Quando a un quarto di match circa dalla fine di Lecce-Parma di due giornate fa Ylber Ramadani, richiamato in panchina da Luca Gotti, si lasciò andare ad una plateale manifestazione di dissenso nei confronti della scelta del mister, fummo i primi a cercare di comprenderlo, perché di momenti del genere la storia del calcio ne è piena. A fare la differenza sono però sempre il modo in cui si reagisce alle situazioni. L’albanese poteva reagire sul campo di mostrando di non essere quello visto nella circostanza, ma un leader in grado di trascinare la squadra, ed invece da quel momento sembra davvero esserglisi spenta la lampadina.
Risparmiato con il Sassuolo, quando a dirla tutta fu tutto il Lecce a non presentarsi in campo, a San Siro aveva poi dato il peggio di sé o quasi. Quasi perché in realtà ieri al Bluenergy Stadium è riuscito a fare anche peggio, raggiungendo picchi di imprecisione mai visti e consegnando a Zemura il pallone di un pesantissimo successo per i Friulani. Che, di conseguenza, è invece pesantissimo ko per i giallorossi.
Imbarazzante alla conclusione, fuori posizione nelle chiusure, presuntuoso con la palla tra i piedi anche quando pericolosamente vicina alla propria porta. Non che non avesse mai commesso errori anche prima di quel Lecce-Parma, ma di certo erano sempre stati più isolati in gare in cui il suo impegno e la sua mentalità non erano mai mancati. Ora, onestamente, sembra un altro e questo non aiuta certo i tanti elementi più inesperti di lui. Ora la Nazionale, la sua Albania per ritrovare serenità. E tornare nel Salento con una mentalità nuova, più adeguata e lontana parente di quella che l’ha portato a lasciarsi andare in uno sfogo evidentemente risultato deleterio per il suo cammino.
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Ma le scuse ufficiali di Ramadani per il vaffa a Gotti sono arrivate? È stato multato?
E’ la punta dell’iceberg di una squadra che come l’anno scorso quando prese il declino con D’Aversa non era piu’ squadra. Tutti i reparti scollegati, attacco asfittico, gente che non passava al compagno manco se aveva davanti 4 giocatori e tirava. D’Aversa diceva di giocare palla a terra che c’era vento e questi tiravano zeppole che arrivavano a Lido Adriano. Quest’anno abbiamo cominciato uguale con i soliti due o tre che tirano sempre perche’ sperano di essere chiamati dal Manchester e se continuano cosi non li chiamano manco a Martina Frana. L’area tecnica a parte le solfe IO IO IO…che fa contro tutti, riesce a scendere negli spogliatoi e cu nde zicca due e li manda a tagliare l’erba ? O No ? La societa avrebbe dovuto pretendere scuse pubbliche o via social. Io vedo giocatori che se fanno mezza parola scompaiono tipo Rodriguez e Burnete l, ma poi altri che non portano rispetto verso l allenatore e quindi la maglia continuano a fare cio’ che vogliono. Significa che ti metti contro il Sommo vate hai finito ma se non lo fai contro di lui, invece puoi fare quello che vuoi ?
Questo giocatore è la rovina del Lecce
Purtroppo i suoi 10 secondi di follia ci sono costati…..
Dopo quella sfuriata andava punito e lasciato in panchina! Bisogna dare un messaggio al resto della squadra, perché altrimenti chiunque si sente intoccabile. La società, anche stavolta, ha lasciato correre…
Lo dico da sabato…..anche se i realtà anche dopo Milano c’erano i presupposti….
In panca subito. Poi se rientra nei ranghi e nel ruolo, bentornato.
Se no, VIA SUBITO A GENNAIO!!
e BFFCKM……
Un po’ di panchina
Adesso ci pensa corvino e fa una sfuriata in dialetto salentinu
Via da Lecce subito!
Ramadani dopo l’europeo non pensava di tornare a Lecce. Alla prima occasione e esploso….
Corvino tieni il pugno di ferro nello spogliatoio, essenziale per la salvezza.