Pantaleo Corvino anticipa le caratteristiche di colui che sarà il successore di Luca Gotti: “Sulla scelta del nuovo allenatore ho detto alla società che c’è bisogno di tigna e ignoranza. Ogni momento storico ha la sua storia. Io e Stefano siamo uomini di carattere, non siamo da salotto. A me e Stefano piace vedere il lavoro sul campo, vedere un lavoro che ha un’identità e una strada, se la strada la inizi e non l’hai percorsa ci sta ritenerla sbagliata. Quando hai già attraversato per tre anni una strada e ti ha portato sempre a Roma, una volta la cambi e ti fermi davanti a degli ostacoli che non superi. Non ci sono degli indicatori che ci fanno dire ‘continua’. Io al presidente ho detto ‘vorrei una persona da campo’ per riprendere questa strada. Io me lo auguro. Ci alzeremo la mattina per questo e faremo di tutto per farlo succedere. Dobbiamo però tracciare una strada, altrimenti andiamo in confusione tutti. Io voglio dare delle risposte a tanti perché che sono spuntati. Non so se si riuscirà a trovare quello giusto, che ci possiamo permettere, ma sarà questo il nostro sforzo. Un allenatore da campo”.
Il direttore glissa sulle voci su Marco Giampaolo: “Siamo venuti qui per parlare di un’altra situazione oggi. Il nome lo posso fare solo con gli accordi firmati. Pensavamo di non doverci trovare in questo momento, e quando ti trovi serve del tempo per fare delle valutazioni”.
Pantaleo Corvino si sfoga: “Dopo 12 giornate si può capire solo in che strada si è. Io non lo faccio perché sono convinto, ci dobbiamo provare. Quando perdi un’identità non è facile recuperarla subito. Non è che mi butto avanti, non voglio illudere i miei tifosi. Una minoranza non ha fiducia in me, la pensano diversamente dopo tutto quello che ho fatto per loro, ma è normale. Se diventa la maggioranza che è così, alzo le mani. Dobbiamo accettare certe cose che vengono da quello che si tocca con mano. Se dobbiamo fare il bastian contrario per principio, andiamo al massacro da solo. Se poi ci si aspetta un allenatore con certe cifre, o che noi a gennaio possiamo fare chissà cosa, sbaglia. Noi questi siamo. Abbiamo dato soddisfazioni con i numeri. Che cosa devo dimostrare di più? Se prendiamo una decisione la prendiamo per senso di responsabilità”
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Segnava di più Cota ca kristovic .
Purtroppo ha ragione, gotti è abituato a professionisti, cosa che in Lecce non ha, si pensava già di fare un passo avanti quest’anno, una grande illusione, si ha bisogno ancora di un allenatore che si metta a urlare per farsi rispettare dai vari ramadani e co, che in modo o nell’altro hanno, dopo il Parma, voltato le spalle al ct. il mister pensava di avere a che fare con uomini, invece si sentono prime donne in una piazza modesta come la nostra, in cui vorremmo solo tanti baschirotto umili e rispettosi. Sul Corvo nulla da dire, sa sempre quello che fa, l’unica cosa che non capisco sono questi infortunati magici che casualmente non sono a disposizione dalla partita sopra citata, possibile che uno come lui non possa intervenire in queste situazioni, qualora fossero veramente accadute, perché chiaramente nessuno può sapere cosa veramente sia successo
Praticamente a sua immagine e somiglianza
Prenderei liverani
Ignoranza e sottomissione, d’altronde come si dice “paru cerca paru
Come dici te, allenatore tignoso, al punto giusto juric
Gli allenatori che volete prendere sono allenatori già esonerati da altre squadre . E siamo sempre a punto accapo
Se non fossero esonerati non potrebbero essere assunti
Spostare Baschirotto a destra perché sul centro sinistra soffre ed occorre un terzino destro bravo nella fase difensiva capace di coprire le spalle ad uno come Banda, buono a creare superiorità numerica, ma limitato per altri versi. Inserire di conseguenza Jean che è di piede sinistro o cercare un centrale, capace anche di far partire l’azione dal basso, poi tre centrocampisti applicati ad una buona interdizione ed ad innescare velocemente gli esterni; Dorgu alto a sinistra, Kristovich, punta centrale. Giocare con i due mediani davanti alla difesa è stato deleterio, perché ha abbassato la squadra scollegando i reparti e lasciando tre uomini a vagare per il campo, in maniera inutile, tra la trequarti ed il centrocampo, con la punta perennemente isolata e costretta a retrocedere; questa disposizione tattica non era roba per questa squadra. Sono d’accordo che bisogna tornare ad un gioco più essenziale e fisico, ma Gaspar e Guilbert non valgono Pongracic e Gendrey, almeno per quelle che sono le caratteristiche che occorrono al Lecce.
Tigna e puru qualche Petucchiu!
Pantaleo, tutto molto bello, però non si può vendere Pongracic e Gendrey gli ultimi 15 giorni di mercato. La squadra al 15 luglio deve essere pronta.
I parametri O non sono tutti buoni perché a 0 . Ci sono quelli validi ( su Pierret si tratterà di tempo) e ci sono quelli che a 29 anni su scarsi ( mi spiace ma Morente non è il massimo) . Poi ci sono quelli che volevano andare via ( Gallo). Io l’avrei mandato via, 8 milioni sarebbero bastati alla Roma e successivamente al Lecce per riprendere Valeri a O oppure un terzino giovane, forte e pronto (Zortea). Mancava e manca un difensore buono di piede sinistro! Bonifazi non può più giocare e le scommesse ardue non sono più gradite!
La questione Punta, che giochi con Krstovic o da alternativa, c’era ed è rimasta tale! Rebic non è un alternativa ma un giocatore che può minare lo spogliatoio!
A centrocampo mancava e manca l’uomo d’ordine che si inserisce e segna cosa di cui siamo sprovvisti e di cui sia Baroni che D’Aversa avevano fatto ampia richiesta!
Insomma quest’anno il mercato che avete fatto è da 4 !
Ora ci vuole un allenatore adeguato.
Andreazzoli gioca un 433 e non credo voglia la luna……