La Plusvalenza di GENDREY …. Qualche certezza in più l’avrei gradita ! Mister schieri MARCHWINSKJ e BURNETE in aiuto a KRSTOVIC (troppo solo) con Banda che gioca solo – Oudin che gioca a sprazzi o con Rafhia …. si gioca in 10 !
N.B. Non Risponderò alle Vostre solite Offese !!! Saluti 🟡🔴
MESCIU PANTALEO LA SCOMMESSA L’HAI VINTA TU. SPERIAMO CHE L’ AVVENTURA DURI IL PIÙ POSSIBILE CON IL LECCE. BRAVO……
Mercato del Lecce da 6,5 . Anche 7 se Morente e Marchinzchy si rivelassero acquisti da 7 ! 💛❤️💛❤️
Bisogna aspettare per dare sentenze sia positive che negative siamo solo all inizio forza lecce 💛❤️
Hai dimenticato Hasa, Alessio, che sarà il nostro Strefezza elevato alla ennesima potenza (vedrai).
In realtà è stato giustamente citato nell’articolo. Magari meno di altri, ma solo perché sui giovani bisogna sempre andare più cauti e pazienti
Ci sta: porta e difesa effettivamente migliori(anche con l’incognita Pelmard), a parte per la mancanza di intelligenza tattica al centro, ma penso che verrà col tempo!
Pierret sembra uno che si farà ricordare!
Giusto puntare sull’esplosione di Dorgu.. se Morente e Banda(come Marchwinski) non saranno determinanti, mesciu Corvino tornerà sul mercato appena possibile
Aspettiamo il centro sportivo! Forza Lecce
Non prossima giudicare il mercato sull’onda dell’entusiasmo di una vittoria. Certamente alcuni segnali sono positivi, di contro, ho visto qualche giocatore sottotono (Morente ad esempio). A gennaio avremo piena contezza dell lavoro del nostro mitico Direttore, quando la preparazione sarà ormai ultimata per tutti.